Pubblicato il 02/09/2019, 19:03 | Scritto da La Redazione

Da City on Hill con Kevin Bacon a Euphoria con la modella transgender Hunter Schafer: le novità seriali di settembre

Da City on Hill con Kevin Bacon a Euphoria con la modella transgender Hunter Schafer: le novità seriali di settembre
Thriller, storie di spionaggio, drammi adolescenziali e intrecci mistery. Settembre porta in dote un cospicuo numero di novità seriali. Ve ne presentiamo alcune.

Su Sky Atlantic arriva anche 8 giorni alla fine, una mini-serie tedesca

Settembre porta in dote il ricordo sbiadito delle vacanze trascorse. Ma compensa con novità seriali di rilievo che accendono la stagione di storie ad alto tasso di coinvolgimento emotivo. Tra i tanti titoli destinati a scandire il canto delle sirene per il pubblico navigante tra tv e streaming, alcuni meritano qualche considerazione in più. Dal poliziesco, a metà tra action e procedurale, City on Hill, con Kevin Bacon, in arrivo su Sky Atlantic il 3 settembre, a The hot zone, che racconta la lotta contro il virus Ebola con taglio quasi documentaristico su National Geographic dal 4 settembre.

Non scordando Netflix. La piattaforma in streaming ha in serbo il thriller The Spy, con Sacha Baron Cohen, la prima stagione di The I-Land, passando per Euphoria, con, nel cast, l’attrice transgender Hunter Schafer.

Sky Atlantic

Si comincia con City on Hill, si diceva. La serie creata da Chuck McLean, con Matt Damon e Ben Affleck tra i produttori, vede Kevin Bacon mattatore. Suo il ruolo di un investigatore dell’FBI consumato dai vizi e però ancora integro nella dirittura morale professionale, costretto a districarsi nella Boston degli anni ’90, dove spaccio di stupefacenti, discriminazione etnica e corruzione delle autorità imperversano. Gli episodi della prima stagione, girata tra Boston, New York e la California, sono 12. L’appuntamento è su Sky Atlantic dal 3 settembre.

Una produzione tedesca

Sempre Sky Atlantic ha in programma l’arrivo, dal 23 settembre, di una produzione tedesca. Si intitola 8 giorni alla fine, è una mini-serie che racconta le vicissitudini di una famiglia teutonica costretta a fuggire da casa negli 8 giorni che separano l’Europa dall’impatto con una meteora larga circa 60 chilometri.

The hot zone

National Geographic, dal 4 settembre, propone The Hot Zone. Ispirata al libro The Hot Zone – Area di contagio, pubblicato da Richard Preston nel 1994, racconta le tappe di evoluzione e diffusione del terribile virus Ebola nelle foreste dell’Africa, e le strategie adottate dalla scienza per contrastarlo. Ridley Scott figura tra i produttori della miniserie, ha acquistato i diritti per l’adattamento del libro nel 2014. Tra i protagonisti, la dottoressa Nancy Jaax (Juliana Margulies di E.R.), collaboratrice scientifica dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Viene chiamata in prima linea per fronteggiare un’epidemia di Ebola in procinto di espandersi a macchia d’olio. Assieme a lei c’è il marito, il colonnello Jerry Jaax (Noah Emmerich).

Netflix

Netflix viaggia su diversi binari narrativi. C’è il thriller The Spy, mini-serie in 6 episodi, con Sacha Baron Cohen protagonista. La vicenda raccontata è quella dell’agente del Mossad, l’efficiente e spregiudicato servizio segreto israeliano, Eli Cohen, ed è stata scritta da Gideon Raff, mente pensante dietro a Homeland. Sarà disponibile dal 6 settembre.
Poi c’è The I-Land dal 12 settembre. Il presupposto è unire le atmosfere hippy-oniriche del film The Beach all’intreccio vulcanico della pietra miliare Lost. 7 episodi in una prima stagione che mostra le disavventure di alcune persone approdate in un’isola paradisiaca solo in apparenza, e però ricca di insidie da scoprire puntata dopo puntata.

Fino a Euphoria. Si tratta di una produzione HBO ispirata a una serie israeliana dal medesimo titolo. Il presupposto è descrivere – e questa non è affatto una novità – la decadenza dei costumi di liceali alle prese con sesso e droga, problemi di identità e mancanza di orizzonti progettuali. Nel polpettone, però, spicca il nome della modella transgender Hunter Schafer, destinata a catalizzare l’attenzione dei media per il caravanserraglio di argomentazioni a favore e contro le identità di genere.

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto il cast di City on Hill)