Pubblicato il 09/02/2019, 15:05 | Scritto da Andrea Amato

E se chiudessimo il Festival di Sanremo per sempre?

E se chiudessimo il Festival di Sanremo per sempre?
Dopo 69 edizioni, dopo i miei 44 anni di vita passati a guardarlo, davvero voglio che anche mia figlia (50 giorni di vita), cresca con questo show anacronistico?

Mettiamo la parola “fine” al Festival di Sanremo!

Sto guardando il Festival di Sanremo da casa. Con mia figlia in braccio, che ha solo 50 giorni di vita. E tra un ruttino e una colica, ho avuto un pensiero punk: e se la smettessimo di fare il Festival?

Sì, decidiamo che quella di quest’anno è l’ultima edizione e dopo 69 anni tutto finisce qui. Un anno prima della tanto agognata 70esima edizione della direttrice di Rai1, Teresa De Santis (se cade il governo giallo-verde e la sostituiscono prima del febbraio 2020 si ammazza).

Diamo un taglio netto, per andare avanti, per guardare al futuro, per dare a mia figlia una storia completamente diversa dalla mia.

Il Festival 2019

Non che questa edizione sia stata brutta. Non bella come quella dell’anno scorso (e i dati Auditel lo confermano), ma dignitosa. A Claudio Baglioni è andata male: in questo mestiere 1 più 1 non fa sempre 2, quindi sommare comici di classe come Virginia Raffaele e Claudio Bisio, non sempre dà il risultato che si spera. Anzi.

Io, comunque, mi sono annoiato. Non della formula di Baglioni, che, nonostante il mega conflitto alla luce del sole con Friends&Partners e Sony che reitera da due anni, ha l’aria di uno che ci crede se non altro. No, sono proprio stufo di Sanremo.

Vorrei un futuro diverso

Con in braccio un neonato, sono obbligato per la prima volta nella mia vita a guardare il futuro, in maniera diversa, immaginandomelo nel modo migliore possibile.

E così ho pensato: ma davvero tu dovrai crescere con questa pantomima che ormai piace a una minoranza? Sì, perché 9 milioni di italiani (media spettatori di quest’anno), sono meno di un sesto della popolazione, ammesso che l’arcaico metodo Auditel sia affidabile (ma noi sappiamo che non è così).

Musica e televisione

La proposta musicale, poi, non ha più senso. Uno come Achille Lauro, per esempio, non ha provato a contaminare mondi e generi, ha proprio deciso di suicidarsi: nessuno, da oggi, lo prenderà seriamente.

Lo spettacolo tv è ormai inesistente, con 24 canzoni in una sola serata. Per due volte in una settimana. Roba che il Concertone del Primo Maggio in confronto è una sveltina. La cosa migliore del programma è la regia di Duccio Forzano: quelle cesure in nero mi fanno impazzire.

So bene che la mia proposta punk non verrà mai presa in considerazione, soprattutto per un prodotto che raccoglie in 5 giorni 25 milioni di euro di pubblicità e catalizza il 50% della sempre più esigua platea televisiva, ma a mia figlia auguro di scoprire il Festival di Sanremo solo attraverso i video su YouTube. Quando ne ha voglia. E di non dover crescere con questa festa di paese, che mi ha accompagnato dolcemente per tutta la vita. Ecco, appunto, può bastare così.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto i conduttori del Festival di Sanremo 2019)