Pubblicato il 22/09/2012, 14:09 | Scritto da La Redazione

SELVAGGIA LUCARELLI: «SU M2O, CON ALESSANDRO LIPPI, SAREMO LA MILF E IL TOYBOY»

SELVAGGIA LUCARELLI: «SU M2O, CON ALESSANDRO LIPPI, SAREMO LA MILF E IL TOYBOY»
La blogger romana debutta lunedì sulla radio “giovane” del gruppo L’Espresso, dalle 18 alle 20, con il programma “La fine del mondo” e a TVZOOM racconta di cosa si tratta. Selvaggia Lucarelli, 38 anni, una vita passata fra blog, scrittura e televisione. Da lunedì inizia la sua nuova avventura su radio M2o, dove esordirà con […]

La blogger romana debutta lunedì sulla radio “giovane” del gruppo L’Espresso, dalle 18 alle 20, con il programma “La fine del mondo” e a TVZOOM racconta di cosa si tratta.

Selvaggia Lucarelli, 38 anni, una vita passata fra blog, scrittura e televisione. Da lunedì inizia la sua nuova avventura su radio M2o, dove esordirà con un programma tutto suo, intitolato La fine del mondo, in onda da lunedì 24 settembre dalle 18 alle 20.

Faccio subito il provocatorio: che c’entra Selvaggia Lucarelli con M2o?

«Beh, c’entro innanzitutto perché è M2o che ha scelto me. Ovvio, stiamo parlando di una radio giovane e molto musicale, che tale resterà. Ciò non toglie che si possa tentare di allargare un po’ il target… poi, comunque, non è che arrivo io e M2o diventa una radio parlata».

Qual è il target al quale parli meglio?

«Direi quello dei 35enni, che sono miei coetanei. Pur avendo più o meno quell’età lì, però, sono molto presente sui social network, che non guasta mai: mi dà la possibilità di essere vicina al linguaggio dei più giovani».

Quindi è m2o che invecchia, non Selvaggia che si sforza di ringiovanire.

«In linea di massima sì, ovviamente nel senso positivo del termine. In queste cose però credo ci sia sempre molta reciprocità. È un po’ come un anziano che si mette con una ragazza giovane: una sera lui va in discoteca, un’altra lei lo accompagna a teatro. Così, in qualche modo io mi adeguerò al registro della radio. Così com’è anche vero, però, che la radio fa un gesto coraggioso nell’accogliere un’anziana nerd come me».

Sincera: ma tu la ascolti la musica che passa M2o?

«Guarda, ammetto di ascoltare M2o da un po’. A maggior ragione, poi, ho iniziato ad ascoltarla di più da quando si è cominciato a parlare di un mio programma. Ci tenevo a rendermi conto del contesto in cui stavo andando. So che immaginarmi in una radio così giovane può essere spiazzante, però gli esperimenti imprevedibili e più azzardati sono quelli che possono dare i frutti migliori. Nella mia vita ho fatto tante cose che sembravano azzardate, ma alla fine hanno dato tante soddisfazioni».

Ecco, fra tutte le cose che hai fatto, in radio ci sei passata solo di sfuggita. Ti senti un po’ principiante?

«Sicuramente è il mezzo che ho esplorato di meno, un programma mio effettivamente non l’ho mai avuto. Però credo sia anche giusto, no? Ci vogliono competenza, esperienza, maturità; tutte cose che si acquisiscono col tempo. È come se quello che ho fatto fino a oggi mi avesse dato gli strumenti per affrontare la radio nel modo migliore, anche con quella sicurezza e con quel piglio che da giovane puoi non avere.»

Emozionata?

«Più che emozionata direi che mi sento… giovane, alla prima esperienza. Del resto a trentotto anni è pure difficile trovare delle prime volte, in tutti i sensi. Questa è un po’ la mia prima volta, per cui va bene. Mi sento come un’adolescente».

Tv, radio, Internet, social network. Sei stata un po’ ovunque, ma quale mezzo ti si addice di più?

«Il posto in generale in cui mi piace più stare è la scrittura, punto. È quello che mi appartiene di più e che in fondo mi cambia sempre la vita: quando dedico più tempo alla scrittura poi è come se all’improvviso cambiasse tutto il resto. Scrivere scombina la mia esistenza, smuove tutto. Non ti so dire un mezzo piuttosto che un altro, a me piace la parola in tutte le sue accezioni e in tutti i suoi utilizzi. La cosa divertente è proprio adeguare il linguaggio ai vari mezzi, che sia scrivere un messaggio in 140 caratteri o apparire in televisione, con l’ausilio dell’immagine, per poi passare alla scrittura vera e propria, dove non hai limite di caratteri per le cose che vuoi dire. È sempre un esercizio di stile che mantiene al centro la parola».

Veniamo ai contenuti, che programma sarà La fine del mondo?

«È un programma in cui farò più o meno quello che faccio sui social network e in generale nella scrittura. Mescolo il basso, il bello, il brutto, il pop, lo snob, infilandoci politica e costume. Un contenitore vario, insomma, che si chiama “la fine” proprio perché è un modo di dire che ha due accezioni perfettamente opposte: da una parte la fine del mondo è l’espressione più catastrofica e apocalittica possibile, dall’altra è anche un modo per indicare qualcosa di assurdamente fantastico. Di certo sarà un programma poco “democristiano”, dove prenderò delle posizioni sempre nette, come poi è mia abitudine. Non sono mai stata una donna da sfumature».

E di Alessandro Lippi, il tuo compagno di microfono, che mi dici?

«Siamo in pratica una coppia radiofonicamente moderna: “milf e toyboy”. Alessandro ha dieci anni in meno di me e quindi non sarà difficile immaginare di calarsi in un gioco delle parti. Qualche volta io sarò la zia vecchiarella e lui sarà il giovane che mi insegna le cose che fanno i giovani. È molto simpatico e ha un’ironia molto simile alla mia. Io non lo conoscevo e l’ho guardato inizialmente con un po’ di sospetto, ma dopo due minuti di chiacchierata eravamo già sulla stessa lunghezza d’onda. So che saremo una coppia di fatto in radio e passeremo mesi fantastici. Davvero, non lo dico perché lo devo dire, se non mi fossi trovata bene con lui l’avrei detto. Voglio dire, nella vita si sbaglia il matrimonio… ma il partner radiofonico si può cambiare».

Qualche anteprima sulla prima puntata ce la vuoi dare?

«Avremo sicuramente molti ospiti, non prevedibili. Potremmo avere il politico, come il cantante, come la soubrette, in questo saremo davvero imprevedibili. Mi piace l’idea di non seguire uno schema, ma quasi di cambiare il format tutti i giorni. Alla base ci sarà comunque sempre una grande ironia, l’essere caustici e cercare la seconda lettura sulle cose».

Beh, non sono proprio delle anticipazioni queste…

«Ti posso dir che non faremo mai il tg rosa, né tantomeno sfoglieremo il quotidiano e basta. Cercheremo un punto di vista originale, mai scontato sulle cose. Poi, ogni tanto, potremmo anche avere uno scoop fra le mani e divulgare la notizia. Perché no?».

 

twitter@DarioDeLiberis

 

(Nella foto Selvaggia Lucarelli)