Pubblicato il 24/04/2018, 14:05 | Scritto da La Redazione

Vivendi: Vincent Bolloré in stato di fermo per corruzione

Vivendi: Vincent Bolloré in stato di fermo per corruzione
Secondo il quotidiano francese “Le Monde”, il finanziere francese sarebbe stato posto in custodia cautelare nell’ambito di un'inchiesta su tangenti pagate dal suo gruppo in Guinea e Togo nel 2010.

Vincent Bolloré arrestato per tangenti

Rassegna stampa: La Repubblica.

Si apre un delicato fronte giudiziario per Vincent Bolloré, il finanziare bretone che a capo di Vivendi è protagonista dello scontro all’interno di Telecom contro il fondo Usa Elliott. Secondo il quotidiano Le Monde, l’imprenditore francese è stato posto in custodia cautelare e interrogato a Nanterre nell’ambito di un’inchiesta su tangenti pagate dal suo gruppo in Africa nel 2010, in relazione a delle concessioni portuali in Togo e Guinea.

Sempre secondo il quotidiano, sono stati arrestati anche il direttore generale del gruppo Bolloré, Gilles Alix, e Jean-Philippe Dorent, a capo della divisione internazionale dell’agenzia di comunicazione Havas, sempre di proprietà del finanziere bretone.

L’inchiesta come detto riguarda le concessioni per l’utilizzo di due porti in Guinea e Togo. Le indagini sono state avviate nel 2014 dall’ufficio di lotta alla corruzione e all’evasione. L’ipotesi è che Havas abbia fornito consulenze e consigli per sostenere l’arrivo al potere di alcuni dirigenti africani in cambio delle concessioni sui porti. Già nel 2016, la sede del gruppo Bolloré Africa Logistics era stata oggetto di una perquisizione nell’ambito dell’inchiesta aperta nel luglio 2012.

In particolare, ricorda Le Monde, Dorent  aveva sostenuto nel 2010 la campagna presidenziale del candidato Alpha Condé, attuale presidente, tornato nel Paese dopo un lungo esilio proprio a Parigi, dove avrebbe stretto stretto amicizia con l’ex ministro Bernard Kouchner e lo stesso Bolloré. Nello stesso anno, Dorent era stato anche responsabile di parte della comunicazione del giovane presidente togolese Faure Gnassingbé, figlio dell’ex dittatore Gnassingbe Eyadema, candidato per la propria rielezione.

Il gruppo Bolloré con una nota «smentisce formalmente» di aver commesso «irregolarità» in Africa attraverso la sua filiale africana SDV Afrique. Le prestazioni oggetto dell’inchiesta della giustizia francese sono state «realizzate in completa trasparenza» e l’odierna audizione di Vincent Bolloré «permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni già oggetto di una expertise indipendente che ha concluso la perfetta regolarità delle operazioni». Intanto alla Borsa di Parigi il titolo perde quasi cinque punti percentuali. Il numero uno di Vivendi, la scorsa settimana ha lasciato il timone della guida dell’azienda al figlio Yannick, nominato nuovo presidente.

Il finanziere francese è molto esposto anche sul fronte italiano. Attraverso Vivendi è socio al 23,94% di Telecom ed è al centro di uno scontro violentissimo con il secondo socio Elliott, impegnato nella rimozione di una parte del cda nominato dai francesi e ostile al piano industriale di Vivendi. Proprio oggi è in corso l’assemblea dell’ex monopolista telefonico, dove va in scena per la prima volta lo scontro tra i due.

Altra partita su cui il finanziere sta giocando un ruolo di peso è quella di Mediaset. Una vicenda esplosa nell’estate del 2016, quando Vivendi, diversamente dagli accordi, aveva rinunciato ad acquistare il 100% di Premium, scegliendo invece di salire quasi fino al 30% di Mediaset, a un passo dalla soglia Opa. L’azienda francese è stata poi essere costretta dall’Agcom a conferire a un blind trust la quota in eccesso il 10%, proprio in virtù della sua partecipazione rilevante anche in Telecom.

L’imprenditore ha voce in capitolo di Mediobanca, di cui è membro del Consiglio di amministrazione, in qualità di secondo socio dell’istituto dopo Unicredit.

 

(Nella foto Vincent Bolloré)