Pubblicato il 27/08/2017, 18:13 | Scritto da Erika Barbacelli

Max Giusti: In Boom! c’è tutto me stesso

Max Giusti: In Boom! c’è tutto me stesso
Alla vigilia della messa in onda della nuova edizione del game show, da domani alle 20.20 dal lunedì al venerdì, il conduttore televisivo che, dopo "Affari Tuoi" è arrivato, come molti suoi colleghi, su Discovery, racconta a TVZOOM le novità del programma e la sua esperienza a Nove.

Max Giusti si racconta: I rapporti con la Rai, Quelli che il calcio, l’idea della nuova avventura di prime time e il sogno della conduzione del Festival di Sanremo

Si divide tra teatro e tv. Da molti anni. Comico, in primo luogo e ci tiene a precisarlo, quindi, conduttore tv e radio, trasformista nei mille personaggi che imita. È un’estate frenetica, quella di Max Giusti, che abbiamo raggiunto telefonicamente, mentre è riuscito a ritagliarsi uno spazio anche per i suoi due bambini, al mare, sul gommone, davanti all’isola di Giannutri, prima di ripartire con l’access di Nove, Boom!, da domani, al lunedì al venerdì alle 20.20. “Sono rilassatissimo, qui, al mare con il venticello e un paesaggio meraviglioso, puoi farmi tutte le domande che vuoi”. E noi, procediamo.

Come si sta preparando a questa nuova edizione di Boom!?

«Con molto entusiasmo. Quella dello scorso anno è stata una scommessa forte, quasi di ripartenza in un certo qual modo, per lo stile di conduzione che ho portato a Boom! Questo tipo di gioco mi ha permesso di avere una conduzione più divertente, divertita, tagliente in alcuni casi. Possiamo dire che non ci sono mai sprazzi di buonismo a Boom! Il ritmo è molto serrato, non ci sono le attese tipiche del quiz, in cui devi allungare la tensione».

Si sente, quindi, più se stesso?

«Mentre prima c’era una scissione netta tra quello che facevo a teatro o a Quelli che il calcio o rispetto alla conduzione televisiva (Affari Tuoi, ndr.), qui c’è tutto dentro».

Quali novità in questa edizione?

«Le domande non le farò solo io ma interverranno anche moltissimi amici famosi che abbiamo coinvolto. Nella terza bomba si potrà scegliere l’argomento e l’ultima bomba avrà due cavi che contengono la risposta esatta, quindi significa che il gioco sarà più difficile. Rimane il ritmo, lo studio lo abbiamo un po’ cambiato. Mi sento sempre più a casa mia e sono fiero di farmi vedere a Boom!. Quando dico, guardati una puntata di Boom! Sento che mi rispecchia al 100%».

Bilancio positivo, quindi, della esperienza a Nove.

«Sì, poi è stata un’annata in cui l’access prime time, che conosco bene dopo 5 anni di Affari Tuoi, non è mai stata mai così competitiva: è stato tolto Affari Tuoi ed è stato inserito I soliti ignoti, c’era Fiorello su TV8, Singing in the car, poi il debutto della Gialappa’s che è andata forte, Striscia la notizia, La7 con la Gruber. C’era una concorrenza spaventosa. Quindi riuscire a toccare quasi il 3% è stata una cosa enorme. Abbiamo fatto picchi da 1 milione, la media è del 2% con 600 mila spettatori, quintuplicando i risultati precedenti. E non era scontato che questo accadesse. Abbiamo un target di pubblico stupendo, facciamo sui 19-24 anni il 7%, 9-14 anni il 9%, il 6,5% sui 30-40 anni, sopra i 60 invece non ci guarda nessuno.

A differenza del pubblico che invece la seguiva su Rai1. È dato di fatto che gli spettatori stiano fuggendo dalle reti generaliste.

«La tv è cambiata, e l’arrivo di tutti i nuovi canali, di Nove, di TV8 e di tutti i canali offre un ventaglio che rende tutto molto più democratico».

Ci sono altri motivi secondo lei?

«Un po’ perché comunque sono state smembrate quelle che erano le certezze, appunto, abbiamo tanti canali e alla fine, uno comincia a scegliersi i suoi preferiti.  E poi, a volte capita che ci sia gente non troppo capace, che, per carità, ci sta, che si sbagli un programma. Spesso sbagliamo noi artisti, me compreso, a volte chi ha in mano i canali e a volte si fanno scelte che non si capiscono. Poi alla fine per fortuna c’è spazio più o meno per tutti».

