Pubblicato il 28/06/2018, 17:01 | Scritto da Tiziana Leone

Palinsesti Rai: l’unico direttore di rete applaudito? Stefano Coletta, l’highlander di Rai 3

Palinsesti Rai: l’unico direttore di rete applaudito? Stefano Coletta, l’highlander di Rai 3
Ogni intervento del direttore di Rai 3 alla presentazione dei palinsesti Rai di Milano è stato accolto con una vera ovazione. Un trattamento che nessun altro ha avuto.

Cortese ed elegante, usa un italiano tutto suo, Stefano Coletta fa sempre i conti con qualche volto in fuga. Ma di amici ne ha tanti

Usa termini come “i palinsestari” per indicare coloro che disegnano i palinsesti e latinismi come “levare servando” nel senso di innovare mantenendo i programmi antichi, ha un accento declinato al romano soft, difende la rete che dirige neanche fosse la famiglia, è un aziendalista di ferro anche se dai piani altri gli hanno sfilato tutte le star lasciandolo con la sola Camila Raznovich, che per lui è la Raffaella Carrà ai tempi d’oro.

Stefano Coletta, direttore di Rai 3, passato dal fare l’autore a dirigere una rete con le porte girevoli, nel senso che appena entra un talent, esce il mese successivo, non è il tipo da cospargersi il capo di ceneri.  E alla presentazione dei palinsesti Rai a Milano è l’unico a presentarsi con la claque. Appena apre bocca scatta l’applauso, forte, caloroso. E lui si diverte, alza le mani in segno di vittoria, sorride, esulta, anche se seduto accanto ha il trio da funerale capitanato da Mario Orfeo. Gli altri sono i direttori di Rai 1, Rai 2 Rai 4. Ma Coletta è alla sua prima grande convention da direttore e la storia Rai, che conosce a perfezione, gli ha insegnato che è meglio cogliere l’attimo.

Così il direttore, che ha sostituito Alberto Angela con Il Borgo dei borghi, che non è un divulgatore, ma una gara tra paeselli incantevoli, se la vende come una grande vittoria: «Riguardo ai lutti che subisce regolarmente Rai 3 non mi vedete vestito di nero, né ho le ceneri sparse in testa e ci tengo a dire che quando Fabio Fazio è andato via mi è dispiaciuto, perché ero appena arrivato e mi avrebbe fatto piacere lavorare con lui, ma il canale ha resistito bene. Nelle 24 ore è al 6,8% di share». E giù con le ovazioni. Orfeo sorride, lui che gli ha tolto prima Fazio e poi Angela.

Ma Coletta rilancia. Il suo nuovo Ulisse si chiama Mario Tozzi, sarà meno “avvenente” di Albertone, ma quanto a divulgazione non è da meno: «Ho sofferto il passaggio di Alberto, anche perché l’ho saputo quando la cosa era già avvenuta – confessa –. È stato un grande dispiacere, ma siamo pronti a battagliare. E il sabato sera tornerà Mario Tozzi». E giù applausi. La forza di Rai 3 è nell’unione, nel sentirsi un po’ la Capodistria della Rai, costretti a barcamenarsi senza budget e senza star per fare sempre e comunque tendenza. Amico di tutti, Coletta chiama tutti per nome, Serena, Camila, Mario e li convince: «Ho convinto Serena (Dandini ndr) a tornare con il pretesto dei 30 anni dalla prima emissione della Tv delle ragazze – racconta -. Cerchiamo di fare una cosa nuova, riportando un linguaggio satirico. Ho chiamato Mario (Tozzi ndr) perché dopo l’espatrio di Alberto (Angela ndr) mi sono adoperato subito perché fosse mantenuta la linea di divulgazione che ha sempre permeato la rete».

Applausissimi: «E poi volevo aggiungere che quest’anno ho sperimentato il programma meno televisivo di questa stagione, Lessico Famigliare di Massimo Recalcati. È stata una grande soddisfazione». Non di share, ma di vera gloria e infatti tornerà anche l’anno prossimo. Tanto non glielo ruba nessuno.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Stefano Coletta)