Pubblicato il 16/01/2020, 12:04 | Scritto da La Redazione
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Oggi in edicola: Salvini a reti unificate e AgCom bacchetta la Rai

Oggi in edicola: Salvini a reti unificate e AgCom bacchetta la Rai
La nostra rassegna stampa della mattina, con gli estratti degli articoli più interessanti: l’Autorità Garante delle Comunicazioni richiama i telegiornali pubblici.

Tg Rai, ascolti ancora in calo. AgCom li richiama: troppo Salvini

La Repubblica, pagina 13, di Giovanna Vitale.

Non era mai successo. Mai, nella storia dell’informazione radiotelevisiva, era accaduto che il capo di un partito d’opposizione monopolizzasse talk e notiziari, pubblici e privati, come sta facendo Matteo Salvini. Ormai tracimante a tutte le ore del giorno e della notte su ogni canale – in particolare Rai2, Mediaset e La7 – neanche stesse ancora al Governo.

Secondo solo, almeno sul Tg di viale Mazzini, al premier Giuseppe Conte: l’unico che, per forza di cose, riesce a far meglio di lui. Stracciando, in termini di visibilità, gli altri leader politici e istituzionali: Sergio Mattarella, per dire, a dicembre si piazza “solo” terzo, segue Luigi Di Maio, quindi Giorgia Meloni e per ultimo il segretario dei Pd Nicola Zingaretti. Un dato, rilevato dal monitoraggio mensile dell’Agcom, che fa il paio con il crollo degli ascolti dei telegiornali registrato dall’Auditel nell’ultimo anno. Proseguito inesorabile anche in questo inizio 2020.

I dati

Nelle prime due settimane di gennaio, rispetto allo stesso periodo del 2019, il Tg1 ha infatti lasciato per strada 141 mila spettatori (-0,32% di share) nell’edizione delle 13.30 e 180 mila (-0,34) in quella serale; il Tg2 ha perso 274 mila ascoltatori (-1,56%) alle 13 e 302 mila (-1,05) a cena; il Tg3 185, mila spettatori (-0,84) a pranzo e 124 mila (-0,51) alle 19. Per non parlare delle testate regionali che si sono fatti sfuggire, rispettivamente, 258 mila e 209 mila ascoltatori, pari a quasi un punto in meno di share.

Uno squilibrio a favore della Lega, fonte in passato di richiami rimasti inascoltati, che l’Autorità Garante delle Comunicazioni si appresta ora a tradurre in una serie di diffide mirate (preludio a sanzioni pesanti): destinate cioè alle singole testate o reti che meno rispettano il pluralismo informativo. Una nuova grana per l’ad della Tv pubblica all’indomani della debacle sulle nomine, metà delle quali bocciate in Cda. Contro cui il Carroccio ha già annunciato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale.

 

 

(Nella foto Matteo Salvini)