Pubblicato il 11/02/2017, 11:02 | Scritto da Francesco Sarchi

Sanremo – Pagelle: Bene Mannoia, benissimo Turci. Albano, Ron e D’Alessio eliminati

Sanremo – Pagelle: Bene Mannoia, benissimo Turci. Albano, Ron e D’Alessio eliminati
TvZoom dà i voti alla quarta serata del Festival 2017, con tutti i big rimanenti in gara e i quattro finalisti dei giovani. Fra conferme, qualche momento di noia e sorprese. Quattro i big eliminati, non senza polemiche.

Al Bano, Ron, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri sono gli altri eliminati dal Festival

La quarta serata del Festival di Sanremo del duo Conti-De Filippi è andata, tutti e venti i big ancora in gara si sono esibiti e non sono mancate le eliminazioni a sorpresa (fra il disappunto del pubblico dell’Ariston). Fra i giovani vince Lele con la sua Ora mai. Se la finale delle nuove proposte è stata a totalità maschile, fra i big sono state le donne a brillare.

Leonardo Lamacchia voto 5,5: un passo indietro rispetto a mercoledì sera, arriva quarto su quattro.

Lele voto 7,5: «Eccolo, il solito che esce da Amici e arriva a Sanremo senza avere le qualità per farlo», pensiero che accompagna la quasi totalità degli ex allievi del talent di Maria De Filippi e, invece, il ragazzo c’è e ci sa fare. E si sente.

Maldestro voto 6,5: secondo classificato, arriva a Sanremo Giovani dopo una lunga gavetta, talentuoso e capace.

Francesco Guasti voto 5,5: ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Non è proprio una nuova proposta a tutti gli effetti (aveva già partecipato l’anno scorso). La proposta ha ricevuto una risposta negativa, pur migliorando il risultato dell’anno scorso.

#FacciaDaFestival voto 4: all’inizio poteva risultare simpatica come idea, purtroppo i conduttori ripropongo la finta dentatura più volte nel corso della serata, quando la seconda volta era già una di troppo.

Ron voto 4,5: l’eliminazione fa rumore, ma non poteva essere altrimenti. Da un ex vincitore ci si aspettava molto di più.

Chiara voto 7: la sua canzone s’intitola Nessun posto è casa mia, eppure la sensazione è che il palco sia casa sua. Bella voce e bella canzone.

Samuel voto 6,5: si sta giocando molto bene le sue carte da solista e la partecipazione a Sanremo senza i Subsonica.

Al Bano voto 5: viene eliminato e l’Ariston fischia la decisione. Anche durante la sua esibizione si è avuta per tutto il tempo l’impressione che potesse sedersi per cinque minuti senza dire niente e avere, comunque, il teatro ai suoi piedi. La voce non è più quella di una volta e nelle note più basse si sente.

Ermal Meta voto 5,5: tratta un tema importante, come la violenza domestica, ma la sua canzone, probabilmente, non verrà ricordata a lungo. (Ma spero di sbagliarmi.)

Maurizio Crozza voto 5,5: l’audio del collegamento non era dei migliori e ha fatto perdere un paio di battute del comico, che comunque ha vissuto serate migliori. Apprezzabile quella sulla “presunta” trattativa Conti-Mediaset.

Michele Bravi voto 6: il ragazzo c’è, è bravo, ma manca di qualcosa. Citando De Gregori «il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette…».

Marica Pellegrinelli voto 7: finalmente una valletta! In quest’edizione in cui le quote rose sono dominate da sua maestà Maria (brava come pochi, ma non esattamente una fotomodella), la moglie di Eros Ramazzotti è come acqua nel deserto per il pubblico maschile (e per quella parte di donne che vuole poter commentare gli abiti visti sul palco).

Fiorella Mannoia voto 8: quando oltre alla bravura c’è anche il carisma. Non si può che ammirare l’esibizione di questa donna che, come il vino buono, con gli anni migliora.

Clementino voto 4: il rap, per sua natura, dovrebbe essere anni luce lontano da una kermesse come il Festival di Sanremo. Per poterlo portare sul palco dell’Ariston devi essere molto bravo e/o avere un testo che colpisca gli spettatori e Clementino non soddisfa nessuno di questi criteri.

Antonella Clerici voto 3,5: ok che questa sera per gli ospiti si è andati al risparmio, ma la marchetta al suo programma che partirà la prossima settimana è stata una delle cose più noiose di cui abbia memoria.

Lodovica Comello voto 7,5: lei è brava, la canzone è bella e, insieme, sono una ventata d’aria fresca dopo Clementino e la Clerici. L’emozione la tradisce e, finita l’esibizione, si dimentica di prendere i fiori donati da Carlo Conti, tornando subito dietro le quinte.

Gigi D’Alessio voto 6: eliminato immeritatamente, a parer mio. Canzone dal testo importante e tutto sommato piacevole, forse la migliore della sua carriera. Forse viene punito dalla fama di «pesantone neomelodico».

