Pubblicato il 16/02/2016, 11:32 | Scritto da La Redazione
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Giovedì il Cda: in corsa Salerno, Dallatana e Romagnoli – Rai, 20 milioni per l’offerta in HD. Il canone in bolletta è a rischio

Giovedì il Cda: in corsa Salerno, Dallatana e Romagnoli – Rai, 20 milioni per l’offerta in HD. Il canone in bolletta è a rischio
Dovrebbero mancare pochi giorni alle nomine dei direttori delle reti di Viale Mazzini. Spunta anche il nome del giornalista per Rai Sport. E poi la tv Stato cerca telecamere in alta definizione.

Rassegna stampa: Il Fatto Quotidiano, pagina 4, di Carlo Tecce.

Giovedì il Cda: in corsa Salerno, Dallatana e Romagnoli

Il Festival di Sanremo per gli ascolti il migliore degli ultimi undici anni offre a Campo Dall’Orto l’abbrivio per le nomine più attese. Quelle dei direttori di rete. È giovedì il giorno fissato per sostituire Giancarlo Leone (Rai 1), Angelo Teodoli (Rai 2) e Andrea Vianello (Rai 3). L’amministratore delegato sta preparando il delicato Cda che, dopo sette mesi dall’incarico in Viale Mazzini, farà conoscere la Rai ai tempi di Matteo Renzi. I candidati sono ancora numerosi, ma Ilaria Dallatana per Rai 2 e Andrea Salerno per Rai 3 risultano i favoriti. Salerno è un apprezzato autore tv (tra le tante cose, pure volto di Gazebo), Dallatana proviene dalla scuola Giorgio Gori (Magnolia). Per Rai 1 c’è un po’ di speranza per Teodoli, reduce da una discreta stagione a Rai 2. Antonio Campo Dall’Orto, oltre agli innesti (tutti dall’esterno finora), deve gestire i rapporti interni, soprattutto con il sindacato e l’associazione dei dirigenti. Non sarà facile. Ma la vera sorpresa potrebbe riguardare Rai Sport. Per l’estate degli Europei di calcio in Francia e delle Olimpiadi in Brasile (esclusiva Rai, acquistata da Luigi Gubitosi), la redazione sportiva di Saxa Rubra potrebbe passare dall’ex inviato sul campo Carlo Paris a Gabriele Romagnoli, giornalista e scrittore, ex direttore di GQ, collaboratore di Repubblica.

 

Rassegna stampa: MF, pagina 7, di Andrea Montanari.

Rai, 20 milioni per l’offerta in HD. Il canone in bolletta è a rischio

La digitalizzazione della Rai è una priorità del nuovo capo-azienda Antonio Campo Dall’Orto. Ed ecco che spunta un maxi-bando di gara della tv di Stato da 20,4 milioni, uno dei più onerosi degli ultimi tempi, per l’acquisizione di materiale e tecnologia volti spiccatamente al miglioramento dell’offerta in alta definizione dei canali televisivi pubblici. L’obiettivo dei nuovi vertici di viale Mazzini è trovare (il bando scade il prossimo 5 aprile) il fornitore unico di impianti e telecamere broadcast HD per l’offerta televisiva del futuro e per colmare il gap con i broadcaster internazionali, da Sky Italia a Discovery. Anche perché, come annunciato lo scorso autunno dalla vecchia dirigenza Rai, la società aveva in cantiere il progetto di approntare entro la fine di quest’anno un’offerta di 11 canali in alta definizione e un altro canale sperimentale in UltraHd. Intanto, mentre Campo Dall’Orto prova a dare una svolta alla Rai, scoppia la grana legata al pagamento del canone in bolletta. Non solo perché ieri scadevano i termini per il decreto del ministero dello Sviluppo Economico sull’argomento, ma soprattutto per l’allarme lanciato da Assoelettrica, l’associazione che riunisce 120 imprese del settore. «Siamo al 15 febbraio ma le aziende ancora non sanno come dovranno esigere il canone Rai che il governo ha voluto inserire nelle bollette», ha dichiarato ieri il presidente Enrico Testa.

Perciò nei prossimi giorni si terrà un vertice fra Tesoro, ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia delle Entrate, Authority per l’Energia e Acquirente unico per sciogliere gli ultimi nodi sul canone. Argomento sul quale sempre ieri è tornato Urbano Cairo, patron di La7. «Va ripensato tutto l’assetto televisivo; è uno scandalo che un solo player abbia 300 milioni in più dal recupero dell’evasione, che di per sé è una cosa sacrosanta», ha dichiarato il proprietario di Cairo Communication. «La tv viene da otto anni di vacche magre e la Rai dal 2011 al 2015 ha fatto un’aggressiva politica di dumping sui prezzi», ha attaccato l’imprenditore. «Se uno avesse voluto una riforma per fare del male agli altri competitor, non l’avrebbe fatta così bene». Cairo non lo dice apertamente, ma anche lui, come Mediaset, vorrebbe vedere un canale Rai senza pubblicità, con i relativi spot spalmati tra gli altri broadcaster.

 

(Nella foto Antonio Campo Dall’Orto)