Pubblicato il 26/04/2017, 11:34 | Scritto da La Redazione

Vincent Bolloré: L’Italia è strategica per Vivendi

Vincent Bolloré: L’Italia è strategica per Vivendi
All’assemblea degli azionisti il presidente del gruppo spiega che Telecom e Mediaset sono cruciali per i piani sui media. Vivendi dovrà comunicare all’AgCom entro 60 giorni come procedere per ridurre la propria partecipazione in Telecom o Mediaset.

Vincent Bolloré: “La presenza in Italia è strategica”

Rassegna stampa: Corriere della Sera, di Stefano Montefiori.

«Il meglio deve ancora venire», dice in italiano Vincent Bolloré, presidente di Vivendi, chiudendo l’assemblea degli azionisti che lo hanno riconfermato alla guida del gruppo francese dei media. Una lunga riunione che si è svolta all’Olympia – «la sala dove suonarono i Beatles!», ricorderà poi l’amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine – tra le promesse di rilancio della pay tv Canal Plus, gli ottimi risultati del gigante della musica Universal (che ha in catalogo dai Rolling Stones a Jacques Brel a Drake) e la lamentela finale di un piccolo azionista a proposito delle due bottiglie di vino — bianco e rosé — promesse in omaggio.

Il punto vero però, non solo per gli osservatori italiani, era capire che cosa Vivendi intenda fare in Italia, dove è primo azionista di Telecom Italia con il 23,9% e secondo azionista di Mediaset (dopo la famiglia Berlusconi) con il 28,8%; deve però ridurre la partecipazione in una delle due società in base a quanto ha stabilito l’Agcom il 18 aprile scorso. «Siamo diventati i primi azionisti di Telecom Italia per ampliare la nostra presenza in Italia che consideriamo strategica per creare un campione latino dei media», ha spiegato Arnaud de Puyfontaine. «Creazione e distribuzione dei contenuti sono le due forze motrici del gruppo», ha aggiunto evocando la tendenza del settore alla convergenza. «Le nostre ambizioni in Italia restano invariate».

Bolloré ha ribadito che Telecom Italia e Mediaset sono cruciali per i piani del gruppo, che punta da tempo alla nascita di una cosiddetta Netflix latina, una piattaforma di distribuzione di contenuti che sia «complementare» con quelle anglosassoni. I primi contorni di questa idea sono stati presentati un anno fa nella stessa occasione e nella stessa sede, l’Olympia di Parigi. Nel frattempo il progetto non sembra essere avanzato molto ma «in Italia non c’è stata alcuna battuta d’arresto, per quello che facciamo ci vuole tempo, Roma non si è costruita in un giorno», ha detto Puyfontaine. Quanto a Mediaset, in particolare, «non è cominciata benissimo ma il nostro obiettivo è creare una relazione costruttiva e perenne», ha aggiunto Bolloré. «La legge Gasparri dice che non abbiamo diritto ad avere il controllo delle due società. Non abbiamo capito come possiamo avere il controllo di Mediaset che è controllata dalla famiglia Berlusconi. Noi comunque certamente ottempereremo a quello che ci viene chiesto e faremo il necessario».

In che modo? «Faremo qualche proposta su misure di rimedio a tempo debito», assicura Arnaud de Puyfontaine. Vivendi dovrà comunicare all’AgCom entro 60 giorni come procedere per ridurre la propria partecipazione in Telecom o Mediaset, per adeguarsi alle sue richieste entro 12 mesi. Sul nuovo presidente di Telecom Italia «decideremo dopo l’assemblea del 4 maggio, quando si insedierà il nuovo consiglio di amministrazione», ha detto Puyfontaine, da molti indicato come l’uomo pronto a sostituire il presidente attuale Giuseppe Recchi.

(Nella foto VincentBolloré)