Con Rai1 abbiamo letto che ha chiuso ma con Rai2, con Quelli che il calcio? Come sono i suoi rapporti con la Rai?

«Non so niente dell’edizione di quest’anno di Quelli che il calcio, non ho mai avuto il piacere di lavorare con Luca e Paolo. Ho sentito Rai2 con cui ho un contatto pressocché diretto perché è un canale che mi ha portato tanta fortuna, perché sono arrivato a Rai1 tramite Rai2, però in questa fase stiamo a vedere. E’ una fase di grandi cambiamenti e il mio futuro adesso lo vedo legato al gruppo Discovery, poi, come ho detto, su Rai2 c’è sempre un rapporto particolare: se penso a Ilaria Dallatana che conosco da tanti anni, a Fabio Di Iorio che è stato uno dei primi autori che ho incontrato in tv e adesso è diventato vicedirettore. Con Ilaria e con Fabio c’ho lavorato 20 anni, quindi con loro mi sento pressocché continuamente. Bisogna vedere quello che ci aspetta nell’annata di Nove oltre a Boom!».

Era prevista una puntata pilota per un programma in prime time, è stata registrata?

«Dovevamo farla assieme ad Endemol a fine luglio di quest’anno, si rischiava di farla di corsa e non me la sono sentita di farla e di mandarla in onda, per cui con calma a settembre o facciamo quella oppure abbiamo un altro paio di opzioni che mi sta proponendo Nove e in base a quella poi ci regoleremo. Però voglio essere, sia per me che per l’editore, completamente convinto».

Si tratta sempre di un game o di un one man show?

«No, su Nove non me la sento di fare un one man show perché comunque si fanno spesso anche una serie di programmi che sono senza studio, e sono state fatte delle grandi prime serate, come per esempio Top Chef, ed è molto difficile avvicinare il pubblico nel prime time ad un nuovo programma. Il duplice rischio di Boom! era fare un programma nuovo in un canale nuovo, quindi partire con un nuovo programma da testare su un nuovo canale dove ancora le prime serate vanno fatte scoprire proprio come orario, è molto complicato. Devo trovare un programma bello che mi rispecchi completamente e in cui ho creduto, come Boom!».

Ci saranno puntate speciali di Boom!?

«Faremo puntata “vip” per Save the Children a Natale perché Boom essendo un asset molto forte non vorrei inflazionarlo, anche se parliamo comunque del 3%. Molte persone devono scoprire Boom! e io sono molto fiducioso che si possa incrementare. Quest’anno mi propongo almeno un 3% fisso, che è già una bella sfida».

Su Nove, ha una pressione diversa rispetto alla Rai per gli ascolti?

«Sono stato chiamato per fare un lavoro così importante nell’access e quindi ho sentito molto questa responsabilità. Quando facciamo questo mestiere ci sentiamo un po’ come dei cavalli da corsa, quindi a me non mi basta quel 3%, l’asticella va alzata, io quest’anno vorrei fare almeno un 3% fisso che è difficilissimo in quell’ora. Però non sono un vecchio calciatore che va a giocare per gli Emirati Arabi, quindi in teoria sì, ci sono meno pressioni ma sono io che mi pongo obiettivi molto alti».

Quindi è contento della sua scelta.

«L’atmosfera che ho trovato a Nove è veramente entusiasmante perché comunque è un’avventura nuova ma facendo parte di un gruppo televisivo che è uno dei più grandi al mondo. E gli italiani sono più bravi in Europa. Mi sono un po’ sentito come Mike Buongiorno quando l’ha chiamato Silvio. Non con quei contratti che strappò il buon Mike ma sono contentissimo per quello che ho. Poi è normale, vengo da una esclusiva di 15 anni in Rai, è normale, è bello far parte della tv di Stato, ma ho 49 anni posso ancora fare tante cose».

Abbiamo letto su un’intervista di Alessandra Comazzi su La Stampa, che il suo sogno è condurre Sanremo.

«Sanremo è il programma degli italiani, è quello dove ti criticano tutti ma è bellissimo. Ho fatto SuperMax e Cattive compagnie lì ho avuto tutti i cantanti come ospiti: da Zucchero a Albano in 6 anni di Radio2, sono 30 anni che calco i palchi italiani, quindi, Sanremo lo vorrei fare anch’io…».

 

Erika Barbacelli

 

(Nella foto Max Giusti)