Pubblicato il 18/06/2018, 12:04 | Scritto da Paolo Madeddu

Cose di classifica: l’Italia ha eretto un muro, le hit internazionali non passano più

Cose di classifica: l’Italia ha eretto un muro, le hit internazionali non passano più
Come cambiano le cose in poco tempo. Da colonia americana e inglese, musicalmente siamo diventati autarchici: ascoltiamo quasi esclusivamente artisti italiani. Questo almeno secondo la top ten degli album più venduti e ascoltati.

Il globalismo musicale non ci riguarda: gli stranieri non li ascoltiamo più nemmeno quando cantano

Nessuno straniero nella top 10 degli album. Non è una novità, la tendenza è in atto da molti anni: anche i big del mercato mondiale – con le sole possibili eccezioni di Ed Sheeran, Adele e Coldplay, tutti inglesi, incidentalmente – faticano a soggiornare per più di qualche settimana nella classifica più importante. La novità è che lo stesso sta accadendo nella top 10 dei singoli, che negli ultimi anni era colonizzata dalle hit globali EDM e pop.

(Drake, n.2 e n.5 in USA)

Da mesi i brani stranieri sono in netta minoranza tra gli ascolti più popolari: questa settimana solo Alvaro Soler e l’accoppiata Calvin Harris & Dua Lipa fronteggiano 8 produzioni italiane, ben 6 delle quali sono “cordate” di più artisti che si “featurano” per unire le fanbase (e chi lo ha capito per primo è, per l’appunto, primo – come J-Ax e Fedez attualmente con Italiana).

La cosa interessante è che l’Italia, un tempo molto ricettiva nei confronti della musica del resto del mondo (solo 3 anni fa, la situazione era opposta: solo 2 titoli nostrani nella top 10 dei singoli, per la precisione di J-Ax e The Kolors) oggi opta per l’autarchia. E per quanto una certa xenofobia musicale sia diffusa anche in altri Paesi, oggi la penisola pare aver eretto un piccolo muro trumpista per respingere le canzoni estere. Non vi sarà difficile ricordare come fino a qualche anno fa i brani che avevano successo in USA e UK sfondavano quasi sempre anche da noi. Oggi invece Post Malone, Drake, Cardi B (primi tre negli Stati Uniti) così come Jess Glynne, Clean Bandit & Demi Lovato, Anne-Marie (sul podio britannico) sono esclusi dalle nostre prime dieci.

(Jess Glynne, n.1 in UK)

Volendo poi verificare il grado di apertura internazionale degli altri Stati rispetto al nostro, proviamo a fare un piccolo confronto. Certo, è evidente che nelle prime due nazioni del seguente elenco, incide il fatto che i brani siano comunque cantati in inglese. Ma anche tirando giù la barriera linguistica, se conoscete i due Paesi in questione sapete quanto i primi soffrano nel premiare un canadese – per non parlare di quanto siano apprezzati scozzesi e irlandesi a Londra e dintorni.

USA: nelle prime dieci posizioni abbiamo Drake (due volte), Ella Mai, e aggiungendo le quote societarie di J Balvin e Bad Bunny e del russo-tedesco Zedd, potremmo accordarci per 4 non-americani su 10;
UK: Post Malone, David Guetta & Sia, Ariana Grande, il trio Cardi B/Bad Bunny/J Balvin. Contiamo come inglese Dua Lipa (ma sia chiaro che lo facciamo un po’ sbuffando). Fanno comunque 4 su 10 persino qui;
FRANCIA: detto che Bella ciao (nella versione di Naestro e Maitre Gims) è al n.1 – e già questo dice un po’ di cose – la patria dello sciovinismo accoglie tra i primi 10 Calvin Harris & Dua Lipa, Nicky Jam & J Balvin, Cecilia Krull (La casa di carta, avete presente?) El Profesor (pure) e Aya Nakamura, immigrata dal Mali. Abbuoniamo Sia, che è in coppia con la star di casa, e non cavilliamo su Maitre Gims che sarebbe nato in Congo: chiudiamola con un 5 su 10 e passiamo alla

(Pietro Lombardi, n.7 in Germania)

GERMANIA: in mancanza ormai cronica di quei brani italiani melodici che hanno sempre cantato volentieri, i tedeschi hanno eletto a loro idolo il tamarrissimo rapper 25enne Pietro Lombardi, figlio di un italiano e una loro connazionale, vincitore di un talent e dotato di quel tipo di mediterraneità sgangherata che alla fine amano molto, malgrado tutto il male che ne pensiamo. Poiché rappa in tedesco, non registriamo il suo n.7 (Phänomenal), ma solo la presenza ai piani alti di David Guetta, Calvin Harris, Alvaro Soler, l’israeliano David Lloyd, Clean Bandit & Demi Lovato. Come in Francia, metà della top 10.

Conclusione? Forse non c’è troppo da stupirsi se non ci sentiamo più Europei. Anzi, a quanto pare non siamo nemmeno più molto occidentali, né globali… E per di più siamo fuori dai Mondiali.

 

Paolo Madeddu

 

(Nella foto Calvin Harris e Dua Lipa)