Pubblicato il 12/10/2020, 11:35 | Scritto da La Redazione

Monica Maggioni la spara grossa: “Sette storie è l’erede di Tv7”

Monica Maggioni la spara grossa: “Sette storie è l’erede di Tv7”
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: attaccata da Maurizio Costanzo (“Devo dire che ci sono rimasta male”) e impermeabile agli ascolti (“Ho sempre detto, anche da dirigente, che bisogna dare ai programmi il tempo per crescere e conquistare la fiducia del pubblico”), l’ex presidente Rai è felice di essere di nuovo giornalista: “Mi sento a casa, finalmente. Mi mancava molto la militanza sul campo. Per me è stato come riconnettermi con me stessa. Mi sono rimessa a fare quello che amo”.

Monica Maggioni: «Sono tornata al giornalismo. E ora, scusate, non sloggio»

Il Giornale, pagina 24, di Laura Rio.

Non ha fatto in tempo a tornare in video che subito uno dei padri del giornalismo televisivo italiano l’ha duramente rimproverata e le ha chiesto addirittura di sloggiare. Monica Maggioni, che sulla sua strada (carriera fulminante, da precaria a inviata Rai, e poi ai vertici aziendali) di nemici ne ha incontrati tanti, mai si sarebbe aspettata lo sfogo di Maurizio Costanzo. L’inventore del talk show che conduce su Rai1 il lunedì a tarda ora S’è fatta notte, in onda in coda a Sette Storie, il nuovo programma della giornalista, ha sbuffato: «La Maggioni dura troppo, finisce tardi e mi lascia pochissimo pubblico. Cerchi di essere più breve o meglio cambi rete e giorno». Apiti cielo. Interventi ai massimi livelli e dopo qualche ora scuse di Costanzo.

Immaginava un’accoglienza del genere al suo ritorno al giornalismo attivo dopo anni da dirigente (presidente Rai e poi ad di RaiCom)?
«Devo dire che ci sono rimasta male. Soprattutto perché Costanzo ha detto cose inesatte: il programma non finisce tardi e non ha avuto bassi risultati di ascolto. Chiarito questo, accetto le scuse. Non sono un’integralista delle “punizioni», per cui va bene così».
Ma lei è contenta di come ha debuttato Sette Storie?
«Molto. Mi spaventava l’idea di proporre qualcosa di diverso rispetto al menù solito della tv. Una sfida che poteva non trovare un immediato riscontro da parte del pubblico. Invece abbiamo avuto subito dei buoni dati: la prima parte con la conversazione itinerante con il premier Giuseppe Conte ha superato il 13% di share con due milioni di spettatori».
Però la media è stata del 9,2%, non un risultato da record per Rai1…
«Ho sempre detto, anche da dirigente, che bisogna dare ai programmi il tempo per crescere e conquistare la fiducia del pubblico. La nostra base di partenza è più che buona. Abbiamo fatto scelte difficili come mostrare il duro reportage di Gianfranco Rosi sull’Irak».

II talk finale, invece, segue i canoni tradizionali del dibattito tra due
esponenti di opposte visioni.
«Però offre la possibilità di approfondire un tema e di farlo in maniera seria e garbata. Col tempo metteremo a punto la formula».
Ma c’era bisogno di scomodare un format francese (La conversation secrète) per inventare la passeggiata notturna per Roma?
«È un programma che ho visto in Francia, che è piaciuto molto a me e al direttore di rete Stefano Coletta. Ci permette di mostrare personaggi noti della politica, delle istituzioni, dello spettacolo in luoghi diversi da quelli loro consueti, un modo per trasportarli in una condizione normale che consente di scoprirli meglio. Stasera avremo Alessandro Gassmann. Mentre nella seconda parte, dedicata al racconto per immagini, alterneremo storie singole italiane con reportage dal mondo: oggi andremo a Catania».

 

(Nella foto Monica Maggioni)