Pubblicato il 02/11/2017, 19:32 | Scritto da Tiziana Leone

Babylon Berlin: corruzione e scandali a luci rosse in una Germania ancora sconosciuta

Babylon Berlin: corruzione e scandali a luci rosse in una Germania ancora sconosciuta
Ospite della festa del cinema di Roma, Tom Tykwer che ha scritto e diretto la serie, racconta il viaggio nella Berlino degli anni '20, una città corrotta e vitale, infilata in una Germania che del nazismo non aveva ancora nessun sospetto.

Babylon Berlin, prodotta da Sky con la tedesca Beta, arriverà su Sky Altantic il 28 novembre in prima serata

C’è tutto, la Berlino degli anni ’20, la corruzione, i filmini hard girati in pellicola, i ricatti ai politici, il sadomaso, i bordelli, il traffico illegale di alcool, i controrivoluzionari, la povertà dei tedeschi appena usciti dalla guerra, le esibizioni delle stelle dell’epoca in abiti maschili, la polizia corrotta. La serie Babylon Berlin, coproduzione di Sky con la tedesca Beta, al via su Sky Atlantic il 28 novembre, lo si capisce fin dal nome, non è un prodotto per il telespettatore seduto sul divano che non sa cosa guardare.

Babylon Berlin cerca solo chi sa cosa si aspetta. Chi vuole andare oltre i narcotrafficanti e i mafiosi, i camorristi e i ragazzini con strani poteri, chi agli anni ’70 e ’80 preferisce gli anni ’20 con le signore in reggicalze e la prima guerra mondiale giusto dietro l’angolo, chi ai colombiani e americani preferisce i tedeschi con la loro Berlino corrotta, depravata e tremendamente viva. Costata 38 milioni di dollari, già venduta in sessanta Paesi del mondo, la serie, diretta da Tom Tykwer, Henk Handloegten e Achim von Borries, di cui sono già in cantiere altre puntate, scoperchia il vaso sulla Germania degli anni ’20, una nazione in pieno fermento, che ancora non sospettava nemmeno di dover fare i conti con il nazismo di Hitler.

Un’epoca tedesca che il cinema e la televisione hanno esplorato poco, perché superata sempre dal fascino che il nazismo inevitabilmente scatena nello spettatore. «Ci vorranno ancora diversi anni prima il fascino nei confronti del nazismo finisca – sottolinea il regista Tykwer, ospite della Festa del cinema di Roma, dove sono state proiettate le prime due puntate di Babylon Berlin – Ognuno di noi ha una storia familiare collegata a quel terribile disastro e passerà ancora tempo prima che diventi un fenomeno meno prominente».

La Berlino degli anni ’20 è stata ricostruita in ogni minimo dettaglio, c’è persino l’Alexanderplatz in tutta la sua maestosità riportata indietro nel tempo. «Volevamo che Berlino fosse protagonista e non fermarci solo agli interni, il nostro intento era di fare un viaggio nella macchina del tempo e abbiamo deciso di creare un set vero e proprio – spiega il regista – Abbiamo chiuso Alexanderplatz di domenica, l’abbiamo riportata indietro con persone e macchine d’epoca, il tutto per un solo minuto di film. Però quell’immagine dà il senso di qualcosa di mai visto prima, è la Berlino prima della guerra».

Tratta dai romanzi di Volker Kutscher, Babylon Berlin segue le vicende di un ispettore di polizia, Gereon Rath che si trova a condurre indagini in una città corrotta, dove gli intrighi politici si intrecciano agli scandali a luci rosse e la droga si diffonde sulle stesse vie dell’alcool. «Nella Germania di allora che aveva appena superato la monarchia, il senso di liberazione e la speranza erano le uniche cose cui aggrapparsi – continua Tykwer –. È evidente che ci sia un parallelismo tra allora e oggi, d’altronde secondo me si devono esplorare i periodi del passato per capire il presente. Non solo in Germania, ma in tutta Europa anche solo dieci anni fa nessuno si sarebbe potuto immaginare la fragilità del sistema economico di oggi e nemmeno l’attuale presidenza degli Stati Uniti, la Brexit o il fatto che il terzo partito della Germania sia della destra radicale».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto la locandina di Babylon Berlin)