Pubblicato il 11/05/2017, 19:30 | Scritto da Gabriele Gambini

Video – Stefano Accorsi: Ho sognato che Berlusconi era mio padre

Video – Stefano Accorsi: Ho sognato che Berlusconi era mio padre
L’attore, ai microfoni di TvZoom, presenta la serie tv “1993” (in onda su Sky Atlantic dal 16 maggio) e racconta come viveva appena ventenne i primi anni ’90.

Stefano Accorsi: “La serie 1992 è stata venduta in cento Paesi del mondo”

Bettino Craxi rischia il linciaggio della folla inferocita davanti all’hotel Raphael, a Roma. Antonio Di Pietro da Milano guida il pool di Mani Pulite determinando lo spartiacque tra Prima e Seconda Repubblica. Il leghista Luca Leoni Orsenigo sventola un cappio a Montecitorio, inebriato dalla foga forcaiola. Umberto Bossi semplifica il linguaggio della politica e mette sul piatto rivendicazioni territoriali, fino a prima impensabili. Silvio Berlusconi medita la discesa in campo. Cosa Nostra inizia una serie di attentati per intavolare una trattativa con lo Stato, in un momento di vuoto di potere.

1993 comincia dove era finito 1992, gioca la carta della ricostruzione storica di un periodo cruciale per l’Italia, raccontando fatti reali col filtro dei personaggi di fiction. Ritrova i suoi protagonisti, frutto della penna degli sceneggiatori e della regia di Roberto Gagliardi: Leonardo Notte (Stefano Accorsi), rampante di Publitalia, lente d’ingrandimento per comprendere il ruolo politico di Berlusconi, Veronica Castello (Miriam Leone), soubrette sempre più tormentata e ripiegata su se stessa, chiave per esplorare la tv commerciale al culmine della sua esplosione. E poi Pietro Bosco (Guido Caprino), leghista che intreccia la sua avventura politica col suo amore per Veronica, il poliziotto sieropositivo Luca Pastore (Domenico Diele), collaboratore di Di Pietro (Antonio Gerardi) determinato nello scoperchiare lo scandalo delle tangenti nella sanità, a causa del quale ha contratto la malattia. Bibi Mainaghi (Tea Falco) indecisa se riprendere in mano le redini dell’impero di famiglia.

Se la scommessa, con 1992, era far metabolizzare al pubblico il racconto di un periodo storico reale attraverso una sottotraccia narrativa inventata ma complice inconsapevole di ogni avvenimento, in 1993 gli spettatori hanno già confidenza con storia e personaggi. Per questo la narrazione si fa più rigorosa, le tinte più oscure, i canoni del thriller giudiziario si fondono a quelli del noir tradizionale. Abiti, scenografie, musiche, piccole chicche di costume (dal Bagaglino al salotto di Gustavo Rol), emergono più particolareggiati e meno stereotipati rispetto alla stagione precedente.

E il deus ex machina della serie prodotta da Wildside, in onda ogni martedì dal 16 maggio alle 21.15 su Sky Atlantic per otto puntate, è lui, lo Stefano Accorsi che ha sviluppato il progetto (1992 è stato venduto in oltre 100 Paesi del mondo) e che interpreta il machiavellico Leonardo Notte: un tempo giovanissimo militante della sinistra studentesca per ribellione nei confronti dell’autorità paterna (momenti che in precedenza non erano stati svelati, rievocati da alcuni flashback fin dalla prima puntata), lo ritroviamo ancora ombroso nell’animo, legato ad Arianna (Laura Chiatti), e braccio destro di Silvio Berlusconi, deciso a favorirne la discesa nell’agone politico.

Ai microfoni di TvZoom, l’attore spiega l’evoluzione del suo personaggio rispetto a 1992 e anticipa la terza stagione, 1994, in un’ideale ricostruzione dei tre periodi della Rivoluzione Francese: rivoluzione, terrore, restaurazione. Non rinunciando a raccontare un aneddoto gustoso: «Quando ero giovanissimo e Berlusconi aveva appena annunciato la nascita di Forza Italia, una notte sognai che fosse mio padre. Quel sogno mi destabilizzò parecchio, perché io non votai per lui, ricordo tutto ancora adesso come se fosse accaduto ieri».

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Gabriele Gambini

 

(Nella foto Stefano Accorsi)