Pubblicato il 15/09/2017, 18:33 | Scritto da Tiziana Leone

Bruno Vespa: Nessuno è mai contento di ridursi lo stipendio

Bruno Vespa: Nessuno è mai contento di ridursi lo stipendio
In onda in seconda serata su Raiuno da più di 20 stagioni, Bruno Vespa è stato a centro di diverse polemiche per via del suo stipendio e del suo tipo di contratto.

Bruno Vespa, tornato alla guida di Porta a Porta su Rai 1, parla del suo contratto, del suo stipendio e di domande scomode

C’è Milena Gabanelli che si autosospende, c’è Bianca Berlinguer che se la deve vedere ogni martedì con Giovanni Floris, c’è Lucia Annunziata che raddoppia il suo spazio su Rai 3 e poi c’è lui, l’inossidabile Bruno Vespa, l’uomo Rai che dirige il traffico politico dal suo studio di Porta a Porta da oltre 20 anni. Al centro delle polemiche da sempre, per i suoi plastici, per le interviste a personaggi legati alla mafia, per le sue domande ai politici, per il suo stipendio e per il suo contratto, il giornalista sa come galleggiare in una tv di Stato che per la prima volta in tanti anni gli ha ridotto lo stipendio del 30%: da un milione e 930 mila a un milione e 200 mila per 120 puntate. Un cachet non da giornalista, ma da artista.

Vespa il suo contratto è di tipo giornalistico o artistico?

«Porta a Porta è un talk show, non è una trasmissione ontologicamente giornalistica, ma una trasmissione con intrattenimento e approfondimento politico/culturale, questo è stato deciso dalla Rai, ed è stato accolto da due sentenze del tribunale in altrettanti gradi di giudizio, non è una mia posizione, è la posizione della mia azienda e io la rispetto».

Rinunciare a una parte dello stipendio l’ha portata a pensare di cambiare, magari di lasciare la Rai?

«Sono stato io a fare l’offerta, anche se nessuno è contento di ridursi lo stipendio ovviamente»

Perché Renzi viene solo a Porta a Porta e evita altri talk?

«Ditemi una domanda che non ho fatto a Renzi…»

Un ospite che non è ancora riuscito a convincere a venire a Porta a Porta?

«Il Presidente della Nord Corea».

Che opinione si è fatto di questa nuova generazione di politici?

«Tutta la seconda Repubblica è meno preparata della prima, ma questa è la scoperta dell’acqua calda: i politici della prima Repubblica facevano una lunga trafila, dalla sezione al partito, ora comincia a esserci qualcuno con più esperienza anche in questa nuova generazione. Certo molti politici sbagliano, forse dovrebbero studiare meglio la storia italiana».

Come sarà la campagna elettorale che arriverà?

«Come tutte le altre, accesa».

In 22 anni mai avuto voglia di cambiare?

«Francamente no. Dalle indagini fatte sul pubblico di Porta a Porta non è mai venuto fuori un “basta”, sono risultati che ci incoraggiano molto. Noi siamo in sintonia con il pubblico, il che non significa fare quello che il pubblico vuole».

E’ difficile gestire un programma come il suo dagli interessi esterni?

«Non c’è questo assedio su Porta a Porta, non ho mai avuto la pressione per fare una cosa piuttosto che un’altra».

Come giudica la questione Gabanelli?

«So che aveva ricevuto una proposta importante, ma lungi da me giudicare i contratti dei colleghi».

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Bruno Vespa)