Pubblicato il 31/03/2017, 17:34 | Scritto da Tiziana Leone

Dai Fatti Vostri agli Scazzi Nostri: Volpe e Magalli scatenati

Dai Fatti Vostri agli Scazzi Nostri: Volpe e Magalli scatenati
Da che parte stare? Con Magalli, che per il piacere di una battuta andrebbe volentieri in galera o con la Volpe che infila un'intera generazione di femmine pur di accusarlo di sessismo?

Da qualche giorno Giancarlo Magalli e Adriana Volpe se le danno di sana ragione via Facebook

Se continua così I Fatti vostri arriveranno al 50% di share. Perché ormai c’è gente che darebbe la nonna, la madre e pure la sorella per vedere trasformati i soporiferi Fatti Vostri nei più allettanti Scazzi nostri. Quelli tra i due conduttori Giancarlo Magalli e Adriana Volpe. Altro che il trash di Uomini e donne, Giancarlo Magalli is the new Tina Cipollari, con un tocco di eleganza in più. Qui ormai siamo alla sublimazione dell’io sono meglio di te, tu sei più vecchio di me, tu lavori da più tempo di me e ti dico io perché. Insinuazioni, mezzi termini, offese, il sessismo che spunta dietro le quinte, rimasto incollato nella lista dell’Est di Paola Perego risbuca dalla scenografia di Adriana Volpe che ha bollato il collega come un maschilista, omofobo, sessista, dopo che lui aveva insinuato giusto una cosetta: «Le donne si sentirebbero insultate se sapessero come fai a lavorare da 20 anni».

Non tutte, probabilmente. Una parte si sentirebbe solidale, ammesso che Magalli intendesse dire quel che tutti noi, sani di mente e conoscitori del mezzo televisivo, abbiamo capito. Ma lasciamo che il ragionevole dubbio resti lì ad allietarci queste giornate primaverili, perché in alternativa non resta che attaccarci a Morgan e Boosta che sbroccano ai ragazzi di Amici e onestamente ridateci Mara Maionchi che dà del deficiente a Bastianich. In effetti l’armonia che regna nel piccolo schermo è quasi uguale a quella tra i leoni e gli gnu della savana.

Ma tornando ai sani Scazzi nostri è chiaro che ormai il rapporto tra i due conduttori è giunto al capolinea di una convivenza durata nove anni, otto più del necessario, a occhio. Tra il tacere e il parlare Magalli ha sempre scelto la seconda opzione, con l’aggiunta della perfidia a lui tanto cara, talvolta confusa con schiettezza, altre volte con scomode verità che il bon ton dell’etere non consente. Dunque chi vince?

Magalli, che tanto onesto pare, ma scivola su luoghi comuni che luoghi comuni a volte non sono, ma indovina cosa sono? O la Volpe che tira in ballo la figlia, la figlia della figlia anche se ha ancora dieci anni, la nonna della futura nipote pur di sottolineare che Giancarlo nostro ha esagerato con quella frase così sessista, oddio mio, ma come si è permesso? A voi l’ardua sentenza.

Non sia mai che sia io a levarvi il gusto di decidere rivedendo quei fantastici momenti televisivi o rileggendo il botta e riposta tra i due che continuano a rinfacciarsi tutto il rinfacciabile via Facebook senza che a nessuno dei due venga in mente che esiste il telefono. Che poi se si chiamassero probabilmente Magalli pubblicherebbe la conversazione un minuto dopo aver attaccato. E noi tutti lì a sperare che lo faccia.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Adriana Volpe e Giancarlo Magalli)