Pubblicato il 07/02/2018, 18:33 | Scritto da Tiziana Leone

Sanremo – Claudio Baglioni: Il Festival non è un luogo di terrore come lo descrivevano tutti

Sanremo – Claudio Baglioni: Il Festival non è un luogo di terrore come lo descrivevano tutti
Scherza, ma senza mai esagerare, lancia frecciate ai festival di chi l'ha preceduto e l'unico errore di presentazione che ha fatto è da ascrivere al gobbista. Forse a chiamarlo dittatore non si sbaglia.

Claudio Baglioni si presenta in conferenza stampa di Sanremo serio e composto, senza concedersi trionfalismi per gli alti ascolti

Gli ascolti volano, ma Claudio Baglioni resta imperturbabile. Un Robocob che si concede qualche battuta, e che quando gli esce si stupisce pure lui: «Eravamo già contenti ieri sera – dice –. Già concludere un debutto è un grande risultato, dietro le quinte c’era un’aria abbastanza rilassata e divertita. Questo ci ha rasserenato molto e portato a divertirci, cosa che temevo fosse estranea al Festival: tutti lo dipingevano come un luogo di terrore puro e tanti se ne stanno alla larga proprio per questo motivo, è diventato mitico per essere un mostro che spaventa. Sono molto felice per il risultato di ascolto, ma se fosse andata diversamente saremmo venuti lo stesso a dire queste cose. Il dato è tratto».

Ecco l’ha fatta, la battuta. Ma sempre con quel suo modo composto, che non gli permette di lasciarsi andare veramente. Un Robocop che vorrebbe ammazzare tutti, ma poi niente, non gli viene, vince l’Astroganga che è in lui. Almeno fino a quando non gli tirano fuori gli astronauti: «Nei Festival degli anni scorsi ho visto l’uomo più alto del mondo, lo sportivo, la famiglia con 14 figli, l’astronauta e mi sono sempre sembrate presenze che arricchivano il presepe, ma non avevano senso. La mia è una scelta semplice e diversa».

Come dire, il Festival dei nani e ballerine li hanno fatti gli altri, io volo alto. Ma spetta al direttore di Rai 1, Angelo Teodoli, salvare l’onore dei Carlo Conti: «Ogni direttore artistico porta la sua scelta di Festival, se per quattro anni è cresciuto negli ascolti è stato merito del progetto editoriale di ciascuno. Non esiste un Festival migliore o peggiore, ognuno cerca di raccontare i tempi che si vivono, l’importante è interpretarli bene e negli ultimi anni ogni direttore artistico l’ha interpretato al meglio».

Altro che presepe. «Non ho dubbi sul buon lavoro di tutti – replica Baglioni -. Noi abbiamo avuto un terzo del tempo per preparare il Festival di Sanremo, ci abbiamo lavorato da fine settembre, mentre solitamente appena finito un Festival se ne fa un altro, come il Papa. Non solo apprezzo i Sanremo fatti, ma non avendo lo stesso talento di chi mi ha preceduto, personalmente li ringrazio tutti».

Ma qualcosa ieri sera l’ha sbagliata anche lui, e non per colpa sua: «Ho fatto un’unica presentazione, il brano nuovo di Gianni Morandi, ma mi hanno scritto il titolo sbagliato sul gobbo. Non che la cosa mi dispiaccia, visto quello che mi ha fatto passare per un anno e mezzo ai tempi di Capitani Coraggiosi, ma era l’unica presentazione che avevo e l’ho toppata». Ecco, diciamo che non vorrei essere l’uomo del gobbo.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Claudio Baglioni)