Pubblicato il 27/10/2017, 19:30 | Scritto da Gabriele Gambini

Mika: Il mio show, una porta girevole sospesa tra passato e presente

Mika: Il mio show, una porta girevole sospesa tra passato e presente
Il cantante libanese ritorna col suo one man show in quattro puntate a partire da martedì 31 ottobre alle 21.20 su Rai2: tanti colori, tanti ospiti, una fiction a piccole clip, molti rimandi ai varietà anni '60.

Mika: “Abbiamo scelto ospiti disposti a mettersi in gioco. Siamo stati vicini ad avere anche U2 e 30 Seconds To Mars”

Mika il cantante, Mika l’attore, Mika il narratore. Ma anche il taxista, il pastore, l’inserviente alla casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi, a Milano. E poi Mika che viaggia nel tempo. Mika che, per dirla con Luciana Littizzetto, è uno psicofarmaco ambulante senza effetti collaterali. Se Stasera Casa Mika (la seconda edizione, prodotta da Ballandi Multimedia, da martedì 31 ottobre alle 21.20 su Rai2 per quattro appuntamenti) non fosse un programma televisivo, sarebbe un cronovisore: la leggendaria macchina per sbirciare nel passato e rielaborarlo secondo crismi contemporanei. Del resto, la popstar di origini libanesi sa bene che il grado di potenza visiva di uno show è direttamente proporzionale al grado di autosuggestione di cui si fa portatore, frutto dell’equilibrio tra lo show per com’è e lo show per come dovrebbe essere. E Stasera a Casa Mika è entrambe le cose: una trasmissione non incasellabile in un formato tradizionale, una bolla di sapone che rimanda ai varietà della tv in bianco e nero.

Quest’anno il programma fortemente voluto da Ilaria Dalla Tana – in clima da passaggio di testimone al suo successore Andrea Fabiano – aggiunge ingredienti: Luciana Littizzetto interagirà con il padrone di casa, assieme a Gregory, attore teatrale inglese e amico d’infanzia di Mika. E poi, in ogni puntata, sarà introdotta una fiction – brevi clip di tre, quattro minuti l’una – intitolata Il ragazzo che viene dal futuro, in cui il cantante viaggerà a ritroso fino al 1967. «Una pazza idea di Ivan Cotroneo, uno degli autori, a cui mi sono prestato volentieri».

Il trait d’union resta lo stesso: raccontare storie, come se la tv diventasse una porta girevole posizionata su ambienti diversi. «Nelle scene girate in esterna, abbiamo ripreso la tematica del viaggio in Italia, raccontato attraverso i mestieri. Sono stato in Sardegna a incontrare un pastore. È un lavoro antico e affascinante, ma non è stato un incontro facile perché lui si sente dimenticato dal mondo. Sente di fare un lavoro disgraziato, non vuole che i suoi figli seguano la sua strada. Ho fatto ancora il taxista a Milano, a Bari, a Napoli e Firenze, incontrando personaggi incredibili. Non tratteremo temi sociali, ma umani, e cercheremo di tradurli in un gesto, in una canzone in studio».

Già, le canzoni. Le puntate saranno introdotte da It’s My House, inedito scritto da Mika con Jonathan Quarmbye e Fiona Bevan, inserito nel suo prossimo album. A fianco delle musiche di Elisa e Rita Pavone. «Ho studiato a fondo il linguaggio dei Monty Python, vorrei inserire un po’ del loro spirito nel programma. Giocando con tanti ospiti. Da Dita Von Teese a Luca Argentero. Siamo stati vicini ad avere gli U2 e i 30 Seconds to Mars, ci sono sfuggiti per un soffio». Le ambizioni numeriche sono concrete: bissare la share dell’anno scorso, assumendosi i rischi di sperimentare in un contesto ricco, ma meno di quanto si sia detto in giro: «Ogni puntata è costata meno dei 900.000 euro indicati dalle voci di corridoio», precisa Ilaria Dalla Tana. Non scordando il complemento radiofonico: Stasera Casa Mika sarà affiancato da La Musica di Casa Mika, ogni lunedì alle 17 su Rai Radio2.

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto Mika)