Pubblicato il 07/02/2019, 15:04 | Scritto da Tiziana Leone

Sanremo – Polpette avvelenate: il cervello di Achille Lauro e l’autocombustione di molti alle prime note di Piccolo grande amore

Sanremo – Polpette avvelenate: il cervello di Achille Lauro e l’autocombustione di molti alle prime note di Piccolo grande amore
Tra i protagonisti delle polpette avvelenate della seconda sera del Festival gli Ex Otago, Pippo Baudo e Claudio Baglioni, il palco e le scale della scenografia.

La nostra perfida inviata in Riviera stavolta mette sotto la lente i Negrita e Shade,  ma non dimentica Il Volo

Il cervello di Achille Lauro. Ma questi qui davanti che battono le mani a tempo, fotografano, applaudono mentre io canto… Rolls Royce vojo na vita così, Rolls Royce si si voglio una vita così, voglio una fine così… sti qua dico io? Ma stanno a capì che c’hanno davanti uno che levati. Rolls Royce… Rolls Royce… Rolls Royce… Oddio hanno smesso di batte le mani. Ma che sò morti? Rolls Royce… Rolls Royce… Ma non è che erano morti da prima e si muovevano per il rigor mortis. Ma che poi che vuordì rigor mortis? Boh l’avevo letto. Rolls Royce… Rolls Royce…  Fammi pensà un attimo, ma quant’anni c’ha il festival?  Me pare 69. Quindi questi stanno qua da 70 anni e nessuno gliel’ha detto? Rolls Royce… Rolls Royce…

Il Volo. Dai che ce la facciamo. Bisogna rivedere i giubbottini da tre per uno all’Oviesse, le sneakers bianche lucide lucide che il primo che gliele sporca parte un acuto, le mosse da volevo essere Ghemon ma sono Barbapapà e poi forse ci siamo.

Il palco Ora se io fossi seduta nelle prime file, quelle che ogni due per tre basculano, per aprirsi e chiudersi, come minimo mi presenterei all’Ariston con dieci pacchi di Travelgum.

Ex Otago. La telecamera inquadra  in primo piano il cantante, occhi verdi, viso accattivante, con quella barba incolta che fa trending topic istantaneo. Poi si allarga l’inquadratura e la tragedia si compie. Ha i CALZINI BIANCHI. Non i pantaloni col risvolto. Ma I CALZINI BIANCHI. In Italia era rimasta solo un’altra persona a portarli. Piero Angela.

La cavezza dei Negrita. La signora in prima fila aveva superato il mal di mare, indenne, era l’unica sopravvissuta all’arrivo di Achille Lauro, ma alla vista della cavezza del chitarrista dei Negrita ha dovuto cedere. RIP.

La Liguria.Quant’è bella la Liguria. Solo al festival.  Per gli altri 360 giorni ha onde alte tre metri, neve, esondazioni, disastri. Ma al Festival da duecent’anni quant’è bella la Liguria.

Shade A occhio può fare il quarto del Volo senza neanche levarsi le scarpe.

La scala magica Ogni volta che qualcuno scende su quei gradini che sobbalzano, mezza Italia prega che ce la faccia, l’altra mezza che frani sull’orchestra. Al televoto la seconda opzione avrebbe comunque  il 100%.

Pippo e Baglioni. Non si è capito chi dei due ha attaccato il pilotto a chi. Ve prego fatelo cantà. Che delle due è la meno peggio.

Questo Piccolo Grande amore. Al suono delle onde, prima ancora della maglietta fina, Ghemon, gli Ex Otago, gli Zen Circus, Ultimo, Achille Lauro, Irama,  Einar, Federica Carta & Shade si erano già autodistrutti.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Achille Lauro)