Pubblicato il 27/11/2015, 16:32 | Scritto da Tiziana Leone

Non ci sono più i cantautori impegnati di una volta, quelli che sdegnavano la tv. Questione di promozione

Non ci sono più i cantautori impegnati di una volta, quelli che sdegnavano la tv. Questione di promozione
Da De Gregori a Battiato, passando per Guccini, una volta per vederli in tv bisognava aspettare eventi speciali, ora, invece, sembra che si siano arresi alla potenza del mezzo televisivo, fondamentale per promuovere le proprie opere.

Il fu Francesco De Gregori era quello che con aria schifata usciva sul palco del concerto del Primo Maggio e si esibiva con un certo distacco, consapevole di avere di fronte non solo il suo pubblico di adepti, ma anche quello asettico, anonimo, apolitico della televisione, ovvero il diavolo. Invitarlo in una trasmissione suonava quasi come un crimine, lui, l’uomo con il cappello e la barba che all’amico Gianni Morandi che aveva solo immaginato di inserire la sua Viva l’Italia tra le canzoni celebrative dei 150 anni dell’Unità d’Italia durante il Festival di Sanremo rispose: «Morandi è un amico e un grande cantante. E proprio perché è un grande cantante che se la cantasse lui. Io detesto il Festival di Sanremo». Dichiarazione in perfetta sintonia con il personaggio, schivo, distaccato, radical chic, parola che fa tanto di sinistra, che significa esattamente la stessa cosa di snob, ma per carità, troppo da Santanchè per entrare nel lessico di noi cantautori impegnati.

Eppure i tempi cambiano, signori, se a Sanremo uno non va perché magari il Festival non coincide con i tempi della promozione di un nuovo disco, non è detto che d’estate non ci si possa concedere una sana immersione nel Coca Cola Summer Festival. Che già solo per il nome uno pensa ai Righeira. Se poi ci vogliamo mettere che a condurre la manifestazione di Canale 5, la tv di Berlusconi, c’era una tale Alessia Marcuzzi, la stessa del Grande Fratello, si capisce che il carpiato compiuto dal nostro cantautore è stato da medaglia d’oro. Ma una volta cominciato, perché finire? Così ecco De Gregori ospite a Fronte del palco, trasmissione nottambula di Italia 1, De Gregori pronto a raccontarsi in una lunga puntata su Sky Arte, in nome di una sola legge: la promozione. Che evidentemente va bene ai radical chic, quanto agli snob.

Così anche il fu Francesco Guccini, il poeta, il cantautore, lo scrittore si è arreso alla poltrona bianca di Fabio Fazio, dove aveva da parlare del suo nuovo libro e del suo nuovo disco, guarda caso in uscita proprio in questi giorni. Promuovo ergo sum, come un Vanzina o un Boldi qualsiasi, abituati da una vita al giro delle sette chiese televisive in nome del proprio film da pubblicizzare e da gonfiare ad arte, perché in tv bastano tre minuti per ricavare un milione di euro al cinema. Dura lex, sed lex. Deve averla capita anche il fu Franco Battiato, filosofo in prestito alla musica, costretto a passare dalle forche caudine di un programma chiamato X Factor per un po’ di pubblicità alla sua nuova opera omnia, uscita da poco nei negozi. Che vuoi che sia, vado, canto, saluto e me ne vado. Peccato che mentre Battiato tentava di dare una senso a La Cura sia incappato in una stecca intergalattica, che rimarrà a imperitura memoria, proprio come la dinastia dei Ming. Immancabile anche per lui il tributo di Sky Arte oltre all’ospitata a Otto e mezzo di Lilli Gruber, con la raccomandazione di essere lì non per fare promozione, per carità, ma per sviscerare tutto lo scibile universale, dalla politica alla filosofia, senza dimenticare l’arte.

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Francesco De Gregori)