Pubblicato il 29/06/2017, 19:30 | Scritto da Gabriele Gambini

Video – Franca Leosini: Storie Maledette racconta una parte d’Italia

Video – Franca Leosini: Storie Maledette racconta una parte d’Italia
Franca Leosini racconta a TvZoom i tratti distintivi di Storie Maledette, su Rai3: l'uso del linguaggio, l'importanza della cronaca nera nel racconto dell'Italia, i casi più eclatanti.

Franca Leosini: “A Storie Maledette, il mio uso del linguaggio non è ricercato. Io le parole non le ricerco, le possiedo”

Annunciano il suo nome durante la presentazione dei palinsesti Rai e in sala scatta il boato: standing ovation generale di stampa e pubblico tutto, c’è chi si spella le mani fino a farsi venire i calli. Franca Leosini sorride, saluta, poi ai nostri microfoni non nasconde un po’ di commozione orgogliosa: «Sono nel cuore degli spettatori perché loro sono sempre nel mio. Quest’affetto vicendevole gratifica il mio lavoro». E il suo lavoro si chiama Storie Maledette, su Rai3, affabulazione psichica per i leosiners – così è chiamato il suo seguito di ammiratori sui social – strumento di divulgazione culturale che fa della cronaca nera una leva per raccontare l’Italia.

«Attraverso i delitti si può capire un pezzo di Paese, la storia d’Italia si fa anche con la ricostruzione ambientale di un percorso che ha portato al compimento di un omicidio». Soprattutto perché il suo programma non è solo la descrizione di un fatto. È la ricomposizione puntuale di vicende umane, psicologiche, giudiziarie. «Penso a casi come quello di Marco Mariolini, Il collezionista di anoressiche, o de Il nano di Termini: entrambi sono stati portati sul grande schermo nei film di Matteo Garrone, Primo amore e L’imbalsamatore, per la loro incredibile portata narrativa e sociale», prosegue, «oppure il caso di Adele Mongelli, che uccise il suo amante, più giovane di ventisei anni. Un tempo solo gli uomini avevano amanti giovani, oggi accade anche il viceversa, e su questo caso ruota una parte importante dell’evoluzione femminile».

Grande attenzione dunque alla scelta della tematica su cui costruire un racconto, ma anche all’uso sapiente dei vocaboli con cui Franca Leosini incalza gli intervistati di puntata in puntata, generando autentici cult linguistici: «Non è una scelta ricercata. Io le parole non le ricerco, le possiedo. Chi fa il mio mestiere deve mescolare la fantasia a una buona cultura di base, l’inventiva per un autore è tutto».
GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

 

Gabriele Gambini

 

(Nella foto Franca Leosini)