Pubblicato il 09/12/2017, 12:01 | Scritto da La Redazione

Arbore: I vertici Rai non mi chiamano più, forse pensano che ormai sia rimbambito

Arbore: I vertici Rai non mi chiamano più, forse pensano che ormai sia rimbambito
Dal 13 lo showman condurrà due puntate per il trentennale di «Indietro tutta!». Così oggi su Il Giornale.

Con Frassica non faremo una festa di reduci o ex combattenti

 

 

Rassegna Stampa: Il Giornale, pagina 33, di Paolo Scotti

 

L’ACCUSA

Arbore: «I vertici Rai non mi chiamano più Forse pensano che ormai io sia rimbambito»

Dal 13 lo showman condurrà due puntate per il trentennale di «Indietro tutta!»

L’obiettivo Con Frassica non faremo una festa di reduci o ex combattenti

 

Doveva essere una celebrazione. Ha finito per diventare una recriminazione. «Perché ultimamente ho fatto poca tv? – si chiede Renzo Arbore -. Perché dalla Rai non mi hanno più chiamato. Nemmeno corteggiato. Forse pensavano che fossi distratto dalla musica o che fossi rimbambito. Gli attuali dirigenti Rai hanno tra i 50 e i 60 anni: avranno pensato che ad 80 anni uno è ormai andato. Lo pensavo anch’io, a quell’età». Insomma: i festeggiamenti di Indietro tutta! 30 e lode, lo speciale con cui, il mercoledì 13 e il 20 su Raiuno, si ricorderà il trentennale di uno dei «cult» più rivoluzionari del piccolo schermo, sembrano partire col piede sbagliato. Più deluso che eccitato pare Arbore: «Il direttore generale Campo Dall’Orto mi ha chiamato solo quand’è andato via, dicendo “Peccato che non ci siamo incontrati”. L’attuale dg Mario Orfeo, invece, lo sto ancora aspettando». E l’ha aspettato (invano) anche alla conferenza stampa del programma, che Orfeo ha disertato «a causa di un impegno urgente». «Da tempo immemorabile i direttori mi snobbano: chiedo sempre appuntamenti, non me danno mai – scuote la testa Arbore -. Eppure io sono affezionato alla Rai, sono l’unico a non averla tradita andando altrove, nonostante abbia ricevuto offerte molto sostanziose. E la nostra, quella di Falqui, di Trapani, di Raffaella e di Corrado, era la televisione più bella del mondo». Condotto da Andrea Delogu («Che ha studiato Indietro tutta! al punto di conoscerlo più di me») Indietro tutta! 30 e lode «non sarà una festa di ex combattenti o reduci – chiarisce Arbore -. A parte Nino Frassica, non ho invitato nessuno dei protagonisti di allora, perché nel frattempo sono tutti invecchiati o defunti. Io stesso non potrò più ancheggiare come facevo: sono stato operato all’anca». Si tratterà piuttosto di un’ideale lezione universitaria in cui Arbore e Frassica, grazie ad aneddoti e a filmati d’archivio, e a confronto con un pubblico di giovani d’oggi, rievocheranno le 65 puntate del mitico show che, in onda dal 14 dicembre 1987 all’ 11 marzo 1988, coinvolse una media di oltre 5 milioni di spettatori, e che nella puntata finale raggiunse la cifra record del 50,43 per cento di share, grazie a gag e tormentosi divenuti proverbiali (ricordate il «Cacao Meravigliao»?) e arrivando a trasformarsi in un autentico fenomeno di costume. «Trent’anni dopo, Indietro tutta è ancora attuale? – si chiede Arbore-. E proprio quello che cercheremo di capire. Con le nostre Miss Sud e Miss Nord, con le ragazze coccodè o quelle del Cacao Meravigliao – ad esempio – noi criticavamo l’uso della donna oggetto. Era satira, anche forte. Il pubblico si divertiva, ma molti fraintesero: pensarono che anche noi usassimo belle fanciulle solo per lustrare gli occhi al pubblico». E poi lo stile televisivo è molto cambiato, e certe formule sono irripetibili: «Tecnicamente facevamo quello che oggi si chiama cazzeggio. Tutto era costruito solo sull’improvvisazione. Era jazz: jazz della parola».

(Nella foto, Renzo Arbore)