Pubblicato il 21/06/2016, 17:34 | Scritto da Tiziana Leone
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Stash e Mandelli amici come prima e nessuno ha visto niente

Stash e Mandelli amici come prima e nessuno ha visto niente
Lo sputo di Stash resterà a imperitura memoria nei filmati degli Mtv Musica Awards, mentre per il video girato nel backsatge in cui Mandelli insulta i The Kolors la richiesta del conduttore è chiara: "Dimenticatelo, quel video non significa nulla".

Dopo lo sputo in diretta e gli insulti nel backstage, i due fanno pace su Rtl 102,5. Il primo fa mea culpa e amici come prima.

Ah ecco, non avevo capito niente. «Dimenticatevi quello che è successo nel backstage, quel filmato non vuol dire niente». Ma poi Giucas Casella che mi dice «ti sveglierai solo quando lo dico io» quando arriva? Stash e Francesco Mandelli si siedono negli studi di Rtl 102.5, la radio di quello stesso Lorenzo Suraci che eterodirige ciuffo e gli altri due e all’improvviso parte la sindrome di Giucas. «Quel video doveva rimanere nel backstage – spiega Mandelli riferendosi al video pubblicato sui social da Paolo Ruffini, in cui volano parole grosse dopo il rifiuto dei The Kolors di ritirare il premio sul palco a Firenze -. È un fuori onda, tutti noi sappiamo bene che nel backstage succede di tutto, non volevamo che questa cosa venisse fuori, più che altro per i nostri fan. Dimenticatevi quel filmato, non vuol dire niente, è come arrivare durante una conversazione solo alla fine, non puoi capire la verità. Solo noi la conosciamo, solo noi sappiamo veramente cosa è successo. È una cosa nostra. Dimenticatevi quella cosa lì».

Quindi presumo che quando Mandelli ha dichiarato quanto segue: «Uno di loro mi voleva menare, l’hanno dovuto trattenere, è stato terribile», evocando scenari alla Gomorra, era sotto effetto di allucinogeni, o al più in attesa del risveglio da parte di Giucas Casella. Come sempre succede in Italia dunque finisce a pacche sulle spalle, come se nulla fosse, e la colpa di chi è? Dei social che amplificano, dei giornali che scrivono, della gente che mormora. Però quelle immagini di ciuffo che sputa in faccia alla telecamera sono lì indelebili, a imperitura memoria, non c’è Giucas Casella che tenga. Dunque e ciuffo tocca sfoderare il sorriso migliore di sempre e partire con il peana studiato a tavolino con il mentore. Allora ripetiamo insieme: «Sono qui per far capire a chi mi segue e anche a chi non mi segue che quello che ha visto è un atteggiamento non consono a quello che sono realmente. Mi devo scusare con i fan per non aver motivato quel gesto lì e con le persone a casa: ho agito di impulso, è stato un gesto duro , di reazione a qualcosa che io ho pensato fosse una specie di boicottaggio per far sì che la mia performance non fosse al massimo. Quello che hanno visto non è lo Stash che i fan conoscono, è un’immagine che non mi rispecchia. Quando la rabbia prende il sopravvento ti fa vedere annebbiato, non riesci più a essere lucido, non mi rendevo conto che dietro alla telecamera c’erano tanti occhi a guardarmi e il mio gesto poteva essere interpretato contro chi mi guardava».

D’altronde uno che è nato ad Amici può giustamente non rendersi conto che dietro alla lucina rossa della telecamera che ti inquadra non c’è solo l’operatore che ha la sfortuna di beccarsi il tuo sputo in faccia, ma milioni di spettatori seduti comodamente a casa loro. Ovvio no? È altrettanto chiaro che la prima cosa da fare se uno si rende conto che ci sono problemi tecnici durante la sua performance sul palco è sputare e andarsene. Già che c’era poteva alzare il dito medio, ma a quel punto sarebbe sembrato un gesto troppo sofisticato. «Ragazzi, comunque pace, pace, pace, zero odio, questa roba qua non serve a nessuno – insiste Mandelli -. E ricordatevi che noi ci svegliamo e non dobbiamo andare a lavorare». Ma tutti noi, quelli dietro la telecamera, sì.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto, da sinistra, Stash e Francesco Mandelli)