Pubblicato il 05/10/2020, 17:34 | Scritto da La Redazione

Monica Maggioni: Conte mi ha detto che pensa al suo futuro politico

Monica Maggioni: Conte mi ha detto che pensa al suo futuro politico
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: l’ex Presidente Rai torna in televisione su Rai1 con “Settestorie”, ciclo d’interviste che parte con il premier Giuseppe Conte.

Monica Maggioni: «A passeggio di notte con il premier per far ripartire i miei racconti di vita»

La Stampa, pagina 23, di Maria Berlinguer.

Una passeggiata notturna nello splendido scenario dei Fori Imperiali, rievocando l’incontro con Di Maio e Salvini dal quale uscì a sorpresa Presidente del Consiglio, ma anche, e per la prima volta, l’ammissione che sì, c’è un pezzo di Paese che guarda a lui per il futuro. Non ancora la discesa in campo di Giuseppe Conte con un suo partito, ma neanche il suo contrario. È il premier il primo protagonista di Settestorie, il programma di seconda serata del lunedì di Rai1, ideato e condotto da Monica Maggioni, tornata dopo la parentesi da Presidente Rai alla sua passione: raccontare storie.

Un format inedito e uno studio ispirato a Dogville di Lars von Trier che ha avuto molta fortuna in Francia con La conversation secrète, svelando quotidianità e segreti di molti personaggi ripresi durante passeggiate parigine. Un rotocalco inedito, che già nel titolo riecheggia il mitico Tv7. Dove Maggioni ha iniziato da precaria nel ’95.

Cominciamo dal format. Come funziona?
«È diviso in tre parti: la prima è una conversazione per strada con un personaggio della politica, dell’arte, della cultura, qualcuno che vogliamo conoscere e indagare. La seconda parte sarà dedicata a quella che è una mia mania, un reportage immersivo che va dentro alla realtà e cerca di restarci fino in fondo. Approfondendo come abbiamo già fatto nelle puntate estive. Ospitando l’autore del reportage o un protagonista della storia che abbiamo raccontato. Questa sera ho il privilegio di avere pezzi di Notturno di Gianfranco Rosi, uno straordinario reportage girato tra le persone che subiscono la guerra lungo i confini tra Siria, Kurdistan, Libano e Iraq. Il terzo segmento del programma sarà un faccia a faccia tra due protagonisti del dibattito italiano che hanno visioni opposte su vari temi, la politica l’economia, l’etica. In studio con la mia presenza in versione terzo incomodo».
Com’è andata con Conte? Le conversazioni avranno sempre Roma come scenario?
«No, cambieremo luoghi ogni volta. Non è un’intervista in senso stretto ma una conversazione per raccontare qualcosa di inedito della vita delle persone, da dove vengono e dove sono. Dove vogliono andare. Con Conte è stato inevitabile parlare delle scelte del Governo e della politica. Le fasi in cui il nostro rapporto con l’Europa è stato durissimo, ma anche del suo mondo di riferimento. Gli ho chiesto se ha la percezione di essere diventato un punto di arrivo per una parte del Paese, probabilmente a partire dal lockdown. E in effetti il premier ammette che c’è una parte del centrosinistra che guarda a lui, ma anche una parte del centrodestra deluso».

 

(Nella foto Monica Maggioni)