Pubblicato il 26/11/2015, 13:34 | Scritto da La Redazione

Urbano Cairo: “La7 crescerà con gli spot egli affitti della banda” – Carlo Conti e la Clerici, promossi e bocciati della tv d’autunno

Urbano Cairo: “La7 crescerà con gli spot egli affitti della banda” – Carlo Conti e la Clerici, promossi e bocciati della tv d’autunno
L’editore su Rcs: “Deciderò sull'eventuale aumento di capitale, ma credo in questo investimento”. E poi i verdetti dell'Auditel su fiction e programmi.

Rassegna stampa: Il Sole 24 Ore, pagina 21, di Andrea Biondi.

Urbano Cairo: “La7 crescerà con gli spot egli affitti della banda”

Rcs? “Deciderò sull’eventuale aumento di capitale, ma credo in questo investimento”.

Ammette che le cose non siano andate per il verso giusto in Rcs. Ma Urbano Cairo non ci sta a considerare il suo 4,6% come un cattivo affare. «Nient’affatto. È un investimento che ha bisogno di tempo. Anche per il Torino mi dicevano che era un investimento a perdere. E invece ora arrivano i risultati sia sportivi sia economici». Dall’altra parte, per il presidente e fondatore di Cairo Communication, presidente di La7 e del Torino Fc, ci sono le sue attività: l’editoria periodica «che va in maniera spettacolare» e che nei prossimi mesi potrebbe ancora arricchirsi di altri prodotti e la tv. Per la sua La7 Cairo vede un prossimo anno di ritorno alla crescita, «legata a una ripresa della pubblicità, a un po’ di saving sui costi e a un eventuale inizio di affitto di banda a soggetti che volessero acquistarla, a prezzi vantaggiosi».

Intanto Cairo Comunication è arrivata a valere in Borsa più di Rcs.

Beh (sorride, ndr.) non è una gara fra Cairo e Rizzoli. Sono cose separate. Una è la mia azienda che ho quotato in borsa e l’altra è frutto di un investimento personale.

Se è così, non se ne pente visto il crollo delle azioni (-41% da inizio anno)?

È un investimento che ho fatto credendo nell’azienda e nella valorizzazione dei suoi asset. Per il momento borsisticamente non ha dato frutti. Ma rimango investitore. Dico solo che se uno è investitore e rimane tale vuol dire che valuta che l’investimento possa essere positivo. Se uno sbaglia esce subito. Siamo invece azionisti da qualche tempo per cui non abbiamo ritenuto di uscire.

Parteciperebbe all’aumento di capitale?

Se ci sarà e quando sarà, deciderò. L’aumento lo si sottoscrive in base alle prospettive legate anche a idee, strategie, piani industriali. C’è un Cda che dovrà decidere (se prorogare la decisione sulla ricapitalizzazione al 2017, ndr.).

Se Rcs dovesse decidere di disfarsi delle attività in Spagna?

Io non ho notizie che si voglia vendere questo o altro. Tendenzialmente io sono sempre prudente nelle vendite da fare.

Per quanto riguarda le sue attività, hanno un andamento “bifronte”: editoria in spolvero e tv che soffre.

Non è proprio così. L’editoria sta avendo risultati spettacolari, con ebitda dei primi nove mesi (gennaio-settembre) a 12,5 milioni in crescita del 4,6% ed ebit a 11,7 milioni, su del 15,8%. Il tutto avendo sostenuto già costi di lancio per 900mila euro per il settimanale Nuovo Tv. E anche la tv sta andando bene.

In verità per La7 si parla di margini negativi e raccolta pubblicitaria in calo del 10,5% nei nove mesi.

Abbiamo acquistato La7 ad aprile del 2013. Da allora a oggi il mercato tv italiano calato circa del 10%. È calato molto nel 2013, in parità sostanziale lo scorso anno e con un -1,6% nei 9 mesi del 2015. Nel 2012 La7 perdeva 66 milioni di ebitda e 96 milioni di ebit quando la pubblicità era il 10% in più. Avere un’azienda che, come previsto e comunicato anche in occasione del risultato intermedio di gestione per i nove mesi del 2015, conseguirà un sostanziale pareggio del margine operativo lordo a fine 2015 lo ritengo un grande risultato.

