Pubblicato il 16/02/2016, 17:32 | Scritto da Hannibal

Sanremo: l’autogol del rosicone Ruggeri, i dubbi sulla giuria di qualità e sull’Eurovision

Sanremo: l’autogol del rosicone Ruggeri, i dubbi sulla giuria di qualità e sull’Eurovision
Il Festival è finito e le polemiche arrivano a scoppio ritardato. A muoverle il cantautore milanese, che mette in dubbio il risultato della coppia Caccamo-Iurato.

Nonostante Carlo Conti cerchi di stare lontano dalle polemiche (ed effettivamente i suoi Festival risultano tra i meno chiacchierati degli ultimi decenni), non c’è Sanremo senza veleni e dietrologie. L’ultima querelle in ordine di tempo (dopo quella sui cachet e sulla presenza di Gabriel Garko) arriva da un veterano delle scene, Enrico Ruggeri, che, alla soglia dei 60 anni, al suo decimo Sanremo e con una carriera un po’ in ribasso, recrimina un terzo posto attribuito alla coppia di 20enni Caccamo-Iurato, il primo vincitore  di tutti i premi lo scorso anno tra le Nuove Proposte, lei vincitrice di Amici nel 2014. Ruggeri suggerisce che sia stata la Giuria degli esperti a determinare la sua esclusione dal podio. In realtà, prima del Festival era stata proprio la giuria degli esperti a essere osannata dalla stampa come finalmente composta da nomi competenti (dal batterista della Premiata Forneria Marconi Franz Di Cioccio a Laura Valente, vedova di Mango e apprezzata cantante, che a Sanremo partecipò come voce dei Matia Bazar nel 1993, da Massimiliano Pani, produttore  e figlio di Mina, al  regista Fausto Brizzi, da Nicoletta Mantovani Pavarotti agli apprezzati speaker Federico L’Olandese volante, Valentina Correani e Paola Maugeri. Improvvisamente, secondo Ruggeri, tutti costoro sono diventati “amici di” (appellativo riportato da Ruggeri oggi sul Corriere della Sera).

La risposta di Di Cioccio non è tardata e ha fatto fare a Ruggeri una figura bruttina: «Fra i voti delle tre giurie per Ruggeri il nostro è stato il più alto. Dia la colpa al televoto e accetti la sconfitta». Praticamente ha dato del “rosicone” al cantautore milanese per un mancato terzo posto. È vero: se la giuria di qualità avesse espresso lo stesso voto nelle due serate, come riporta Rockol.it, il terzo posto sarebbe andato a Ruggeri, anche se con uno scarto di soli 0,44 voti percentuali. Il problema è che la giuria aveva a disposizione diverse votazioni e, dunque, a meno che non si ritenga che i giurati debbano votare sempre allo stesso modo (ma allora non si capirebbe perché votino più volte), hanno espresso pareri differenti rispetto alle esibizioni dei cantanti: non molto differenti, visto che parliamo di uno scarto inferiore all’1%, su una votazione che comprendeva televoto (con peso del 40%), Giuria di qualità (con peso del 30%) e giuria demoscopica (con voto del 30%).

Effettivamente le interpretazioni di Caccamo-Iurato e degli Stadio sono state votate molto di più la sera della finale, ma le loro esecuzioni sono state differenti. Le insinuazioni si rafforzano però nel momento in cui, invece, la stessa giuria ha votato in modo diverso la Michielin e Caccamo-Iurato nella finale a tre, quando gli interpreti non hanno neanche ricantato. A proposito, che senso ha la finalina a 3 se i cantanti non ricantano? La stessa interpretazione, insomma, è stata votata in modo differente dalle stesse persone. La Michielin, da quarta nella classifica a 16 (dietro Stadio, Caccamo-Iurato e Ruggeri), è salita al secondo posto, superando la coppietta e conquistando anche l’accesso all’Eurovision Song Contest, dopo un inedito e inquietante siparietto con gli Stadio. Sì, perché anche qui le polemiche non sono mancate.

Gli Stadio, subito dopo la vittoria, in conferenza stampa notturna, hanno detto di voler partecipare all’Eurovision anche se sui social della Rai era già stata annunciata la loro defezione. Ora, si sa che l’Eurovision rappresenta una torta prelibata per le case discografiche e certo le major hanno un grande interesse a partecipare. Alla fine all’Eurovision andrà la Michielin. Chissà che ne penserà Francesco Gabbani, vincitore delle Nuove Proposte, del Premio della Critica e premiato anche come Miglior Testo. Nel 2011, quando ancora l’Eurovision non valeva quanto oggi, dopo la vittoria di Vecchioni, fu chiamato a partecipare Raphael Gualazzi, vincitore delle Nuove Proposte, l’unico che fece fare una gran figura all’Italia piazzandosi secondo, miglior piazzamento del nostro Paese negli ultimi anni: nel 2012 Nina Zilli arrivò nona, nel 2013 Marco Mengoni si piazzò settimo, nel 2014 Emma Marrone addirittura 21esima, nel 2015 Il Volo terzi.

 

Hannibal

 

(Nella foto Enrico Ruggeri)