Pubblicato il 23/05/2018, 11:02 | Scritto da Paolo Madeddu

Cose di classifica: 2018, fuori i vecchi dalle charts

Cose di classifica: 2018, fuori i vecchi dalle charts
Chi ha più di 25 anni, guardando le classifiche dei dischi più venduti (anche in streaming), è sempre più perplesso: chi è quella gente?

Dieci anni fa dominava Madonna, oggi Carl Brave

Forse ve ne siete già accorti, c’è una piccola rivoluzione in atto. Non stiamo parlando di politica, anche se pure lì si stanno imponendo personaggi che pochi anni fa nessuno aveva sentito nominare. Proprio come dopo le ultime elezioni, c’è una quantità senza precedenti di nuovi protagonisti nelle classifiche di vendita. Normale, fisiologico ricambio? Qualcosa di più.

Proveremo a dimostrarlo con un confronto tra le charts di questa settimana e quelle di dieci anni fa, metà maggio 2008. Cosa stavate facendo all’epoca? Ricordate cosa ascoltavate? Forse qualcosa che era nella classifica FIMI dell’epoca, dominata sia negli album che nei singoli da Jovanotti (Safari, A te) e Madonna (Hard candy, 4 minutes) con Coldplay, Ligabue, Vasco Rossi a fare da comprimari.

Il punto è che, se ci fate caso, con la sola eccezione dei Coldplay, che comunque erano già in auge dal 2000, tutti i nomi succitati erano già sulla breccia da più di dieci anni. Mentre guardando le classifiche italiane del 2018, gli artisti che nel 2008 erano sconosciuti sono la maggioranza assoluta (sedici in top 20 questa settimana, mentre nel 2008 i “nomi nuovi” erano esattamente la metà, otto).

Tutto questo, naturalmente, va preso col solito grano di sale: dieci anni or sono le classifiche degli album includevano solo i cd, e non lo streaming a pagamento. La recente rivoluzione attuata in tutto il mondo per la compilazione delle charts è stata deliberatamente tarata sui più giovani e a prescindere dai soldi da loro spesi per la musica. Diciamo che era importante capire quali star sono abbastanza popolari da essere usate come testimonial per gelati, bevande, telefoni, vestiti orrendi (ragazzi, niente di personale: ogni generazione ha comprato i vestiti terrificanti che quella precedente le imponeva).

Detto questo, ecco le charts a confronto. Evidenziati in giallo potete vedere quegli artisti con oltre 10 anni di discografia alle spalle. Se vi interessa sapere quanti sono i nomi riconducibili all’hip-hop, ve lo diciamo noi: nel 2018 sono dodici (e Jovanotti è escluso, malgrado l’album con Rick Rubin). Nel 2008 erano solamente due (escludendo i Sud Sound System, per non litigare coi puristi).

FIMI classifica album più venduti in Italia 17 maggio 2018

FIMI classifica album più venduti in Italia 18 maggio 2008

Maggio 2008

Maggio 2008

Può essere interessante un confronto con le classifiche che tradizionalmente gli addetti ai lavori tengono d’occhio, quella degli Usa e quella del Regno Unito – anche se da parecchio tempo entrambe sono lontanissime dai gusti italiani, e in questi 10 anni hanno sviluppato caratteristiche proprie: quella americana è sostanzialmente terreno di conquista per hip-hop e country, con sporadica presenza di nomi pop.

Al contrario quella britannica resiste all’hip-hop (almeno finché non arriverà un rapper londinese con una qualche credibilità: persino le favolose sinergie del Regno faticano a ottenere tale risultato) e continua ad apprezzare il pop più plastichino – e persino qualche reduce del rock.

Di fatto, nella top 20 Usa del 2018 ci sono due artisti con oltre 10 anni di carriera alle spalle (e sono Keith Urban e Jason Aldean). Nella top 20 del 2008 ce n’erano dieci.

Nella top 20 UK del 2018 i nomi con un passato glorioso sono sette (e no, non stiamo includendo anche Ed Sheeran: pare impossibile, ma nel 2008 pochi lo avevano sentito nominare). Nella top 20 UK ce n’erano nove. Una differenza un po’ meno significativa.

Casualmente (perché ovviamente dipende anche dalla data di pubblicazione) tra tutti e tre i Paesi c’è un solo nome presente sia oggi che 10 anni fa ed è Jovanotti (questo perché, strano ma vero, gli ABBA, malgrado una venerazione sempiterna nelle isole britanniche, oggi sono in top 20, ma 10 anni fa erano solo al n.79).

Le considerazioni possibili, dopo quella già citata sul cambio di metodo nel compilare le classifiche, sono tante, ma su tutte ci sentiamo di farne una. L’abbassamento dell’età media (e quindi di quella degli idoli seguiti) è implicito nella inclusione delle piattaforme streaming, visto che oggi l’età per il possesso di un telefonino si colloca vicinissima alle scuole elementari. Però nel contempo cresce la sensazione che una generazione intera, quella dei 30enni, abbia quasi del tutto smesso di spendere soldi per l’ascolto di musica se non dal vivo, ai concerti.

 

Paolo Madeddu

 

(Nella foto Madonna nel 2008 e Carl Brave)