E adesso?

La pubblicità penso tornerà a crescere grazie anche alla crescita costante dei nostri ascolti a partire da luglio. Si potrà poi continuare a operare ancora un po’ sul fronte costi. Ma attenzione: come sempre senza impattare sulla qualità dei programmi. Ricordo che in questi anni abbiamo tenuto Crozza, Mentana, Gruber, Formigli e si è aggiunto Floris che sta andando benissimo. Faccio presente che quando abbiamo preso La7 l’azienda perdeva 100 milioni. Infatti ce ne diedero 88 di dote. Che non abbiamo toccato. E ora la posizione finanziaria netta è positiva per oltre 100 milioni. Il che vuol dire che siamo migliorati, non abbiamo bruciato cassa, ma l’abbiamo creata.

Come pensa di far crescere l’audience di La7?

Per il momento ci stiamo molto concentrando nel potenziamento delle ore pomeridiane. Lo abbiamo fatto con Tagadà, la trasmissione di Tiziana Panella. Restano altre ore scoperte, come fra le 18.30 e le 20. Lì cercheremo di innestare nuovi programmi.

Quindi ancora non è tempo di far valere il vostro investimento sul Mux lanciando nuovi canali?

Non siamo ancora alla percentuale di copertura della popolazione che abbiamo come obiettivo, vale a dire il 94 95 per cento. Saremo oggi al 70 per cento. Ma il nostro investimento nell’acquisto delle frequenze è in sé estremamente favorevole. Le abbiamo pagate 31,6 milioni. Solo spostando La7 e La7d sul nostro Mux avremmo un risparmio di 1 milione rispetto a quanto paghiamo ora a Persidera, operatore con il quale abbiamo un accordo fino a tutto il 2016. Un domani potremmo lanciare nuovi canali. Ma potremmo anche pensare di concentrarci sullo sviluppo degli ascolti di La7 e La7d. E in quel caso potremmo comprare canali o affittare banda per broadcaster.

Quando si arriverà all’operatività?

 

Fra marzo e giugno saremo al top della copertura. A quel punto decideremo il da farsi. Dico solo che abbiamo 22,4 megabyte a disposizione. La7 e La 7d ci impegnano 7,2 mega con oltre 15 mega che restano quindi disponibili. Oggi il mercato paga 1,1 milioni di euro a megabyte. Se io dicessi che punto a far pagare qualcosa in meno la banda ai broadcaster, anche un 20%, affittando tutti i mega a disposizione il Mux sarebbe ripagato in circa tre anni.

 

Rassegna stampa: Il Tempo, pagina 23, di Marida Caterini.

Carlo Conti e la Clerici, promossi e bocciati della tv d’autunno

I verdetti dell’Auditel su fiction e programmi.

La stagione autunnale è in dirittura d’arrivo. Le reti generaliste, Rai, Mediaset e La7 hanno combattuto la propria battaglia per conquistare fino all’ultimo telespettatore. Ma i risultati non sempre sono stati positivi. Così accanto a prodotti che hanno fatto il pieno d’ascolti sfondando il tetto dei cinque milioni di telespettatori (Tale e quale show, lo speciale dedicato a Il Volo, la fiction Questo è il mio paese, la miniserie Sotto copertura) altri sono precipitati talmente in basso da essere cancellati dal palinsesto. È il caso dello show Il boss dei comici, dedicato alla comicità che è durato solo due settimane su La7. Risultati disastrosi con l’1% di share ne hanno decretato l’allontanamento dal video. E dire che era nato sotto i migliori auspici con la conduzione dell’ ex velina Alessia Reato e di Maria Bolignano ex di Made in Sud. La bassa qualità dei testi e lo scarso appeal delle due padrone di casa, ne hanno segnato la morte prematura ma annunciata.

