Pubblicato il 17/09/2020, 17:32 | Scritto da La Redazione

Carlo Conti: Dobbiamo reinventare la televisione

Carlo Conti: Dobbiamo reinventare la televisione
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: il conduttore toscano sta per tornare su Rai1 con "Tale e Quale Show”, in versione rivisitata per le norme anti-Covid. E intanto lancia un allarme per la tv generalista.

Conti torna con il varietà: “La tv deve reinventarsi”

Il Messaggero, pagina 23, di Ilaria Ravarino

C’è chi punta sulle emozioni, chi spinge sul tasto dell’intimità a ogni costo con il pubblico del post lockdown. C’è chi cavalca l’onda emotiva del Covid, e poi c’è Carlo Conti. Che da quell’onda si è lasciato già travolgere, conducendo praticamente tutto quello che si poteva condurre durante la pandemia, e che ora con Tale e Quale Show (da domani su Rail in prima serata) torna a fare quel che gli riesce meglio: ovvero Carlo Conti. «Non inseguiremo le emozioni a ogni costo, anzi non cambieremo nulla rispetto alle altre edizioni – spiega – anche se purtroppo per le norme anti Covid dovremo fare a meno del pubblico. Per i protagonisti esibirsi senza applausi e standing ovation sarà dura».

I CONCORRENTI

Dieci i “concorrenti” (tra gli altri Carmen Russo, Sergio Muniz, Luca Ward e Francesco Paolantoni), con Gabriele Cirilli tornato dopo due anni a occuparsi dell’alleggerimento comico, e tre giudici a decretare il vincitore: Vincenzo Salemme, Loretta Goggi («Una grande professionista che festeggerà insieme a noi i suoi sessant’anni di carriera») e Giorgio Panariello. «Ero il semplificatore dei format, sono diventato l’adattatore dei format. Anche qui abbiamo fatto di necessità virtù, e non è facile: Tale e Quale Show non è un talent né un reality, ma un varietà. C’è un grande lavoro fatto dietro le quinte, il trucco e parrucco può durare anche otto ore. Bisogna usare grande inventiva per mantenere alti gli standard».

LA SINTONIA

Uno sforzo inevitabile, pur di mandare in onda uno dei programmi “cassaforte” della Rai (l’altro è Ballando con le Stelle), ma che stona con le recenti prese di posizione di altri conduttori, Amadeus e Fiorello, contrari a un Sanremo senza pubblico. «Ma io sono in sintonia con loro – ha precisato Conti – È vero che su alcuni programmi, come Tale e Quale Show, si possono trovare delle soluzioni creative. Ma su show come La Corrida, o Sanremo, non si può. La Corrida non a caso è stato il primo spettacolo a fermarsi. E Sanremo non è solo una trasmissione, ma una festa, che coinvolge l’intera città». Le norme sanitarie anti-Covid avranno conseguenze anche sulla confezione dello show: «La parte musicale sarà quella di sempre, ci sarà il successo di Sanremo, il ricordo, l’icona internazionale. Ma nella prima puntata non avremo ospiti musicali. Dovremo arrangiarci con i filmati, gli imitatori del web e gli interventi comici: questo venerdì Cirilli sarà travestito da Orietta Berti e canterà insieme agli altri. Anche le scenografie saranno ridotte e i balletti passeranno da 14 a 10». Un’austerity necessaria, ma pericolosa in termini di ascolti: «La gente ha voglia di tornare a vedere il varietà in tv, ma è anche vero che il Covid ha accelerato la scoperta di altri canali che stanno erodendo il pubblico delle generaliste».

 

 

(Nella foto Carlo Conti)