Pubblicato il 15/12/2017, 19:30 | Scritto da Gabriele Gambini

Video – Lorenzo Licitra: Se non avessi vinto io, avrei tifato Enrico Nigiotti

Video – Lorenzo Licitra: Se non avessi vinto io, avrei tifato Enrico Nigiotti
Apollo vince su Dioniso, Licitra batte i Maneskin a X-Factor 11, si dice lusingato del raffronto con Michael Bublé, dedica la vittoria al nonno, scomparso di recente, e su Sanremo ammette: "Sarebbe un sogno".

Lorenzo Licitra: “Il palco di Sanremo sarebbe un grande sogno, spero si realizzi”

Il vecchio, caro Nietzsche se l’è presa in saccoccia. Non sempre il Dionisiaco vince sull’Apollineo, anzi, l’ultima edizione di X Factor sancisce l’esatto contrario: i Maneskin, alfieri di una rivisitazione puntuale del glam rock settantiano, con il frontman Damiano che se la gioca in trasgressione con Mick Jagger e con i New York Dolls dei tempi che furono, perdono ai punti contro Lorenzo Licitra.

Faccia da bravo ragazzo, aria mite, controbilanciata da una potenza vocale che gli permette di cantare i Queen senza uscirne con le ossa rotte, il ventiseienne siciliano afferra il primo posto per la felicità della sua guru Mara Maionchi. C’è chi dice che la messa in onda della finale su TV8 gli abbia garantito il traino del pubblico generalista – più ordinario e pop – ma lui non si scompone troppo per questo.

Dedica la vittoria a Fortunato Zampaglione, autore del suo inedito, e al nonno, figura di riferimento venuta a mancare proprio durante i live del talent show targato Sky prodotto da FremantleMedia Italia. «Ma se dovessi indicare un vincitore morale, direi senza indugio Enrico Nigiotti, artista vero, grande autore di canzoni, umanamente straordinario», spiega ai nostri microfoni.

La storia di Lorenzo è quella dell’outsider di successo. A 16 anni studia canto lirico al Conservatorio Nicolini di Piacenza e l’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Nel 2011 si esibisce al consolato generale d’Italia di Istanbul per il 150esimo anniversario della Festa della Repubblica Italiana. Poi vola a Johannesburg, cantando nello State Theatre al centro Nelson Mandela Square. Poi, ancora, il debutto nel talent di Gerry Scotti Io canto. «Oggi, con la vittoria a X Factor, inizia un percorso nuovo. Ho voglia di cantare in italiano con spirito internazionale, senza essere standardizzato. Sanremo è un grande sogno, spero si concretizzi».

Prima della finale, ha incontrato Tiziano Ferro e si è confrontato con lui sull’esecuzione del brano Sere Nere. Ma non sono mancati i momenti difficili, durante le puntate. «Qualche commento di Fedez e di Manuel Agnelli sulle prime mi ha reso perplesso, poi ho capito che si trattava di critiche costruttive».

Ora lo attende il bagno di folla (e di follia) social: «Essere considerato un sex symbol non spaventa, anzi, fa piacere», ammette, con la timidezza necessaria a superare il conflitto tra ciò che è oggi e ciò che è stato ieri, quando pesava 40 chili in più, smaltiti nel fisico e aggiunti alla massa ponderale della consapevolezza.
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Gabriele Gambini

 

(Nella foto Lorenzo Licitra)