Pubblicato il 23/03/2017, 17:03 | Scritto da Andrea Amato

Paolo Bonolis: altri due anni in Mediaset. Sanremo? Dipende

Paolo Bonolis: altri due anni in Mediaset. Sanremo? Dipende
Il presentatore ha annunciato oggi, insieme a Piersilvio Berlusconi, l’accordo siglato con il Biscione per il prossimo biennio. Sul Festival porta aperta, purché la Rai decida di traslocare dal teatro Ariston.

Paolo Bonolis: “Ho parlato con Antonio Campo Dall’Orto: farei Sanremo, ma non al teatro Ariston”

Paolo Bonolis, insieme ai vertici Mediaset capitanati da Piersilvio Berlusconi, ha annunciato di aver siglato un accordo con Cologno Monzese per altri due anni. Il conduttore riporterà in prima serata su Canale 5 Peter Pan, Ciao Darwin, Scherzi a parte e Music. Continuerà il preserale Avanti un altro! e poi su Italia 1, sempre in prime time, una rivisitazione de Il senso della vita. Questi i termini dell’accordo che legherà il conduttore romano fino al 2019 con il Biscione: «Ho lavorato bene anche in Rai, ma a Mediaset è più facile, perché gli interlocutori sono sempre gli stessi, mentre in viale Mazzini cambiano continuamente», ha dichiarato Paolo Bonolis.

Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5, ha sottolineato gli ascolti dei programmi dell’uomo di punta di Cologno Monzese: «Scherzi a parte ha fatto il 26% di share media, Ciao Darwin il 27%, Music il 20% e Avanti un altro! il 21%». Poi Bonolis ha continuato: «Ho trattato solo con loro e Rai, ma la proposta di Mediaset era più funzionale alle mie esigenze di vita. Con Sky non ho mai parlato, a parte una volta con un tecnico perché non riuscivo a vedere la partita», scherza il conduttore. «Devo dire che la possibilità del tetto salariale a 240mila euro in Rai anche per gli artisti ha influito sulla mia scelta», ha detto Paolo Bonolis con onestà.

Poi si è parlato, inevitabilmente del Festival: «Se Paolo vorrà andare, com’è stato quest’anno con Maria De Filippi, noi non ci opporremo: Sanremo è un evento importante del costume italiano, tant’è che noi non controprogrammiamo mai nulla di incisivo, anche per ragioni commerciali», ha detto Piersilvio Berlusconi. «Sì, ma io non andrei gratis come Maria De Filippi», ha specificato Bonolis, che poi è entrato nel dettaglio della questione: «Tornerei al Festival, ma per cambiarlo, anche perché ormai si è fatto tutto quello che si poteva fare dentro il teatro Ariston. Per innovare servirebbe una nuova location, che dia la possibilità di raccontare la musica anche attraverso nuove tecnologie. Ne ho parlato con Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale Rai, vedremo cosa succederà».

L’ultima battuta è dedicata alla polemica sulla chiusura di Parliamone Sabato su Rai 1 della collega e amica Paola Perego, moglie del suo agente Lucio Presta: «Non mi sembra sia successo niente di grave, dietro la chiusura c’è altro, dinamiche di forza aziendali. Se il programma avesse fatto il 20% di share nessuno l’avrebbe toccato». Da oggi è evidente che l’intrattenimento di Mediaset poggerà su due colonne portanti, pagate care, ma molto redditizie: Paolo Bonolis e Maria De Filippi, che di fatto cannibalizzano le prime serate di Canale 5 per i prossimi anni.

 

Twitter@andreaaamato

 

(Nella foto, da sinistra, Piersilvio BerlusconiPaolo Bonolis)