Pubblicato il 26/07/2017, 13:31 | Scritto da La Redazione

Tim: Telefonica esce di scena e Vivendi pensa a una nuova pay tv

Tim: Telefonica esce di scena e Vivendi pensa a una nuova pay tv
Ieri, nel giorno in cui scadeva il prestito convertendo sul 5,7% del capitale, Telefonica ha azzerato la partecipazione in Telecom Italia. Dopo Cattaneo sono in uscita alcuni top manager vicini all'ad. Nella jont venture con Canal+ Tim avrà la maggioranza, il progetto è comunque ancora in fase di studio. Così Francesca Gerosa su "Milano Finanza".

Telefonica azzera quota in Tim, Vivendi vuole una Canal+ italiana

Rassegna stampa: Milano Finanza, di Francesca Gerosa.

Telefonica ha azzerato la partecipazione in Telecom Italia  (Tim ). Lo ha fatto ieri nel giorno in cui scadeva il prestito convertendo sul 5,7% del capitale, emesso nel 2014 e finalizzato a ottenere l’ok all’acquisizione della brasiliana Gvt da Vivendi . Lo si è appreso dalle comunicazioni odierne della Consob sulla partecipazioni rilevanti. Il prestito è stato regolato ieri e quindi il gruppo spagnolo, entrato nel capitale di Telecom Italia  nel 2007, non ha più azioni del colosso tlc italiano.

Ieri il consiglio di amministrazione di Telecom Italia  ha approvato a maggioranza l’uscita dell’ad, Flavio Cattaneo, dal gruppo. Sarà effettiva dal 28 luglio dopo l’approvazione dei risultati del primo semestre 2017. L’accordo prevede il pagamento di una buonuscita da 25 milioni di euro, di cui 2,1 milioni sono relativi a un patto di non concorrenza della durata di un anno. Il board ha quindi avviato il piano per la ricerca del successore di Cattaneo in qualità di amministratore delegato, che dovrebbe essere definito nel cda del 27 luglio, convocato anche per l’esame della trimestrale.

I giochi, salvo sorprese, dovrebbero essere fatti: il nuovo assetto di governance prevede un triumvirato con la conferma di Arnaud De Puyfontaine alla presidenza, l’arrivo di Amos Genish (chief convergence officer di Vivendi ) come direttore generale con ampi poteri, mentre al vicepresidente, Giuseppe Recchi, andrebbe la carica di ad, con le delicate deleghe su security e Sparkle.

Con l’uscita di scena di Cattaneo in predicato di lasciare la società sono anche alcuni manager di prima linea che facevano parte della squadra dell’ad e che erano entrati in azienda subito dopo la sua nomina. In uscita, secondo quanto ha appreso l’Agi, sono Elisabetta Colacchia, responsabile dello Staff dell’Ad; Massimo Arciulo, chief pricing officer di Tim , la prima nomina ufficializzata in Telecom Italia  da Cattaneo dopo il suo insediamento. In uscita anche il consulente Francesco Micheli (risorse umane). A lasciare la compagnia telefonica, inoltre, dovrebbe essere anche Antonio Caccavale, vice president Brand&Media demand and Gruop Logistcs Transformation di Tim .

Telecom ha annunciato che ora si apre una seconda fase del piano di rilancio aziendale, che proseguirà verso gli obiettivi prefissati da Cattaneo, primo fra tutti il piano fibra. Congelato, a quanto pare, il progetto Cassiopea per la fibra nelle aree bianche lanciato lo scorso marzo, lo stesso piano che ha aperto il dissidio tra la società e il governo, il cda ha anche esaminato una proposta di joint venture con Canal+, la pay-tv di Vivendi , per creare dei contenuti da offrire in esclusiva ai clienti di Telecom Italia . Un progetto che ricorda quello un tempo ipotizzato con Mediaset  Premium e che potrebbe essere utile a partecipare alla gara sui diritti della Serie A di calcio, slittata in autunno.

Il progetto è ancora in fase di studio, ma i contorni di quella che potrebbe diventare la Canal+ italiana sembrano delineati. L’obiettivo di Vivendi  è creare un grande gruppo dell’Europa meridionale in cui convergano contenuti e tlc. Secondo quanto si apprende, a conferma di quanto riportato oggi da Les Echos, Canale+ dovrebbe essere il nome del nuovo canale premium italiano. Tim  avrà la maggioranza della joint venture, mentre alla pay-tv del gruppo Vivendi  andrà una quota di minoranza.

«Il progetto è ancora in una fase embrionale e dovrà passare al vaglio del comitato interno con la procedura delle operazioni con le parti correlate», ha detto una fonte vicina alla situazione, «ma la proposta passa attraverso la creazione di una società mista, in cui Tim  avrà la maggioranza e che prevede una serie di attività, tra cui quella televisiva». Qualcosa in più si saprà forse giovedì quando la proposta fatta dal Canal+ dovrebbe arrivare sul tavolo del cda di Tim .

Invece lo stop al progetto Cassiopea non ha impatti significativi sulle stime degli analisti. I target di copertura in fibra ritornano quelli di febbraio, ossia all’80% entro il 2017 e all’86% entro il 2018. «Man mano che cresce la copertura in fibra: 70% circa della popolazione attualmente destinata al 99% circa al 2019, è sensato che Tim  cominci a preoccuparsi ai contenuti di Tim  Vision o altre proposte. Poi andranno valutati costi e opportunità dei singoli contenuti», hanno osservato gli analisti di Equita, citando anche le ipotesi della stampa su un possibile piano di separazione della rete di Tim .

«Ci pare un tema giornalistico del momento che troviamo estremamente improbabile. Semmai, nel lungo termine, non sarebbe da escludere il conferimento di Open Fiber in Tim , alla ricerca di una razionale distribuzione dei capex», hanno spiegato alla sim. «Ma i tempi non paiono maturi nemmeno per questa soluzione. Regna una momentanea confusione fra primo azionista, management e relazioni con l’establishment. Tuttavia continuiamo a considerare che Tim  abbia un importante upside per l’estrema sottovalutazione. Tanto che sul titolo Telecom Italia manteniamo il rating buy e il target price a 1,30 euro».

E se per Banca Imi (rating buy e target price a 1,08 euro) e Banca Akros (rating accumulate e target price a 1,15 euro) la news della joint venture con Canal+ è la notizia del giorno, Morgan Stanley (rating overweight e target price a 1,2 euro) crede che il mercato accoglierà con favore il possibile ingresso nel gruppo di Amos Genish, che ha fatto il suo ingresso nel comparto telecomunicazioni con la fondazione di Global Village Telecom (GVT), all’interno del quale è stato ceo dal 1999 fino al 2015. L’obiettivo era creare un operatore di telecomunicazioni alternativo.

Al momento l’azione Telecom Italia  passa di mano in borsa a quota 0,8565 euro (+1,54%), dopo un top intraday a 0,862 euro, massimo relativo di fine maggio. I massimi dell’anno sono a quota 0,9030 euro (16 maggio).

 

(Nella foto la sede milanese di Telecom)