Pubblicato il 05/09/2016, 19:01 | Scritto da Gabriele Gambini

La vita da roadie diventa una serie tv, mentre Jennifer Lopez torna col marito e Sharone Stone incontra Walter Nudo

La vita da roadie diventa una serie tv, mentre Jennifer Lopez torna col marito e Sharone Stone incontra Walter Nudo
Una carrellata di novità seriali targate Premium che vedono protagoniste, tra gli altri, Uma Thurman, J.Lo nei panni di una poliziotta corrotta, Sharon Stone nei panni del Presidente USA e Melissa George in quelli di una chirurga con problemi sentimentali.

La serie-evento Roadies di Cameron Crowe e J.J. Abrams su Premium Stories prossimamente. Dietro le quinte della musica rock con gli operai che allestiscono i palchi dei concerti

Spendono la loro vita dietro al palco. Appena sfiorati dalle luci della ribalta. Perché il loro è un lavoro oscuro: organizzare il live, preparare la strumentazione, assecondare desideri, richieste, anche quelle più improbabili. Insomma, fare tutto il possibile affinché la rockstar di turno possa eseguire il miglior concerto della carriera. Quello che lo potrebbe trasportare all’istante nell’Olimpo della musica popolare. Sono i “Roadies”, gli operai del rock. E a loro Cameron Crowe dedica il suo nuovo progetto: una serie televisiva, prodotta con J.J. Abrams, in arrivo su Premium Stories prossimamente. Si tratta dell’adattamento per il piccolo schermo del suo Almost Famous, Quasi famosi, la commedia del 2000 che lo ha consacrato come uno dei migliori interpreti della connessione tra cinema e rock. «Mentre Almost Famous raccontava delle groupies, le celebri ragazze disposte a tutto al seguito delle band, Roadies è incentrato sui tecnici che lavorano con il gruppo», spiega Crowe, incontrato al Peninsula Hotel di Beverly Hills. «Ho tratto ispirazione soprattutto dalle mie esperienze nella redazione della rivista Rolling Stone: ho iniziato la mia carriera come giornalista e, scrivendo di musica e rock, ho collezionato tutti quei ferri del mestiere che poi mi hanno permesso di scrivere sceneggiature e di dirigere film. Il mio debito nei confronti di quel mondo musicale e del rock in particolare è immenso. Questa serie tv è un omaggio a un mio antico e sempre presente amore: il rock». Amore che Crowe aveva già portato sullo schermo con il suo cult del 1992, quel Singles che contribuì a far esplodere nel mondo la grunge-mania. E poi con Twenty, il docu-film sulla storia dei Pearl Jam, girato nel 2011. Per la serie televisiva, racconta, «io e J.J. volevamo combinare musica e commedia, un po’ come ha fatto Garry Shandling nel Larry Sanders Show, serie della HBO che esamina il dietro le quinte di un popolare talk show. Sarebbe stato esilarante, abbiamo pensato, avere musicisti capaci di recitare, e comici capaci di suonare – o far finta di – e imbastire un retroscena di una spettacolare scena, il concerto rock». La serie sconfina nel reale, in Roadies appaiono musicisti famosi: una su tutte, Taylor Swift. «Cameron è nel suo cuore un giornalista e da quando era giovane ha raccolto quaderni e quaderni di note su ogni intervista che ha fatto» commenta J.J. Abrams. «Ci conosciamo da una vita e mi parla di questa idea sul mondo della musica da anni, da prima che Obama diventasse presidente. Ama la musica più di qualunque musicista io abbia incontrato. È quella passione che volevo vedere sullo schermo». Ancora Crowe: «Vogliamo portare lo spettatore dentro la costruzione di un rock show itinerante come se fosse una sorta di reality. Ci chiediamo, e cerchiamo di rispondere: chi è la persona che canta quella canzone, ma soprattutto, chi è quella persona di cui parla la canzone? Non sarebbe bello scoprire i retroscena di ogni creazione musicale? Chi è questa persona dietro la rockstar? C’è la persona sul palco che attira l’attenzione di migliaia di fan: ma chi c’è dietro tutto ciò? Ecco, a me hanno sempre interessato i retroscena, Roadies sviluppa la sua narrazione da quel punto di vista. Chi c’è dietro le quinte? Chi c’è dietro un successo? Che cosa c’è sotto la superficie della nostra coscienza? Insomma, sì, faccio a mio modo psicoanalisi», continua, in un articolo di Silvia Brizio per La Repubblica.

