Pubblicato il 10/10/2017, 19:31 | Scritto da Gabriele Gambini

Peter Gomez: Ne La Confessione non sarò un inquisitore, ma cercherò la verità

Peter Gomez: Ne La Confessione non sarò un inquisitore, ma cercherò la verità
Il giornalista e scrittore debutta come conduttore ne La Confessione, da mercoledì 11 ottobre alle 23.30 su Nove. Ai nostri microfoni racconta le caratteristiche del programma e come gestirà i faccia a faccia con gli ospiti.

Peter Gomez: “In una seconda edizione de La Confessione, mi piacerebbe avere Ricucci, Fiorani, magari anche Geronzi, per raccontare gli aspetti oscuri dell’alta finanza”

La Confessione – Il lato oscuro del successo (Loft Produzioni, da mercoledì 11 ottobre alle 23.30 su Nove) debutta in tv condotto da Peter Gomez ed è proprio il giornalista e scrittore, direttore del ilfattoquotidiano.it, a indicarne i tratti distintivi: «Interviste faccia a faccia con personaggi che, nel bene e nel male, hanno avuto un ruolo chiave nell’attualità italiana. Cercherò una cifra veloce, ritmata, illuminando i coni d’ombra della loro vicenda col sorriso sulle labbra. Significa mettere da parte il piglio dell’inquisitore e dar spazio a quello distaccato del cronista».

Due puntate, due ospiti per volta. Nella prima, Emilio Fede e Alex Schwazer, nella seconda, mercoledì 18 ottobre, Lele Mora e Vittoria Schisano. «Penso a Fede e a Mora», prosegue Gomez, «hanno segnato vent’anni di storia del Paese, non solo per i Bunga Bunga. Raccontarli vuol dire descrivere un sistema che si fonda su una certa idea di rapporto tra chi è potente e chi non lo è, portando alla luce l’altra faccia del successo mediatico, quella che non appare o che diventa evidente solo dopo scandali e indagini giudiziarie». Il titolo del format ha una ragione. Prima di confrontarsi con Gomez, l’ospite di turno è invitato a mandare un messaggio a una persona di sua scelta, quasi a giocasse a scartabellare le pieghe della coscienza per poi vivisezionarle.

«In un’ipotetica seconda edizione del programma, mi piacerebbe intervistare Ricucci, Fiorani, magari anche Geronzi, per raccontare come funzionavano alcuni aspetti della finanza a certi livelli. Me ne sono occupato come giornalista investigativo e giudiziario, cinque minuti di intervista a volte valgono più di un trattato d’economia o di una sentenza». Il segreto sta nel cercare la verità, non a scapito della confezione estetica: «Il bello non è nemico del vero, si può parlare di etica, ma anche di estetica. Per questo, ne La Confessione, è stata data particolare attenzione alla fotografia, al contesto, al ritmo». Per ora, niente ospiti provenienti dalla politica tout court. Forse perché, per loro, esistono i talk show politici e, in questo video, Gomez spiega il suo punto di vista su format oggi tanto esposti.
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Gabriele Gambini

 

(Nella foto Peter Gomez)