Pubblicato il 14/02/2020, 19:04 | Scritto da Gabriele Gambini

Carlo Lucarelli: Dopo Inseparabili, mi piacerebbe riproporre in tv Milonga Station

Carlo Lucarelli: Dopo Inseparabili, mi piacerebbe riproporre in tv Milonga Station
Parte lunedì 17 febbraio alle 21.15 la nuova stagione di Inseparabili - Vite all’ombra del genio, la serie scritta e condotta da Carlo Lucarelli, realizzata da Bottega Finzioni in esclusiva per Sky Arte (120 e 400 Sky).

Inseparabili – Vite all’ombra del genio è scritto da Carlo Lucarelli con Bottega Finzioni.

Il noir, o il polar, per dirla alla francese, come pozzo di San Patrizio in cui, al posto delle monetine, albergano le pulsioni che il genere umano vive sottotraccia e che talvolta si trasformano in atti: crudeli, criminali, strambi, magari dolcissimi. La letteratura di genere sfrutta l’espediente della morte per raccontare la vita. Carlo Lucarelli, che di quel genere è uno dei maestri in Italia, ne ha fatto un mestiere anche televisivo: con lo stesso piglio con cui scrive i suoi romanzi, dagli anni ’90 imperversa sul piccolo schermo cercando di dipanare matasse intricate davanti agli spettatori. Senza annoiarli mai. «Alcuni casi dei tempi di Blu Notte, oggi sarebbero da raccontare ancora con punti di vista inediti», dice.

Nel frattempo, torna su Sky Arte da lunedì 17 febbraio in prima serata con la seconda edizione di Inseparabili – Vite all’ombra del genio. Da John Lennon visto col filtro di Mark David Chapman, il suo assassino, alle intemperie interiori del pittore Oskar Kokoschka, così ossessionato dalla sua musa-amante Alma Mahler da arrivare a costruire una bambola con le sue sembianze. E poi Bela Lugosi, intrappolato nel ruolo di Dracula. Non scordando lo scrittore Philip K. DIck e il suo patologico rapporto con la figura della sorella, morta giovanissima, la cui ombra ha influenzato diversi suoi libri.

«Non è stato facile scegliere i personaggi da raccontare. Bisogna trovare un personaggio, approfondirne i tratti distintivi, fare una sorta di istruttoria sulla puntata da realizzare, trovando una chiave originale per gettar luce su aspetti oscuri o poco noti», spiega Lucarelli. Con gestualità misurata, il fare compassato, ma avvezzo ai colpi di scena, un po’ come se il Dupin di Poe si fondesse nello Sherlock Holmes di Conan Doyle (con gli spettatori a immedesimarsi in tanti stupiti Watson), Lucarelli si muove nelle stanze del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme per dare vita a una stagione di Inseparabili appassionante.

E se gli chiedete quale sfizio vorrebbe togliersi per il futuro, non ha dubbi: «Riportare in tv un mio vecchio progetto chiamato Milonga Station: partire da un vocabolo particolarmente evocativo, legarlo a un grande romanzo, e parlare della letteratura attraverso immagini e concatenazioni contaminate di generi».

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Gabriele Gambini

(nella foto Carlo Lucarelli)