Jennifer Lopez (Shades of Blue, dal 22 settembre su Premium Crime), dopo la separazione dal Toy-Boy torna dall’ex marito Marc Anthony.

Jennifer Lopez, dopo la separazione dal toy-boy Casper Smart, torna dall’ex marito Marc Anthony. Un ritorno di fiamma – seppure per ora musicale – avvenuto venerdì sera tra lo stupore di tutti, sul palco del Radio City Music Hall di New York, dove la coppia ha intonato, tra sorrisi complici, la propria hit spagnoleggiante No Me Ames. Dopo l’esibizione che ha mandato in visibilio il pubblico presente, Anthony – apparso assai sorpreso dalla presenza della Lopez – ha apostrofato l’ex moglie con l’appellativo di “Regina”. I sospetti che tra la coppia ci sia una sorta di riavvicinamento risiedono nel post che lo stesso Anthony ha pubblicato poco ore dopo l’esibizione, dove appare una foto della coppia con i gemelli nati dalla loro relazione. I due sono stati sposati per 10 anni. Jennifer Lopez è attualmente impegnata – sia come protagonista, sia come produttrice – nella serie Shades of Blue, in arrivo in Italia su Premium Crime dal 22 settembre.

Sei serie tv nuove di pacca a settembre su Premium. Da Shades of Blue con Jennifer Lopez a The Slap con Uma Thurman, da Agent X con Sharon Stone al medical sentimentale Heartbeat, il catastrofico Containment e il drama – con giallo – Game of Silence.

CONTAINMENT – PREMIUM ACTION, DAL 15 SETTEMBRE, OGNI GIOVEDI IN PRIMA SERATA.
Basata sulla serie belga Cordon di Carl Joos ambientata ad Anversa, la versione americana vanta la firma di Julie Plec, già dietro al cult The Vampire Diaries. Ad Atlanta, in Georgia, scoppia una tremenda epidemia e la città viene sottoposta a quarantena. La sopravvivenza di 4000 persone rimaste bloccate all’interno della zona delimitata genera sospetti, solidarietà, follie collettive. Tra le storie spicca quella di Lex Carnahan (David Gyasi), un ufficiale della polizia di Atlanta che cerca di mantenere la pace tra le strade della città rimanendo però all’esterno della zona chiusa, mentre la fidanzata Jana (Christina Moses) è bloccata all’interno. David Nutter – già dietro il successo di X-Files – è il produttore esecutivo e regista della puntata-pilota.

GAME OF SILENCE – PREMIUM STORIES, DAL 21 SETTEMBRE, OGNI MERCOLEDI’ IN PRIMA SERATA.
Basata sulla serie turca Suskunlar, a sua volta tratta da una storia vera avvenuta a Gaziantep, la serie segue le vicende dell’avvocato Jackson Brooks (David Lyons), il quale ha tutto quello che si può volere dalla vita: una bella fidanzata e una carriera in ascesa che lo sta portando a diventare socio dello studio legale per cui lavora. Ben presto la sua vita viene stravolta quando riceve la visita di Gil (Michael Raymond-James) e Shawn (Larenz Tate), i suoi migliori amici d’infanzia che non vedeva da 25 anni. Con loro riemergono i ricordi della loro spensierata gioventù a Brennan, Texas e dei tragici eventi che li portarono, allora tredicenni, a scontare nove mesi nel riformatorio Quitman Youth Detention Facility. Quei nove mesi nascondono un mistero che i tre amici hanno per molti anni nascosto e che ora rischia di venire alla luce. David Hudgins (Parenthood e Friday Night Lights) cura l’adattamento americano, mentre Carol Mendelsohn – firma di CSI – è tra i produttori esecutivi.

