Pubblicato il 30/05/2019, 19:01 | Scritto da Gabriele Gambini

Good Omens: angeli e diavoli alla corte di Amazon Prime Video

Good Omens: angeli e diavoli alla corte di Amazon Prime Video
Good Omens è la mini-serie in sei episodi scritta da Neil Gaiman e tratta dal romanzo "Buona Apocalisse a tutti!". Nel cast, Michael Sheen e David Tennant.

La mini-serie Good Omens sarà disponibile dal 31 maggio

 

C’è la teodicea in salsa pop. C’è un immaginario dantesco, e però post-moderno. C’è un pizzico di John Milton. C’è uno sfondo apocalittico in cui all’umanità viene rivelato (apocalisse, in fondo, significa “rivelazione”) come salvarsi. Il tempo però stringe. Manca una settimana alla fine del mondo. In un grattacielo che ricalca la gerarchia celeste delle narrazioni monoteiste, suddiviso per censo spirituale, paradiso e inferno sono accessibili e tangibili. Ai piani alti risiedono le schiere angeliche. I diavoli, manco a dirlo, stanno in basso. Per salvare l’umanità si devono attivare un angelo (interpretato da Michael Sheen) e un diavolo (David Tennant), costretti loro malgrado, ma neanche troppo, a un patto di mutuo soccorso.

Una mini-serie in sei episodi

 

Good Omens, mini-serie targata Amazon Prime, mescola con sapienza i cliché dei racconti sul trascendente, rendendo il romanzo da cui è tratta – Buona Apocalisse a tutti!, scritto da Terry Pratchett con Neil Gaiman, che della serie è showrunner – una palpabile esperienza su video. Il gusto narrativo è ad ampio respiro, sembra di trovarsi davanti a un film lungo, non a una serie corta. L’efficacia non ne esce depotenziata. Neil Gaiman, alla seconda collaborazione con Amazon dopo American Gods, ha commentato: «Terry Pratchett e io abbiamo pubblicato il romanzo e in tempi velocissimi Hollywood ha comprato i diritti per girarne un film. E in tempi ancora più immediati quel progetto è crollato. Terry Gilliam ha provato per vent’anni a farci un film. Non ci è mai riuscito. A quel punto abbiamo iniziato a pensare a una serie TV. Sono stati in tanti a dirci di no, pensando che si trattasse di un progetto troppo bizzarro». Poi però l’interessante bizzarria ha preso forma.

Gabriele Gambini

(nella foto una scena di Good Omens)