Pubblicato il 12/07/2018, 18:00 | Scritto da Gabriele Gambini

Palinsesti La7 Cairo: Floris con noi altri 5 anni, Gabanelli? Vedremo che cosa succederà

Palinsesti La7 Cairo: Floris con noi altri 5 anni, Gabanelli? Vedremo che cosa succederà
Discorso di rito del presidente di Cairo Communication in occasione della presentazione dei palinsesti di LA7 e LA7d. Si è parlato di tutta la squadra, confermatissima, dei rinnovi e delle potenziali novità.

Urbano Cairo: “Pronto un quinquennale anche per Massimo Giletti, David Parenzo avrà un suo programma per 8 puntate”

Giovanni Floris blindatissimo per altri cinque anni. Anche per Massimo Giletti un quinquennale «È già pronto sul mio tavolo, ne parleremo», dice Urbano Cairo. Poi, tra le novità, David Parenzo avrà un programma cucito su misura per la sua cifra di conduttore, otto puntate in prima serata. Corrado Guzzanti è in stand by perché «Lui è fatto a modo suo, per elaborare un progetto può impiegare molto tempo», dice il presidente di Cairo Communication supportato da Andrea Salerno, direttore di LA7 e LA7d. Ipotesi di un arruolamento di Milena Gabanelli a rimpolpare i ranghi televisivi al numero 7 del telecomando? Flebili, ma possibili.

«Abbiamo fatto qualche ragionamento insieme, niente di più» spiega Cairo. «Milena qualche mese fa mi disse che voleva prendersi una pausa dalla tv. Le chiesi di essere almeno ospite nei programmi qualche volta, e l’abbiamo sottoscritto come impegno. Adesso vediamo, è ancora presto per dire che verrà da noi in pianta stabile».

La forza propulsiva delle sue tv è l’infotainment e Cairo snocciola numeri incoraggianti: 3,91% di share nel totale giornata e il 5,11% in prime time. Una squadra solida e confermata: Enrico Mentana, Lilli Gruber, Myrta Merlino, Corrado Formigli, Andrea Purgatori con Atlantide, Diego Bianchi in arte Zoro, Tiziana Panella. Una vocazione generalista capace però di attrarre gli spettatori verso una riconoscibilità precisa: «Quando il 60% degli italiani vede la tv generalista in maniera continua affermare che sia morta mi sembra sbagliato. La nostra forza è la riconoscibilità. Gli italiani, quando vengono interpellati intorno ai canali che vedono più spesso, citano LA7, siamo al terzo posto in graduatoria».

Infotainment significa informazione. Tradotto: servizio pubblico. «La Rai incassa risorse da canone per 1,8 miliardi di euro più la pubblicità e questo non è giusto. Ci sono paesi come la Spagna o la Francia dove il servizio pubblico ha l’uno o l’altro, dovrebbe essere così anche in Italia».

Soprattutto perché il presidente ha di che essere lieto. Ha retto l’urto dell’avvento di TV8 e Nove («C’era chi era preoccupato per noi») e ha rimpinguato il suo carniere. «Siamo reduci da una stagione televisiva strepitosa, con risultati che hanno riportato La7 a livelli superiori al passato. Mi riferisco al record di ascolti da quando la rete esiste dal 2001, dopo 17 anni di vita siamo arrivati al picco». Allestendo, precisa Cairo, un palinsesto ricco, con una strategia precisa, pur diversificando le tipologie di approfondimento, da quella pop di Giletti a quella alternativa di Zoro.

Forse qualche ringraziamento deve andare alla stagione politica e alle sue incertezze sulla formazione del nuovo governo, che hanno consentito a Mentana e soci di sguazzare nelle acque movimentate delle manovre di Palazzo anche con le celebri maratone: «Il momento politico e la lunga formazione del governo hanno creato un interesse maggiore e aiutato gli ascolti, ma il nuovo palinsesto aveva dato segnali dal punto di vista dei numeri già da prima».

Nella prossima stagione anche Rete4 si posizionerà sull’informazione a tutto tondo. «La concorrenza va sempre accettata, stimola a fare meglio. La7 esiste dal 2001, è andata forgiandosi tassello dopo tassello. Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi avversario ma la costruzione di una rete si fa in tanti anni. Col tempo si acquista credibilità, affidabilità, l’apprezzamento dei nostri conduttori è la cosa più importante per noi. Non è così facile inventare una rete in un settore delicato e importante».

Di recente Enrico Mentana ha lanciato l’idea di un giornale online con giovani giornalisti: «Mentana ha scritto un post su un tema da lui molto sentito. Tra Rcs Italia e Spagna e Cairo Editore, tra giornalisti assunti e a borderò e collaboratori, in tutto siamo a circa 8.500 lavoratori. Quello dei giovani giornalisti che non hanno opportunità e lavoro è un tema con cui empatizzo e cerco nel mio piccolo di risolvere. Anch’io provo di dare opportunità ai giovani. Non licenzio nessuno. Né Rcs né Cairo Editore possono risolvere totalmente il problema dei giornalisti. Il post di Mentana ha messo sotto la lente d’ingrandimento un argomento di stretta contingenza».

Ipotizzando future sinergie col Corriere e potenziamenti sul fronte web, puntellando il palinsesto di LA7d («Molto amata dalle giovani donne, target appetibile per i pubblicitari»), c’è tempo anche per una battuta sul Decreto Dignità del governo: «Sono stupito di vedere come il governo abbia dedicato molta attenzione alla pubblicità dei giochi online, in fondo rappresenta solo il 7% delle scommesse fatte In Italia, il 93% è offline e fuori controllo. Il governo è intervenuto sull’unica cosa che, se fosse dipeso da me, avrei sviluppato. Se quel 7% online diventasse il 20% sarebbe meglio. Meglio avere un gioco online controllato e regolato invece di un 93% fuori controllo».

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto Urbano Cairo)