SHADES OF BLUE – PREMIUM CRIME, DAL 22 SETTEMBRE, OGNI GIOVEDI IN PRIMA SERATA.
Una Serpico in seno. Una detective corrotta di New York è costretta a collaborare con una squadra anticorruzione dell’FBI una volta scoperta e a tradire i suoi colleghi. Il fascino della doppiogiochista ha il volto di Jennifer Lopez nella scommessa (già vinta) più importante della sua carriera: oltre che vederla protagonista, la serie – già rinnovata per la 2° stagione dopo il boom di ascolti e la popolarità – la vede impegnata da produttrice. Coadiuvata dalla firma da Oscar di Barry Levinson (qui nelle vesti di produttore esecutivo), JLo ha il distintivo della detective Harlee Santos, madre single con figlia a carico una volta terminato il massacrante turno di lavoro nelle pieghe di Brooklyn e della sua malavita strisciante. Lei e la sua squadra, guidata dal tenente Bill Wozniak (Ray Liotta), sono abituati a condividere un codice che non sempre brilla di specchiata legalità, piccoli sotterfugi che con il passare del tempo sono diventate norme distorte per raggiungere i propri rendiconti. Quando la nostra viene colta in flagrante ad infrangere la legge, viene costretta dal detective dell’FBI Robert Stahl (Warren Kole) a tradire la fiducia dei suoi colleghi. Drea de Matteo de I Soprano interpreta l’agente di polizia Tess Nazario, madre di 3 figli. Il caso vuole – e anche l’ormai acclarato binomio serie tv+realtà – che la prima puntata si apra con l’uccisione da parte della polizia di un sospettato afro-americano. Barry Levinson dirige la puntata-pilota e il secondo episodio. La serie tratta dal romanzo di Michael Rudolph Shades of Blue: 30 Years of (Un)ethical Policing è adattata per la tv dall’olandese di origini israeliane Adi Hasak. Le riprese sono avvenute interamente per le strade della Grande Mela. Tra i produttori esecutivi spicca anche Ryan Seacrest, già compagno d’avventure di JLo in American Idol. Poco prima del debutto della serie, Tv Guide scrisse che «Jennifer Lopez si appresta a sfidare se stessa in una rischiosa scommessa dove si è gettata senza risparmiarsi tra tante altre attività. Si tratta senz’altro della più importante e incerta della sua carriera».

HEARTBEAT – PREMIUM STORIES, DAL 23 SETTEMBRE, OGNI VENERDI’ IN PRIMA SERATA.
Basata sull’esperienza autobiografica della dottoressa Kathy Magliato nel suo libro Heart Matters, la serie accende i riflettori sui patemi di cuore, sia sotto i ferri, sia per motivi passionali. Ad interpretare la protagonista è chiamata Melissa George nel camice della cardiochirurga Alex Panettiere del fittizio ospedale St. Matthew di Los Angeles, divisa – come ogni medico seriale che si rispetti – tra la vita professionale e quella privata. Amy Brenneman, volto noto di Giudice Amy e The Leftovers, firma da produttrice esecutiva. Jill Gordon cura l’adattamento televisivo. Sara Paxton compare da guest-star in due puntate.

AGENT X – PREMIUM ACTION, DAL 23 SETTEMBRE, OGNI VENERDI’ IN PRIMA SERATA.
Sharon Stone Vice-Presidente degli Stati Uniti d’America in tacchi a spillo alle prese con casi di spionaggio talmente delicati che né la CIA né l’FBI possono gestire. Entra così in scena l’Agente X, ossia John Case (Jeff Hephner) delle Forze Speciali, la cui esistenza è vidimata da un paragrafo segreto della Costituzione e risulta dipendente del Vice-Presidente Natalie Maccabee (la Stone). L’attrice di Basic Instinct è impegnata anche come produttrice esecutiva. W. Blake Herron – già dietro il successo di Bourne Identity al cinema – è l’ideatore. Walter Nudo compare nel 9° episodio come guest-star.

THE SLAP – PREMIUM STORIES, DAL 24 SETTEMBRE, OGNI SABATO IN PRIMA SERATA.
Uma Thurman capeggia un cast di star nell’adattamento della miniserie omonima australiana, a sua volta tratta dal pluripremiato romanzo Lo schiaffo di Christos Tsiolkas. Per il 40º compleanno di Hector (Peter Sarsgaard), sua moglie Aisha (Thandie Newton) organizza una grande festa con amici e parenti. Quella che doveva essere una festa gioiosa si trasforma in un dramma familiare, quando il cugino di Hector, Harry (Zachary Quinto), schiaffeggia il figlio di un’altra coppia per il suo comportamento villano. Quello che sembrava un piccolo incidente fa emergente rancori e segreti celati, che mettono in dubbio i valori fondamentali delle persone presenti alla festa. La Thurman interpreta Anouk. Melissa George, che ha preso altresì parte alla miniserie australiana, compare tra i protagonisti nei panni di Rosie. «Alla fine di questa mini-serie vorresti prendere a schiaffi tutti i protagonisti per la loro natura e la loro detestabilità», scrive Hollywood Reporter. Per Variety, «Un cast sensazionale per una storia da vivere secondo diverse prospettive, una per ciascun protagonista».

 

(Nella foto Jennifer Lopez)