Pubblicato il 25/06/2018, 12:03 | Scritto da Andrea Amato

Ora o mai più: il programma più crudele della tv italiana

Ora o mai più: il programma più crudele della tv italiana
Lo show di Rai 1, condotto da Amadeus, ha un registro e una narrazione molto violenta dal punto di vista umano. Peccato che sia sulla rete sbagliata.

Ora o mai più venerdì scorso ha registrato il 20,05% di share media con 3,2 milioni di spettatori

Avevamo recensito la prima puntata di Ora o mai più, il nuovo celebrity talent show di Rai 1, in onda il venerdì in prima serata. E l’impegno era di tornarci sopra dopo un po’ di puntate, per capirne lo sviluppo narrativo. L’abbiamo fatto questa settimana e siamo giunti alla conclusione che la Rai, secondo noi, non ha mai mandato in onda un programma più violento di questo, al meno dal punto di vista umano. E ha messo a condurlo il talent meno cattivo e più rassicurante che ha in scuderia: Amadeus.

Le prime cattiverie, mascherate da nostalgia, sono i video di Discoring dei primi anni Ottanta, con le meteore canore (oggi in gara nel programma) che mettono molta angoscia. E non solo per la foggia di maglioni a rombi, ma soprattutto per i segni impietosi del tempo, anche perché alcuni di loro li abbiamo visti appunto nel 1983 e poi oggi nel 2018. Nei 35 anni in mezzo: l’oblio.

Ma la vera violenza, mascherata da cinismo, è il modo con cui vengono giudicati da quelli che dovrebbero essere loro colleghi: non c’è pietà al di là del tavolo, dalla parte fortunata del mondo, ma una forma di killeraggio per scacciare la scaramanzia che quel percorso infelice possa capitare anche a loro. Anche se la maggior parte dei giudici sono a fine carriera (Patty Pravo, Loredana Bertè, Orietta Berti, Marcella Bella e Red Canzian).

Insomma, un grande applauso agli autori di Ora o mai più, perché sono riusciti a mettere in scena la crudeltà umana con così tanta nonchalance, purtroppo però su Rai 1. La media di età degli spettatori, 62 anni, però la dice lunga sulle aspettative del programma e sulla strategia progettuale della Rai, che rimane attaccata a un target di ascolto a perdere e poco attrattivo per la pubblicità.

Mentre Mediaset trasmette i Mondiali di calcio, facendo di fatto servizio pubblico, la Tv di Stato si rifugia in un varietà angosciante. Con la differenza che Mediaset è un’azienda privata che si basa sulla pubblicità, mentre la Rai dovrebbe dare un sevizio al cittadino che paga, ormai coattivamente, un canone. Non dimentichiamocelo mai.

 

Twitter@AndreaAAmato

 

(Nella foto un momento di Ora o mai più)