Pubblicato il 16/05/2018, 17:04 | Scritto da Tiziana Leone

Rai 1, una poltrona per due: Angelo Teodoli o Mario Orfeo?

Rai 1, una poltrona per due: Angelo Teodoli o Mario Orfeo?
Quella di Raiuno è la poltrona che fa più gola delle altre, perché centro di comando da cui muovere tante importanti pedine del panorama televisivo. Riuscirà Angelo Teodoli a restare?

Mentre la politica è ancora in cerca di un Governo, in Rai i vertici cercano la propria collocazione prima che sia troppo tardi

In viale Mazzini l’incertezza politica regna sovrana, anche se i palinsesti della prossima stagione stanno già cominciando a prendere corpo, e soprattutto anima. Quella dei direttori che ancora restano in sella alle tre reti Rai, almeno finché politica non li separi. I conduttori e i programmi che torneranno in onda a settembre saranno ancora farina del loro sacco di Angelo Teodoli a Rai 1, di Andrea Fabiano a Rai 2 e di Stefano Coletta a Rai 3. Ma chi di loro “sopravviverà” abbastanza per mangiare panettone, colomba e cocomero?

Molto dipenderà dalle prossime mosse politiche. E da Mario Orfeo, attuale direttore generale. In molti lo danno già con un piede a La Repubblica, alla cui direzione c’è però il saldo Mario Calabresi.  Altri lo vedono già seduto al timone del Sole 24 Ore. Ma forse l’attuale dg Rai, che prima di salire al settimo piano di viale Mazzini, guidava il Tg1, non ha nessuna intenzione di lasciare la tv di Stato.

Tornare al Tg1? Forse. Ancora meglio sarebbe la direzione di Rai 1, rete in cui Orfeo è riuscito a portare Claudio Baglioni e Rosario Fiorello. Oltre naturalmente a Fabio Fazio.  Tre buone carte da giocare. Potrebbe essere il quinto piano di viale Mazzini il vero obiettivo del dg, uomo incline alla battuta, a cui piace il prodotto, capace di gestire gli artisti e di trattare con loro. E Teodoli? Alla pensione gli mancano un paio di anni, se la Rai gli offrisse una buona uscita anticipata potrebbe accettarla volentieri. La poltrona è lì. Chi riuscirà a occuparla?

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto, da sinistra, Mario Orfeo e Angelo Teodoli)