Pubblicato il 05/12/2019, 17:02 | Scritto da Tiziana Leone

Duilio Giammaria: Petrolio è una start up, ricominciamo dalla prima serata di Rai2, senza paura

Duilio Giammaria: Petrolio è una start up, ricominciamo dalla prima serata di Rai2, senza paura
Il gironalista torna alla guida di Petrolio, il programma di inchieste passato quest'anno da Raiuno alla prima serata di Raiude

Si intitolerà Il mondo (segreto) di Amazon il primo appuntamento dei tre in prime time di Petrolio da domani su Raidue. 

Nato sei anni fa come una scommessa estiva, da un’idea di Duilio Giammaria,  Petrolio è giunto alla sua undicesima edizione, con oltre 125 puntate andate in onda. Ma stavolta dovrà affrontare un esame importante: la prima serata di Raidue. Al via domani con una puntata dedicata al colosso Amazon, la trasmissione di inchieste, condotta dal giornalista, cambierà un po’ pelle, ci sarà spazio per il Black Mirror, un faccia a faccia ad alto tasso tecnologico e per gli Haters, coppia di maturi spettatori della televisione impersonati da due pupazzi che commentano con cinismo la puntata.

Duilio torni su Rai2 con tre nuove puntate.

«Tre puntate ora e tredici nel 2020 per un totale di sedici prime serate. Le prime tre servono per scaldarci i muscoli e far vedere al  pubblico di Raidue chi siamo».

Non sarà facile…

«No, il pubblico di Raidue ha perso l’abitudine allo spazio informativo, di solito il venerdì sera ci sono solo telefilm americani. Andiamo in una terra sconosciuta».

Spaventato?

«Non abbiamo paura, ma coraggio, determinazione e senso di servizio pubblico. Abbiamo voglia di fare e divertici e far capire al pubblico cose complicate, come l’algoritmo di Natale».

Hai riadattato il programma alle esigenze della prima serata?

«Gli ho fatto la plastica facciale. Nonostante il venerdì non sia la serata ideale per un programma informativo come il nostro, siamo certi che se lo spettatore spenderà del tempo con noi andrà a dormire con una conoscenza in più, perché noi parliamo di argomenti che hanno a che fare con la vita di ciascuno di noi» 

Per esempio Amazon, cui sarà dedicata la puntata di domani?

«Nessuno sa cosa c’è dietro Amazon, cosa fa dei nostri dati, quali sono i suoi grandi progetti, perché è diventata la più grande azienda del mondo. Quando Trump avverte l’Europa che in caso di digital tax su Amazon, Facebook o Apple sarebbe pronto a mettere un carico del 100% sul parmigiano o sul Chianti dice una cosa che ha un impatto enorme sulla vita delle persone. Il mondo sta cambiando, l’Italia è un pezzo importante e guardare la realtà senza avere una visione completa delle cose è un pericolo. Con Petrolio portiamo la  globalizzazione nel tinello di casa».

Anche perché tutti ormai usiamo Amazon…

«Abbiamo fatto un esperimento: per due mesi abbiamo chiesto a un hacker di lavorare sulla profilazione delle persone e abbiamo scoperto che  Amazon sa molte più cose di noi di quanto dichiari. Siamo tracciati in modo così dettagliato che Amazon è in grado di mettere nei suoi camion alcuni pacchi ancor prima che siano ordinati. Sai qual è l’unica cosa che ci accomuna ad Amazon?

Quale?

«Che anche noi siamo siamo una start up. Il mantra di Amazon è every day is day one, il nostro day one è la prima serata». 

Ti senti come Jeff Bezos?

«Come Bezos quando ha iniziato a vendere libri. Siamo una piccola azienda dentro una grande azienda, ma c’è un’atmosfera scanzonata, ci manca solo il biliardino in redazione»

Voi come Report, date l’idea di essere trasmissioni che faticano a trovare spazio nella tv pubblica…

«E’ così. Noi abbiamo un senso di missione che ci governa e ci porta a essere orgogliosi di quello che facciamo. Da una parte ci piace, è divertente, dall’altra siamo in un periodo storico in cui tutto sta cambiando, ed è importante stare vicini alle cose che succedono. E’ come quando facevo l’inviato di guerra, era bello stare nell’epicentro del fatto, nonostante il pericolo, ma più sei dentro alle cose e più le capisci».

Ti manca il tuo mestiere di inviato?

«Ogni tanto sì, le radici da reporter non si staccano mai». 

In Petrolio ci sarà anche uno spazio con una coppia di anziani haters, perché?

«Gli haters sono quella parte di noi e della società sempre scettica, che non si fida, che pensa che vada tutto male. Lo specchio della nostra società disillusa che odia, anche se è una formula retorica, perché l’odio non ci appartiene».

Appartiene ai social però… 

«Quando facevo Unomattina mi insultavamo pesantemente, mi arrivavano mail in cui mi davano dell’imbroglione, del fastidioso, insomma di tutto. Un giorno risposi a tutti cominciando così: “Caro spettatore, la ringrazio per l’attenzione” e poi spiegavo le mie ragioni. Le risposte che seguivano erano sempre: “Caro Dottor Giammaria è la prima volta che qualcuno mi interpella, lei è una persona fantastica”. Ecco magari gli haters sono persone a cui nessuno ha mai chiesto niente, convinte che nessuno si occupi di loro». 

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Duilio Giammaria)