Pubblicato il 27/01/2017, 15:33 | Scritto da Andrea Amato

Angelo Borra: è morto il padre delle radio libere italiane

Angelo Borra: è morto il padre delle radio libere italiane
Aveva 77 anni e nel 1975, a soli 22, aveva fondato Radio Milano International, la prima radio privata italiana, poi diventata 101. Ecco il ricordo dei suoi “figli” dell’etere: da Gerry Scotti a Claudio Cecchetto.

Gerry Scotti: “Addio Angelo, inguaribile sognatore. Hai reso realtà il sogno di un’intera generazione: grazie”

Ieri sera è morto Angelo Borra, aveva 77 anni, nome che ai più non dirà molto, ma senza di lui oggi forse le radio private sarebbero diverse. O forse sarebbero arrivate in Italia con anni di ritardo. Nel 1975, insieme al fratello Rino e ai fratelli Cozzi, ha dato vita a Radio Milano International, la prima radio “libera”, come si diceva allora, in pieno monopolio Rai, poi diventata 101 One-O-One. Dall’appartamento di via Locatelli a Milano, sede storica della radio, in quarant’anni sono passati tutti i più grandi: Claudio Cecchetto, Gerry Scotti (leggi qui), Linus, Albertino, Gigio D’Ambrosio, Leopardo, Federico l’Olandese Volante, Kay Sandwik, gli Squallor, Fausto Terenzi, Paolo Dini, Massimo Oldani, Massimo Braccialarghe, Luca Dondoni, Massimo Valli, Paolo Cavallone Dario Desi, per citarne solo alcuni e per non parlare delle decine di tecnici e professionisti dell’etere che ha forgiato negli anni. Un uomo anche controverso, che nel 2003 finisce in carcere in seguito alla vicenda chiamata Scandalo dei fallimenti, e che porta proprio al fallimento della sua creatura, acquistata poi da Mondadori e trasformata nell’attuale R101, oggi di proprietà di Mediaset (leggi qui).

I messaggi dei suoi “figli” radiofonici oggi sono sentiti e commossi, perché nonostante tutto ad Angelo Borra si deve il merito di aver rivoluzionato un mondo. A soli 22 anni.

Gerry Scotti: «Addio Angelo, inguaribile sognatore. Hai reso realtà il sogno di un’intera generazione: grazie».

Claudio Cecchetto: «Ciao Angelo ti devo tutto… ti dobbiamo tutto».

Massimo Oldani: «Il mio primo editore. Lettera aperta ad Angelo Borra. “Grazie”».

Luca Dondoni: «Si chiude un libro nella biblioteca della mia vita. # AngeloBorra #RMI ha significato molto per me e per tanti. Riposa in pace Angelino».

Gigio D’Ambrosio: «È difficile per me trovare le parole. Quando avevo 16 anni mi ha dato una possibilità che è diventata il lavoro della mia vita. Per 30 anni ho vissuto al suo fianco una avventura straordinaria e irripetibile. Troppe cose da ricordare. Troppi momenti indimenticabili. Grazie di tutto Angelo. Sei nel mio cuore. R.I.P.».

 

Twitter@andreaaamato

 

(Nella foto Angelo Borra)