Pubblicato il 09/12/2019, 17:00 | Scritto da Tiziana Leone

Vincenzo Salemme: Fare teatro in diretta è un’impresa folle. Per me è un nuovo inizio

Vincenzo Salemme: Fare teatro in diretta è un’impresa folle. Per me è  un nuovo inizio
L'attore napoletano porta tre sue commedie in tv, ma in diretta. Lo spettatore da casa seguirà lo spettacolo come quello seduto in platea

Salemme ha scelto di portare in prima serata tre commedie del suo repertorio storico, in ordine cronologico, per offrire al pubblico di Raidue un excursus della sua carriera

Sarà Di mamma ce n’è una sola la prima delle tre commedie con cui Vincenzo Salemme inaugurerà su Rai2,  mercoledì in prima serata, una speciale stagione teatrale per la tv: Salemme il bello… della diretta. Una diretta televisiva che offrirà ai telespettatori, oltre che al pubblico in sala, la possibilità di sedersi in prima fila e di godersi il “reality del teatro”: la magia dell’interpretazione dal vivo non appena si accenderanno le luci e gli attori calcheranno il palco dell’Auditorium Domenico Scarlatti della sede Rai di Napoli. Gli altri appuntamenti saranno il 18 dicembrecon Sogni e bisogni e il 25 con Una festa esagerata.

Vincenzo Salemme, porti il teatro in diretta, un’impresa…

«Hai detto bene, un’impresa innovativa e enorme».

Verrebbe da chiedere ma chi te l’ha fatto fare?

«Me lo chiedo anche io… ma è un’impresa esaltante da tutti i punti di vista, per la sua elasticità e la sua dinamicità. E’ come far vedere il pane che lievita, cresce mentre si forma, sarà così anche con la nostre commedie. Le abbiamo provate, ma sarà un debutto per tutti».

Come hai adattato il teatro alle esigenze televisive?

«Più che la tv che va a curiosare in teatro, qui è il teatro che va a far visita alla tv, è una specie di matrimonio. Lo spettacolo tiene conto delle telecamere che hanno le loro regole, le pubblicità interromperanno la commedia, in teatro solitamente abbiamo intervalli che non potremo fare, sarà tutto un susseguirsi di eventi, con una formula per rendere il tutto gradevole per il pubblico a casa».

Come hai scelto le tre commedie?

«In ordine cronologico, per dare una panoramica degli ultimi 30 anni della mia carriera. Partiamo con Di mamma ce n’è una sola, del ’92 andata in scena nel ’97, poi continuiamo con Sogni e bisogni del ’98 e andata in scena nel 2001 e concludiamo con Una festa esagerata del 2015. Un modo per fare un excursus della mia carriera».

A quale sei più legato?

«Forse alla prima, perché finalmente torno a recitare con Maurizio Casagrande, era da  tanti anni che non lavoravamo insieme dopo aver ottenuto grande successo in teatro».

L’idea è venuta a Carlo Freccero?

«No l’ha avuta un dirigente della Rai di Napoli,  Antonio Parlati. Un giorno mi ha chiamato dicendomi che era da tanto che pensava di registrare le mie commedie, ma poi mi ha chiesto se volevo farle in diretta. Ho accettato di corsa. Poi siamo andati da Freccero che ha subito accolto l’idea con entusiasmo».

Qual è la cosa piu difficile  in questa “impresa”?

«L’organizzazione generale, proviamo ormai da settembre, gli attori sono tanti, ciascuno con i propri impegni, ma la difficoltà è inversamente proporzionale all’entusiasmo». 

Guarderai i dati di ascolto il giorno dopo?

«E’ una prima esperienza, una novità assoluta, non so neanche se nel mondo si faccia il teatro in diretta. E’ chiaro che non dobbiamo pensare agli ascolti, ma è altrettanto logico che speriamo che  piaccia».

Ti vediamo spesso in tv, ma questo è un nuovo inizio per te? 

«E’ proprio così, un nuovo inizio, è come se avessi ricominciato daccapo, in tre mesi ho capito cose che servirebbero dieci anni per comprenderle. Ma il teatro è così, è talmente largo che nessuno di noi può capire e giudicare davvero fino in fondo».

Che ricordo hai del tuo primo, vero, debutto?

«Era il 1975, al Liceo classico Umberto di Napoli mettemmo in piedi la Napoli milionaria, fu la mia occasione per cominciare la mia attività professionale, perché mi vide un attore e mi portò a lavorare in una compagnia di professionisti con un capocomico come Tato Russo. Poi  nel ’77 ebbi la fortuna di arrivare a Cinecittà e conoscere Eduardo».

Che ruolo ha avuto la fortuna nella tua vita?

«Credo che la fortuna e le coincidenze siano necessarie, ma devono coglierti in un momento in cui sei capace di coglierle».

Hai fatto anche due grandi varietà su Raiuno, ti piacerebbe ripetere quell’esperienza? 

«Mi piacerebbe molto. Ma non devo essere io a dirlo, io faccio il prodotto artistico, il resto non dipende da me». 

Tiziana Leone

(nella foto Vincenzo Salemme)