Pubblicato il 08/04/2015, 12:34 | Scritto da La Redazione

“LINK” ANALIZZA LA COMICITÀ TELEVISIVA DEGLI ULTIMI DECENNI: “DRIVE IN”, GIALAPPA’S, DANDINI, LETTERMAN E INTERNET

“LINK” ANALIZZA LA COMICITÀ TELEVISIVA DEGLI ULTIMI DECENNI: “DRIVE IN”, GIALAPPA’S, DANDINI, LETTERMAN E INTERNET
Il magazine curato dalla direzione marketing strategico di Mediaset dedica il nuovo numero al “comedy” in tv, citando i grandi cult come “Drive in”, Gialappa’s Band e “Avanzi”.meta name=”news_keywords” content=”link – ideee per la televisione, mediaset, mai dire, rti, gialappa’s band, drive in“ Esce oggi in tutte le librerie e digital store il nuovo Link […]

Il magazine curato dalla direzione marketing strategico di Mediaset dedica il nuovo numero al “comedy” in tv, citando i grandi cult come “Drive in”, Gialappa’s Band e “Avanzi”.meta name=”news_keywords” content=”link – ideee per la televisione, mediaset, mai dire, rti, gialappa’s band, drive in

Esce oggi in tutte le librerie e digital store il nuovo Link – Idee per la televisione, il magazine curato dal marketing strategico di Mediaset – Rti, che questa volta è dedicato alla comicità televisiva. Il direttore Fabio Guarnaccia introduce il tema,dove i comici degli anni Novanta vengono rappresentati come un lontano ricordo. I vari Mai Dire della Gialappa’s Band, come i programmi di Serena Dandini, resteranno per sempre nel nostro immaginario e con loro i comici che ne facevano parte. Chi era nel cast di queste trasmissioni cult, ormai non fa più tv da tanto. L’unico superstite, scrive Francesco Caldarola, è rimasto Maurizio Crozza, che si divide tra tv, teatro e qualche apparizione al cinema, ma anche qui troviamo una comicità spesso «fuori contesto», inserita in una dinamica politica. Agli italiani piace la scelta dei comici all’interno di contenitori che non c’entrano nulla con la comicità in senso stretto, e le produzioni televisive ne approfittano. Carlo Freccero dà uno spunto di riflessione su come il comico, dagli inizi degli anni Novanta, si sia trasformato sempre più in politico; la sua Rai 2 ne è stata una fucina. Non poteva mancare poi un appunto sul Drive In e sul Berlusconi editore, che hanno cambiato la tv e il modo di fare comicità in maniera indelebile. L’ispirazione di un nuovo modello di comicità viene innegabilmente da Internet: se da un lato la stand up comedy all’americana sta contagiando i comici italiani più in voga del momento, dall’altra ci sono quei soggetti che nascono proprio dalla Rete, la cui comicità si basa su parodie e sull’aggressività di alcune esibizioni.

I late night americani rappresentano un altro punto di svolta nella comicità mondiale. È chiaro il riferimento al David Letterman Show che, dopo tanti anni, saluta il pubblico americano e non solo, lasciando il testimone al suo erede, non si sa se designato da lui o dal network che lo ospitava. Molto interessante la sezione Una mappa della comicità italiana di Luca Martera (collaboratore di TVZOOM), che analizza e mette in evidenza tutti i singoli e i gruppi comici che hanno attraversato l’Italia dagli anni Trenta fino a oggi.

 

Stefano Bini

 

(Nella foto un momento del Drive In)