Pubblicato il 14/09/2020, 14:33 | Scritto da La Redazione

Paola Ferrari: Con gli stadi chiuso cambia anche la televisione

Paola Ferrari: Con gli stadi chiuso cambia anche la televisione
La nostra rassegna stampa, con gli estratti degli articoli più interessanti: la giornalista pronta per la nuova stagione di "90° minuto”, ma consapevole che anche la tv dovrà cambiare linguaggio nel racconto del calcio con gli stadi vuoti.

Paola Ferrari: “Con gli stadi vuoti cambiamo il racconto del calcio in Tv”

La Repubblica, pagina 41, di Maurizio Crosetti.

Paola Ferrari, lei sta per ritornare a Novantesimo Minuto per la terza volta: cosa significa?
«Intanto è un nuovo inizio per tutti, pieno di speranza e non senza timore. E poi questo programma fa parte della storia degli italiani, un po’ come La Domenica Sportiva e Tutto il calcio minuto per minuto. Tornare con Enrico Varriale è un onore».
Raccontare il calcio in tivù senza spettatori allo stadio: cosa cambia?
«Bisogna calibrare bene le parole, mostrare tutto per bene, anche l’emozione ma senza dimenticare il resto, quello che tutti abbiamo vissuto. Il calcio in chiaro della Rai parla a chiunque, è una specie di abbraccio collettivo. Quello di Sky e Dazn è forse più elitario, ma entrambi sono molto importanti».
È calcio vero anche senza tifosi?
«Assolutamente sì. Se Zaniolo si fa male in quel modo, io piango davanti alla tivù. E un bel gol resta un bel gol».

Ne usciremo migliori: era una fesseria, calcisticamente parlando?
«Mi auguro di no. Non possiamo ricominciare come se non fosse successo niente. Vorrei un campionato con meno tensioni, meno violenza e insulti e più civiltà, se non abbiamo imparato stavolta non impareremo mai».
Parole d’ordine?
«Competenza, passione e valori».
Ma il calcio durante il Covid non è comunque troppo televisivo?
«I grandi network rappresentano il principale introito di un movimento che ha appena aperto le porte ai fondi d’investimento. Il campionato d’estate era ripreso per ragioni essenzialmente finanziarie: le televisioni non sono il diavolo, però non sono tutto. Il pubblico allo stadio resta insostituibile ed è tempo che ritorni, in sicurezza e con la massima cautela: speriamo che a ottobre o al massimo novembre sia così».
E se si dovesse chiudere di nuovo?
«Non pensiamoci neanche. Il calcio ha dimostrato forza e organizzazione per ripartire, ora vogliamo tutti ritornare a vivere davvero rispettando le regole».

 

(Nella foto Paola Ferrari)