Tra i flop autunnali ci sono da annoverare anche Monte Bianco – Sfida verticale, l’adventure reality condotto da Caterina Balivo su Rai 2, Open space lo spin-off de Le iene show condotto da Nadia Toffa su Italia 1. La serie I misteri di Laura in onda su Canale 5 è scesa in alcune puntate, al di sotto del 10% di share. La fiction con Carlotta Natoli, pur avendo una propria dignità, è stata penalizzata da una sbagliata collocazione in palinsesto. Bocciatura dell’Auditel anche per Tagadà, il programma di informazione del pomeriggio de La7 condotto da Tiziana Panella. La brava giornalista, però, al pomeriggio non funziona e anche per lei gli ascolti di poco superiori all’1% sono stati mortificanti. Monte Bianco – Sfida verticale con sette vip aspiranti alpinisti non è stato in grado di prendere il posto del più gradito dal pubblico Pechino Express. Scarsa simpatia del cast, un montaggio non idoneo e spesso monotono, una conduzione poco convincente e per niente ironica, ne hanno fossilizzato l’audience. L’ultima puntata di lunedì 23 novembre ha raggranellato solo il 5,26% di share, circa la metà dei risultati di Pechino Express.

Risultati deludenti anche per Ti lascio una canzone. Lo show di punta del sabato sera di Rai 1 ha vissuto un autunno di grande sofferenza, schiacciato, settimana dopo settimana, dalla predominanza di Tu sì que vales, il programma concorrente di Canale 5 con Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi e Mara Venier giudici di un insieme di performance che hanno spaziato in tutte le discipline. L’ultimo risultato d’audience per la puntata di sabato 21 novembre ha mortificato, ancor di più, la conduttrice del baby talent show Antonella Clerici: per lei solo il 14% di share a confronto del 24% messo a segno dalla corazzata della De Filippi & company. Dieci punti di share devono far riflettere i responsabili di Rai 1 sull’opportunità di riproporre uno show dove i piccoli cantanti sono utilizzati per il divertimento dei grandi. Ti lascio una canzone è una formula da abbandonare anche per la durata: ogni sabato lo show si è chiuso circa all’una di notte.

Non ha mantenuto le aspettative della vigilia neppure Open space, lo spin off de Le Iene show trasmesso da Italia 1 per quattro puntate: nessuna si è mai avvicinata al 7% di share. Nadia Toffa, la conduttrice, è molto più credibile come inviata de Le iene dove è cresciuta professionalmente e si è fatta apprezzare per il coraggio e la correttezza dei suoi servizi, spesso su argomenti anche difficili e delicati. Anche J-Ax non è riuscito a far breccia nei telespettatori di Rai 2: il suo programma di seconda serata Sorci verdi ha collezionato, in media, nelle cinque puntate andate in onda solo il 4,24% di share. Significa che solo 364mila fan hanno seguito l’esordio come conduttore dell’ex coach di The Voice.

Ma accanto ai flop, l’autunno tv 2015, ha fatto registrare ascolti al top, per un buon numero di show e di fiction. Le due serate dei Capitani coraggiosi con Morandi e Baglioni, lo speciale con Il Volo, tutto il percorso di Tale e quale show con la conduzione di Carlo Conti (appuntamenti andati in onda su Rai 1) le puntate di Tu sì que vales su Canale 5 ci riportano al vertice della classifica degli ascolti. Vi si aggiungano la miniserie Sotto copertura, due puntate sull’arresto del Boss della camorra lovine, la seconda stagione de Il giovane Montalbano, la serie Questo è il mio paese con Violante e Michele Placido, ancora prodotti di Rai 1, il lusinghiero gradimento di Pechino Express su Rai2 e si ha un quadro complessivo dei responsi positivi dell’Auditel nell’autunno 2015. Canale 5 difende, inoltre, il pomeriggio con il nutrito gruppo di soap opera che fa capo a Beautiful (ogni giorno circa il 20% di share per gli inossidabili Ridge e Brooke) e a Il segreto che ha tolto ai Forrester lo scettro del comando con il 26% di share quotidiano.

Infine: la fascia dell’access prime time fa il pieno di spettatori sia su Canale 5 con Striscia lanotizia sia su Rai 1 con Affari tuoi.

 

(Nella foto Urbano Cairo)