Pubblicato il 12/10/2020, 17:33 | Scritto da La Redazione

Gigi Proietti ringrazia il maresciallo Rocca

Gigi Proietti ringrazia il maresciallo Rocca
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: “Mi sono liberato da quando non mi tingo più. Girando la fiction cominciavo a imbiancare, bisognava ritoccare sempre: sembravo incatramato. Una volta venne uno a farmi la tinta a casa e uscì fuori un colore violaceo. Sul set erano disperati. Allora ho deciso di tagliarmi i capelli. Per abituarti al bianco ci metti tempo, passi davanti a una vetrina e ti domandi: chi è quel signore anziano?”, racconta l’attore. Che sta per compiere 80 anni. Allegramente chiuso in casa.

Gigi Proietti Mi sono liberato davvero quando ho smesso di tingermi i capelli”

La Repubblica, pagina 28, di Silvia Fumarola.

Gigi Proietti se ne sta a casa «buono buono, perché questo non è il periodo per fare gli spiritosi e perché ormai c’ho un’età. Non la posso manco nascondere». Il 2 novembre compie 80 anni. L’attore formidabile di A me gli occhi please, il truffatore di Febbre da cavallo, il carabiniere più amato nei panni del Maresciallo Rocca, il visionario che «dove c’erano immondizia e siringhe» ha messo su il Globe Theatre, non ama i bilanci e neanche le celebrazioni. Ha girato la commedia lo sono Babbo Natale di Edoardo Falcone (uscirà a dicembre) con Marco Giallini ex galeotto, coppia formidabile.

Proietti, allora sta davvero buono a casa?
«Buonissimo. Non è un periodo facile per nessuno. Deprime perché fanno a gara a chi te mette più paura, ma fanno bene. Non sono un guascone, la situazione è seria e poi spuntano quelli come Trump, pericolosissimi. Ci si fa belli trasgredendo. Non sai come girarti, mi mette un po’ d’ansia proprio la mancanza di sacralità della vita da parte dei vecchi citrulli e dei ragazzini, a prescindere dal Covid-19. La vita è una. So’ diventato vecchio?».
No, saggio. Le danno sempre fastidio «le parole che nascondono il vuoto»?
«Ho avuto qualche problemino di salute e mi sono visto la tv di seguito. Quando parlano del coronavirus dicono tutto e il contrario di tutto. E lo dicono insieme, nello stesso programma. Nessuno obietta: ma che state a di’?».
La cosa peggiore à sempre «avere colleghi tristi»?
«Per amor di Dio, sono tremendi. Questo è un mestiere strano, ha tutti i difetti, ma il gusto della battuta me lo fa diventare simpatico. Se manca pure quella. Alcuni non fanno un sorriso neanche se gli spari».

Il rapporto con l’età?
«La vecchiaia c’è e non puoi farci niente. Non mi ricordo chi ha detto: “Alla mia età, la malattia è questa”. È una malattia da logoramento, però non mi va di essere pessimista, ringrazio i miei genitori per il senso dell’ironia. Aiuta. Pensi ai capelli».
Ha una testa leonina.
«Mi sono liberato da quando non mi tingo più. Girando Il maresciallo Rocca cominciavo a imbiancare, bisognava ritoccare sempre: sembravo incatramato. Una volta venne uno a farmi la tinta a casa e uscì fuori un colore violaceo. Sul set erano disperati. Allora ho deciso di tagliarmi i capelli. Per abituarti al bianco ci metti tempo, passi davanti a una vetrina e ti domandi: chi è quel signore anziano?».

 

(Nella foto Gigi Proietti)