Pubblicato il 18/07/2017, 13:31 | Scritto da La Redazione

Pupo: La boxe è un esempio di vita contro il femminicidio

Pupo: La boxe è un esempio di vita contro il femminicidio
Il 24 luglio Giovanni De Carolis sfiderà un pugile russo e il cantante toscano prende la nobile arte come lezione di vita contro il femminicidio.

Pupo: “La vita è come un ring. Dalla boxe un esempio sul modo di comportarsi”

Rassegna stampa: Quotidiano Nazionale, pagina 29, di Pupo.

Donata, 48 anni, Bari, Maria 49 anni, vicino Caserta. Mirella, 81 anni, Roma. Manuela, 26 anni, vicino Cagliari, Antoneta, 42 anni, Montepulciano. Non sono mie amiche o mie fan. Cinque donne. Nelle ultime ore quattro di loro hanno perso la vita e una è in coma. Hanno una cosa in comune: hanno avuto la sventura di avere a che fare con la mano pesante di un compagno. Anche se le parole “mano” e “compagno” sono troppo belle per essere utilizzate in questo caso. Un compagno infelice, un compagno che non sa amare, l’ennesimo compagno che non sa gestire la propria rabbia. Conoscere i propri impulsi e saperli gestire è una virtù che andrebbe insegnata da piccoli. Una virtù che va ricercata, focalizzata, razionalizzata e sicuramente allenata. Come il saper amare.

La ricerca dell’equilibrio tra istinto e autocontrollo è una danza costante, un’arte raffinata, nobile. Come la boxe. Ho letto che c’è un riavvicinamento alla boxe, a questa disciplina antica, per certi versi primitiva e ancestrale. Sarà forse un caso che questo fenomeno coincida con un periodo in cui le relazioni, con se stessi e con gli altri, sono troppo mediate dalla tecnologia. Si fa fatica a esprimere le nostre paure più profonde e a gestire la frustrazione. La boxe attrae il manager, l’operaio, l’anziano, il bambino, le donne, forse perché ripropone un rapporto a due molto semplice, paritario: in un piccolo spazio, nudi con solo due guantoni, ci si studia e ci si riconosce nella paura dell’avversario, si combatte, ma ci si rispetta. Si conosce e si gestisce la propria forza, anche nell’espressione della rabbia. O almeno così dovrebbe essere.

Nella sua migliore espressione, la boxe è un ottimo insegnamento di sacrificio, rigore, umiltà e rispetto. Chissà cosa accadrebbe se quei “compagni violenti” che non sanno amare fossero mandati obbligatoriamente a scuola di boxe. Lunedì 24 luglio, a Roma, ci sarà un match appassionante di boxe tra Giovanni De Carolis, un campione romano e un pugile russo. Una bella serata di sport, con grandi ospiti a partire da Fabio Caressa che commenterà il match, Diletta Leotta, Giuseppe Cruciani, Alessandro Borghese e Iginio Massari.

Non potrò essere lì perché anche io sarò sul mio “ring” di fronte a molti fans russi per un concerto. Tiferò per Giovanni, ma tiferò soprattutto per la boxe, perché quei compagni violenti possano imparare finalmente come ci si comporta sul ring della vita.

 

(Nella foto Giovanni De Carolis)