Virginia Raffaele voto 7: bella e brava, brava e bella. Imita Sandra Milo senza risparmiare allusioni piccanti e frecciatine sulle (numerose) liaison avute in passato dall’attrice. Una spallata al politically correct che, di solito, domina il Festival. Ottima la sua esibizione con i “bambini canterini” del coro dell’Antoniano.

Paola Turci voto 8,5: come sopra. Conferma quanto di buono fatto vedere nelle due serate precedenti, la sua carica rock non passa inosservata. Per la terza sera consecutiva regala all’Ariston e al pubblico a casa Un’emozione NON da poco.

Marco Masini voto 5: veramente poca cosa, si fa notare solo per un completo che ricorda più l’armatura di Iron Man che un abito elegante.

Francesco Gabbani voto 7: leggero, divertente e simpatico. Non è da tutti presentarsi vestito da gorilla sul palco dell’Ariston e lui lo fa, dimostrando sfrontatezza e sicurezza nei propri mezzi, necessarie per non colpire il pubblico. Pregevole il balletto, da riutilizzare nei villaggi turistici per il risveglio muscolare.

Luca Zingaretti voto 5: come per la Clerici, con la differenza che lui e Montalbano non hanno alcun bisogno della marchetta, ne esce un intervento più sopportabile rispetto a quello della conduttrice. In effetti l’unico modo per risultare ancora più noioso come intervento sarebbe stato essere Antonella Clerici.

Michele Zarrillo voto 6: il voto è di stima perché la voce è notevole, ma la canzone è proprio anonima.

Bianca Atzei voto 6: anche qui il voto è di stima per lei più che per la canzone, perché di fronte a tante emozioni finte finalmente le lacrime vere, di emozione, durante un’esibizione. Le sue sono per il suo amore Max Biaggi, presente nelle prime poltrone e prontamente inquadrato dalla regia.

Giorgio Moroder voto 6,5: presidente della giuria di qualità e vincitore del premio alla carriera, il voto è il risultato della media fra il 10 a lui e il 3 dell’esibizione in suo onore, totalmente anonima e che, nonostante le promesse di trasformare l’Ariston in una discoteca, ha fatto guardare l’orologio ai più, nella speranza che finisse presto.

Sergio Sylvestre voto 6,5: il ragazzone è bravo, ha una voce che segna chi l’ascolta, non sarebbe una sorpresa se andasse sul podio.

Elodie voto 6: molto brava, ma per tutta l’esibizione ho avuto una sensazione di deja vù potentissima.

Fabrizio Moro voto 7: bella la sua canzone, molto bravo lui, ho solo una dubbio: la parola Ipocondria l’ha inserita nel testo per scommessa? Credo sia la prima volta per una delle parole meno musicali della lingua italiana al Festival.

Giusy Ferreri voto 3: non sono mai stato un suo fan, ma l’esibizione di stasera mi ha convintoa a cambiare canale, d’ora in poi, quando sentirò la sua voce alla radio.

Alessio Barnabei voto 3,5: il mezzo voto in più rispetto a Giusy Ferreri è dato dal fatto che non sia stato eliminato, anche se non so quanto questo sia un bene, per lui e per noi.

Robin Schulz voto 6: al Festival della Canzone Italiana un DJ tedesco come ospite. Fa il suo compitino senza infamia e senza lode.

DopoFestival voto 10: la Gialappa’s Band e Nicola Savino sono una bella squadra, non c’è che dire, un’altra puntata impeccabile. Se il presentatore avesse un po’ più di carisma sarebbe curioso vederli direttamente sul palco dell’Ariston, ma non è una qualità che si trova per strada e, purtroppo, ci accontentiamo del Dopofestival.

Beppe Vessicchio voto 10: la risposta alla Morettiana domanda «mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». La sua assenza al Festival è un caso social. Questa sera, infatti, la sua presenza tra il pubblico non è passata inosservata e Carlo Conti e tutto l’Ariston gli hanno tributato un doveroso applauso. Notevole anche il selfie con Alba Parietti.

Netflix voto 10+: come? Il voto più alto a loro? Ma se il Festival era sulla Rai! Sì, il Festival era su mamma Rai, ma Netflix, con una strategia di comunicazione assolutamente geniale, ha dominato i social in questi giorni con un teaser trailer dedicato a Stranger Things (di cui ha da poco comunicato la data di uscita della seconda stagione) con protagonista nientemeno che… il sopracitato Maestro Vessicchio! Nella serata di ieri, inoltre, ha pubblicato sui propri account la foto visibile all’inizio dell’articolo, rappresentante Carlo Conti alle prese con Bojack Horseman, il protagonista di una delle serie di maggior successo del servizio di Video on Demand. Quando andare in scia a volte conviene.

Leggi qui le pagelle della prima serata, della seconda e della terza.

 

Francesco Sarchi

 

(Nella foto la schermata con gli eliminati)