Pubblicato il 27/07/2018, 12:01 | Scritto da Paolo Madeddu

Il nuovo Festival di Sanremo: tentativi di talent show?

Il nuovo Festival di Sanremo: tentativi di talent show?
Forse la separazione netta tra Giovani e Big non è un'idea demenziale come sembra. Certo, alla Rai bisogna sempre riconoscere le potenzialità per renderla tale.

Forse lo sdoppiamento del Festival di Sanremo, tra big e giovani, non è una brutta idea

La scomparsa della “gara dei giovani” dalla Settimana Santa della Kermesse, quella di febbraio, ha gettato nello sgomento molti appassionati di musica, che hanno elencato sui social tutte le star consacrate, negli ultimi decenni, dal trampolino delle Nuove Proposte o Sanremo Giovani o Sarà Sanremo – o come diavolo si chiamerà. Per esempio, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Carmen Consoli, Fabrizio Moro, Arisa, Francesco Gabbani, Ultimo.

Gabbani, l'anno dopo aver vinto tra i giovani. Un'evoluzione.

Gabbani, l’anno dopo aver vinto tra i giovani. Un’evoluzione.

In effetti la novità annunciata dalla Rai è un azzardo nell’ambito di un rito come il Festival, che per molti aspetti si avvantaggia di rimanere il più possibile uguale a se stesso. Però non è completamente campata per aria. Gli elementi che hanno portato alla decisione sono, presumibilmente:

1) il fatto che i talent – in particolare Amici – picchiano duro in classifica, e Sanremo è a suo modo un talent preistorico: dagli anni 50, una ventina di cantanti vengono radunati in un posto solo per un periodo di tempo, e dopo aver commentato i look e assistito a exploit e scleri, si individua il più gradito al pubblicone; Sarà Sanremo o Sanremo Giovani potrebbe essere un laboratorio per quel talent che la Rai tenta da anni di opporre ad Amici e X Factor.

2) Il flop di Sarà Sanremo in prima serata l’anno scorso, con un milione di spettatori in meno rispetto all’anno precedente, ha dato la sensazione che sull’idea fosse meglio puntare un po’ più forte. Quindi, a dicembre avremo ora due prime serate e quattro preserali, con un investimento un pochino più elevato e probabilmente una conduzione affidata a un garante forte (nel 2016 era stato Carlo Conti, nel 2017 Claudia Gerini e Federico Russo).

3) La 13ma posizione in classifica occupata dal vincitore di Sarà Sanremo 2017, Ultimo, cinque mesi dopo il Festival, fa di lui il top seller di tutto il Festival – mentre ci sono solo due big tra i primi 40 e sono il vincitore Ermal Meta (n.27) e Annalisa (n.37).

Francesco Renga, che fu giovane due volte: coi Timoria dal 1990 al 2000, e poi a Sanremo dal 2001.

4) In questo momento nella top 10 FIMI degli album più venduti ci sono dieci italiani, nove dei quali hanno meno di 30 anni. La discografia italiana sta puntando a testa bassa sui giovani e chiede a gran voce vetrine per metterli in mostra; oltretutto la selezione di dicembre – dalla quale usciranno i due nomi che gareggeranno coi “big” – è aperta ad artisti fino ai 36 anni. L’eventualità di vedere, come capitato in passato, qualche esordiente per modo di dire (vedi Michele Zarrillo, Francesco Renga, Ermal Meta, “debuttanti” con una carriera ben avviata alle spalle).

5) La prima serata, malgrado i tentativi di dilatare il tempo come in un quadro di Salvador Dalì, non è eterna e togliendo la gara dei giovani dall’evento di febbraio si potrà chiudere baracca un po’ prima, magari evitando anche al Dopofestival di iniziare all’ora di colazione. Peraltro in questo modo Claudio Baglioni avrebbe più tempo per rendere omaggio alla carriera di Claudio Baglioni.

Certo, la mossa può non piacere a quelli che preferirebbero (e possiamo capirli) concentrare la pratica Sanremo in quella settimana di smania nazionale, al termine della quale era anche un sollievo commentare, vanzinianamente, «E anche questo Sanremo, se lo semo tolto da…».

 

Paolo Madeddu

 

(Nella foto, da sinistra, Claudio Baglioni, Ultimo e Michelle Hunziker)