Pubblicato il 07/09/2017, 18:03 | Scritto da Gabriele Gambini

Nove fa sul serio: Saviano, Crozza, Cracco, Gomez, Volo e Rovazzi

Nove fa sul serio: Saviano, Crozza, Cracco, Gomez, Volo e Rovazzi
La rete generalista di Discovery punta sul mix di entertainment e approfondimento per la nuova stagione televisiva, concentrando i suoi sforzi sulla fascia oraria serale.

Saviano, Crozza, Cannavacciuolo, ma anche Peter Gomez, gli speciali con Morandi-Rovazzi, De Sica-Siani e Cracco, oltre a Max Giusti: Nove punta sul mix di entertainment e approfondimento

Diversificazione dei target, aumento del peso specifico verso l’universo generalista, entertainment, sport, ma anche approfondimento. La stagione delle reti Discovery Italia punta su pochi annunci roboanti e consolida un progetto editoriale con radici lontane. Snocciola un +15% sul prime time generale, culminato con un +84% per Nove, il 7,2% di share sul totale giorno: «Siamo il terzo editore televisivo nazionale, primo nel mondo per focus sulla real life, forma di intrattenimento che ci consente di ampliare i nostri orizzonti progettuali», dice l’A.D. Marinella Soldi, mentre per il General Manager Alessandro Araimo: «L’elemento di maggior soddisfazione è esser riusciti a crescere in maniera significativa nel prime time».

Il riferimento è soprattutto a quel Fratelli di Crozza al centro di dibattiti social sulla sua effettiva capacità penetrativa a dispetto dell’investimento: «Siamo soddisfatti. Ha ottenuto una media del 4,5% di share con 1.200.000 spettatori, con un riscontro alto sul target giovane e una raccolta pubblicitaria elevatissima, la più alta di tutti i tempi per Crozza», puntualizza Laura Carafoli, senior vice president programming & content del gruppo. Che annuncia l’arrivo di Roberto Saviano con Kings of Crime, prima serie factual prodotta da Discovery Italia con ZeroStories, focalizzata sul racconto delle vite sanguinarie di alcuni dei boss più temibili della malavita organizzata nel mondo.

LE NOVITÀ DI NOVE

Entertainment e approfondimento, con volti noti a far da traino. Nove punta a cimentarsi sempre di più con la competizione generalista, soprattutto nelle fasce orarie serali, dove si concentra la programmazione di peso. E se un tempo faticava nel costruire un’identità riconoscibile, in questa stagione ci sono titoli consolidati che ne rendono più chiara la direzione. Nell’access prime time è confermato il game show Boom! con Max Giusti. La seconda stagione del talent culinario Top Chef Italia è in onda da stasera ogni giovedì in prime time. Annunciato il ritorno di Fabio Volo,  l’anno scorso protagonista di Untraditional. E poi la ripartenza, il 22 settembre, di Fratelli di Crozza, con nuove parodie, tra cui quella del ministro Minniti. La figura particolarmente identitaria di Chef Cannavacciuolo ritorna con Cucine da Incubo, ‘O mare mio e con Ci pensa Antonino, un racconto sul privato del grande cuoco in formato quasi da sit-com. In prime time sono previsti anche eventi speciali: la coppia Siani-De Sica, la coppia Morandi-Rovazzi, e Carlo Cracco alle prese con l’inaugurazione del suo super-ristorante in centro a Milano.

Fino all’approfondimento giornalistico, col ciclo di quattro appuntamenti de La confessione, prodotto da Loft e condotto da Peter Gomez. Si tratta di interviste faccia a faccia da trenta minuti ciascuna in cui il direttore de ilfattoquotidiano.it si confronta con personaggi divisivi del mondo della cronaca: Emilio Fede, Lele Mora, Alex Schwazer e Vittoria Schisano. Oltre a Tutta la verità, profilato su grandi casi di cronaca nera. Senza scordare Kings of crime, vera novità della stagione, prima tv che debutterà in Italia il 4 ottobre e sbarcherà in America Latina, Spagna, Portogallo, Francia e Germania.

Il progetto prevede un racconto biografico in formato factual di Roberto Saviano, che con taglio divulgativo tratteggia una fenomenologia dei boss mafiosi più pericolosi del mondo, scoperchiandone aspetti inediti e indicando l’incidenza del rapporto tra clan e società. Una sorta di ricerca accademica, dal taglio pop, sui risvolti meno noti di Gomorra e affini. Non a caso, la base di partenza è un’aula universitaria: «La serie si svolgerà in un’aula universitaria, perché c’è un approccio scientifico, non solo divulgativo. Non ci sarà la superficialità di un articolo con un limite di battute stabilito, qui lo spettatore avrà il tempo di attraversare la vita dei personaggi, anche senza conoscere nulla sul boss della puntata.

Soprattutto, verrà palesato il materiale autentico che ispira le crime story delle fiction» dice lo scrittore. E il promo pare avere qualità per affabulare: sembra una serie, ma ha un taglio documentaristico efficace. Suoni, voci, volti e luoghi restituiscono pieno simbolismo fisico e psicologico alle imprese criminali di Paolo Di Lauro, il boss napoletano alla cui vita Saviano si è ispirato per costruire il personaggio di Don Pietro Savastano. E poi, El Chapo, narcotrafficante messicano che più di tutti incarna il potere del crimine organizzato, con ramificazioni profonde negli USA e in Europa, nascoste da paraventi di connivenza borghese apparentemente lecita, il boss della ‘ndrangheta Antonio Pelle, l’intervista al collaboratore di giustizia Maurizio Prestieri. «Racconteremo sangue, riciclaggio, potere, violenza. Sono storie incredibili, impossibile non raccontarle. La sfida è possedere la sintassi della serie. Dopo aver scritto Gomorra, mi è successo che tutti non mi chiedessero più libri ma serie televisive. Una serie permette l’approfondimento. La forza delle grandi serie internazionali è proprio l’approfondimento», conclude Saviano.

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto Roberto Saviano)