Pubblicato il 26/01/2018, 17:03 | Scritto da Tiziana Leone

Sky Sport racconta come il Coni agì contro gli atleti ebrei

Sky Sport racconta come il Coni agì contro gli atleti ebrei
Matteo Marani ha tracciato il racconto delle leggi razziali nello sport italiano, 80 anni fa e ha scoperto documenti inediti sul ruolo fondamentale del CONI

In occasione della Giornata della Memoria, Sky Sport ripercorre la storia di quegli anni, con 1938 – Lo sport italiano contro gli ebrei

È qualcosa cui si pensa raramente. O non si pensa affatto. A quanto le leggi razziali abbiano influito anche nello sport, un mondo apparentemente lontano da qualsiasi tipo di discriminazione, proprio per i valori che incarna. Eppure durante la promulgazione di quelle leggi da parte di Benito Mussolini, anche il Coni fece la sua parte, “ripulendo” i suoi quadri da “qualsiasi elemento ebraico”.

È tutto scritto in documenti, battuti a macchina, che Matteo Marani mostrerà nel suo documentario 1938: Lo sport italiano contro gli ebrei in onda domani, sabato 27 gennaio, alle 18 su Sky Sport 1, in occasione della Giornata della memoria. Un documentario che fa luce su un risvolto dimenticato della discriminazione antisemita nel nostro Paese, quella subita da atleti, allenatori, dirigenti sportivi, professionisti ed amatori e che prende il via dal 18 settembre 1938, giorno in cui a Trieste Benito Mussolini, capo del Fascismo in Italia, pronunciava il discorso sulla razza.

«L’idea di realizzare questo documentario – dice Federico Ferri, direttore di Sky Sport – è nata con Matteo Marani un anno fa, sul palco del teatro Dal Verme di Milano, durante un dibattito che faceva seguito alla proiezione, organizzata dalla Comunità ebraica, del racconto su Arpad Weisz realizzato per Sky da Federico Buffa e basato proprio sul libro di Matteo. Sky Sport si è impegnata ad andare oltre l’aspetto commemorativo, mantenendo viva la memoria attraverso la ricerca, l’inchiesta storica, in un mondo – quello dello sport – che pare avere rimosso la pagina drammatica delle leggi razziali. Siamo orgogliosi di questo lavoro che offriamo a tutti coloro che lo vogliano condividere, e auspichiamo che tale documento possa restare nel tempo e aprire nuove opportunità di conoscenza e di dibattito».

L’inchiesta di Sky Sport, alla base del format Storie curato da Marani va alla ricerca e alla scoperta di documenti mai analizzati prima e racconta le tragiche e poco note vicende che hanno scandito la storia dello sport italiano 80 anni fa. Tra i documenti mostrati, ce n’è uno particolarmente significativo, esclusivo, e ritrovato dallo storico Marcello Pezzetti: un registro del 1938 contenente alcune relazioni del Coni, dal quale mancano tre pagine, certamente strappate da chi aveva interesse, a guerra finita, a escludere il proprio coinvolgimento. Accadde per centinaia, migliaia di atti pubblici, distrutti o bruciati. Eppure qualcosa resta.

Qualcosa di fortemente imbarazzante per il mondo dello sport. In quelle pagine si legge, tra l’altro: «In ottemperanza alle direttive che la politica del Regime ha stabilito in ogni attività della Nazione, per la salvaguardia della purezza della razza, Il Coni ha provveduto alla esclusione di ogni elemento ebraico dai suoi quadri. Tale epurazione razziale è oggi completa». E ancora. «Il Coni attraverso la Federazione Medici degli Sportivi ha offerto la sua collaborazione all’Istituto di Bonifica Umana ed Ortogenesi della Razza di recente costituzione. Le modalità di tale collaborazione non sono state per ora precisate ma si impernieranno nel reciproco scambio».

Intorno a testimonianze come questa si sviluppa il racconto, anche attraverso i contributi di scrittori e storici che si sono occupati delle vicende di quell’epoca, come Michele Sarfatti e Marcello Pezzetti, e un’intervista a Lello Efrati, nipote del pugile Leone Efrati, morto nel 1944 ad Auschwitz.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto un’immagine del documentario)