Pubblicato il 16/03/2018, 19:03 | Scritto da Gabriele Gambini

Costantino Della Gherardesca: Dopo The Voice of Italy, sogno un dating show

Costantino Della Gherardesca: Dopo The Voice of Italy, sogno un dating show
The Voice of Italy riparte giovedì 22 marzo alle 21.20 su Rai2 con una formula modificata e una squadra rinnovata. Costantino Della Gherardesca ci racconta quel che dovremo aspettarci.

Costantino Della Gherardesca: “Al Bano è un mito. Pensavo fosse un conservatore, invece è di mente apertissima. Cristina Scabbia è protagonista di video musicali macabri e metal, poi le parli e scopri che è dolcissima”

Riparte The Voice of Italy (da giovedì 22 marzo alle 21.20 su Rai2 e Radio 2) dopo un anno di sosta ai box. La versione italiana del talent show canoro ideato da John De Mol e prodotto da Talpa si è rifatta il trucco, alimentando più di un’aspettativa di rilancio. Viene presentata in pompa magna al Blue Note di Milano sfoderando le sue carte. In primis, quattro coach nuovi di zecca: il veterano J-AX, munito di occhiali da sole tattici che lo fanno sembrare uno Steve Wonder con accento lombardo, AlBano, capace di giocare con l’ironia al punto da farci scommettere che sarà lui il trascinatore della giuria, un Francesco Renga in quota cantautorale raffinata ad alto tasso di efficacia concupiscente sul pubblico, e una Cristina Scabbia, voce femminile della gothic metal band Lacuna Coil, pronta a dividere la schiera dei suoi fan arroccata su posizioni metallare oltranziste: molti puristi non approvano la sua virata mainstream, eppure l’approdo televisivo è un ulteriore passo di una carriera lusinghiera. Alla conduzione c’è Costantino Della Gherardesca. Fare due chiacchiere con lui è garanzia di botta e risposta pirotecnici, e tra poco ci arriveremo.

Tra le novità del programma è bene rimarcare: le puntate sono già state registrate, eccezion fatta per la finale live di maggio. Si comincia con 4 blind audition, le audizioni alla cieca in cui vengono scelti 48 cantanti. Poi, due puntate di Knock out in cui i concorrenti, divisi in gruppi, si sfidano con un cavallo di battaglia. Solo i 16 rimasti, 4 per team, accedono alla Battle, ultima fase eliminatoria. A questo punto spetta a ciascun coach il compito di scegliere l’unico rappresentante della propria squadra, da portare alla finalissima e da sottoporre al giudizio del pubblico. Quest’anno i coach che non schiacciano il pulsante rimangono con la sedia girata di spalle. E poi, per sollecitare l’interazione tra loro, ci sarà la possibilità di “bloccare” le vicendevoli assegnazioni dei brani. Oltre a beneficiare del pulsante Steal, che concretizza la possibilità di rubarsi reciprocamente i cantanti tra squadre. Premio in palio per il concorrente vincitore: un contratto con Universal Italia.

Ma c’è Costantino, dicevamo. TvZoom lo incontra all’aria aperta del quartiere Isola, a Milano, e lui non si risparmia. Gli facciamo notare che il suo genere musicale preferito  ha contorni che esulano dal mainstream smaccato. «Ho recentemente comprato la ristampa di Persepolis di Iannis Xenakis, un capolavoro musicale che consiglio a tutti, ma questo non ci dà certezze. La cosa sicura è che a The Voice porterò la mia prepotenza di maschio alpha», risponde, indicando l’ingresso verso la tana degli eufemismi depistanti in cui è padrone di casa. «Presentare The Voice è una bella sfida, farò anche lo psicologo. Mi vedrete consolare i familiari dei concorrenti scartati. Mostrerò un lato empatico, alla faccia di chi sostiene che io sia arido».

Quanto ai coach: «Al Bano è un mito. Pensavo fosse un conservatore, invece è di mente apertissima. Cristina Scabbia è protagonista di video musicali macabri e metal, poi le parli e scopri che è dolcissima. Invidio la capacità di J-Ax nell’essere uomo d’affari, è perfetto per dare consigli ai giovani cantanti. Francesco Renga è un vanitoso ammaliatore molto furbo, simpatico e televisivamente accattivante».

Costantino è reduce dall’esperienza di Spose, su Rai2, format che non ha brillato: «Era un prodotto bellissimo e innovativo, ma aveva una controprogrammazione forte, molti termini in inglese con sottotitoli che hanno spaventato un certo tipo di pubblico. Raccontare il mondo sulla tv italiana è difficile, per fortuna con Pechino Express ci riusciamo». Quanto al futuro: “Vorrei condurre un dating show. O forse dovrei fare il tronista a Uomini e Donne. Perché è giunto il momento di fidanzarmi. Con un uomo facoltoso, ovviamente».
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Gabriele Gambini
(nella foto il cast di The Voice of Italy)