Pubblicato il 29/03/2012, 15:10 | Scritto da La Redazione

BIBI BALLANDI: «DOPO 50 ANNI DI CARRIERA VORREI UNO SHOW CON MINA»

BIBI BALLANDI: «DOPO 50 ANNI DI CARRIERA VORREI UNO SHOW CON MINA»
{Summary}Nella video chat del Tg1 il produttore Bibi Ballandi racconta i suoi 50 di carriera, da Mina a Fiorello, passando per il bandiera Gialla di Rimini. Nel futuro vede Brignano e la Hunziker.{/Summary} Ha compiuto cinquant’anni di carriera e per festeggiarli ha scelto di raccontarsi nella video chat del Tg1 con Vincenzo Mollica. Solitamente schivo […]

{Summary}Nella video chat del Tg1 il produttore Bibi Ballandi racconta i suoi 50 di carriera, da Mina a Fiorello, passando per il bandiera Gialla di Rimini. Nel futuro vede Brignano e la Hunziker.{/Summary}

Ha compiuto cinquant’anni di carriera e per festeggiarli ha scelto di raccontarsi nella video chat del Tg1 con Vincenzo Mollica. Solitamente schivo e restio alle interviste, mai seduto al tavolo durante le sue grandi conferenza stampa, il produttore Bibi Ballandi ha risposto alle tante domande arrivate dal popolo del web. «Ho cominciato con il mio babbo, avevo 15 anni e lavoravo nelle balere. Lo affiancavo nelle organizzazioni delle serate in giro tra Rimini e Riccione quando verso le 22.30 cantavano Mina o la Vanoni. Gli artisti oggi hanno il produttore, l’autista, il manager, allora facevo tutto io, mettevo sul palco anche la pianola».

Vogliamo segnare le tappe di questi 50 anni?

«Dagli anni 60′-70′ delle balere sono passato con i cantautori  negli anni ’70-’80. Lavoravo con Dalla-De Gregori, Bertoli, Vecchioni, De Andrè ed ebbi l’intuizione di aprire gli stadi. Poi negli anni ’70-’80 mi sono dedicato a produrre spettacoli nei palazzetti e negli stadi. Era una vita difficile e allora pensai di fermarmi e a Rimini misi su il Bandiera gialla, la più grande discoteca del mondo, con 10.000 persone a sera. Erano gli anni ’80 e riportai la musica degli anni ’60 con Rita Pavone, i Camaleonti, l’Equipe 84.  Al Bandiera gialla cominciai a fare le prime produzioni tv come Stasera mi butto, da cui sono usciti Carlo Conti, Neri Marcorè, Max Giusti. Poi facemmo da lì anche Beato tra le donne con Bonolis. Portammo la tv dal vivo.

Poi ho privilegiato il teatro come formazione per preparare l’artista ad affrontare le telecamere. Così è successo con Panariello: prima di Torno sabato, facemmo un grosso tour teatrale, così poi con Fiorello, la Cortellesi, Insinna, Albanese.

Com’è lavorare con Fiorello?

«E’ divertente, lui è l’autore degli autori, ha un pregio: sa ascoltare. E’ una spugna e poi con il suo cervello decide».

Cosa vuol dire Bibi?

«Boh, mio padre avrà pensato che era meglio essere sintetici».

Lo show prodotto di cui sei più fiero?

«Il #piùgrandespettacolodopoilweekend»

Ti piacerebbe fare il Festival di Sanremo?

«No mai. Mio padre diceva di non farlo, perché qualsiasi cosa fai non è fatta bene. Se vai in un mulino anche se non fai niente, ti infarini».

Mai pensato al cinema e alle fiction?

«No, cerco far bene l’intrattenimento»

In cosa la Ballandi è diversa da Endemol e Magnolia?

«Loro sono industriali io sono più artigianale»

Gli artisti come sono?

«Sono tipi particolari, devono sentire che gli vuoi bene, allora ti danno piena fiducia»

Con quale artista ti piacerebbe lavorare?

«Mina»

Dopo Fiorello e Panariello quale altro artista vedi nel futuro?

«Brignano, lo andremo a vedere con Fiorello in teatro».

Che ricordi hai di Dalla?

«Mi ha aiutato molto. Nel 2005 mi trovarono un tumore al colon, mi operai subito, e tornato a Bologna Lucio preparò tutto il dopo di questa mia situazione».

Che futuro vedi per la Rai?

«La Rai è una famiglia che ti lascia fare, anche se tanto criticata. Nonostante a ogni scadenza di contratto si facciano avanti diverse proposte, ho sempre sentito che casa mia era la Rai. Rispetto le altre tv, ma la Rai ha una storia»

Quale programma invidi alla concorrenza?

«Amici di Maria De Filippi».

E’ importante la fede nella tua vita?

«Tantissimo, è quella che ti sostiene nel momento del bisogno».

E tua moglie?

«E’ la mia forza, il punto principale della mia vita, con i suoi tortellini ha conquistato tutti».

Perché non compari mai in tv?

«Sono timidissimo, è meglio che ci vadano gli artisti»

Chi farà un varietà l’anno prossimo?

«Michelle Hunziker sta da tre anni nei teatri, sono sempre pienissimi, tra un annetto è pronta per essere la nuova Carrà. Anche lei è una che sa ascoltare».

Le trasmissioni che vanno solo sui social network potrebbero avere spazio in tv?

«Potrebbero diventare delle seconde, buone serate. Mi vedrei volentieri questa chat, per esempio».

Come fai a stare simpatico a destra e sinistra?

«Io faccio il mio lavoro, noi vogliamo bene a tutti, l’Auditel si fa con quelli di destra e con quelli di sinistra».

Un programma che non sei riuscito a fare?

«Con Morandi volevamo rifare Canzonissima, poi il progetto per varie ragioni non è andato. Mi è dispiaciuto».

Ti piacerebbe fare uno show con Jovanotti?

«Prima o poi ce la farò, anche Fiorello mi sta dando una mano. E’ un grande pensatore, un grande showman attuale, ai suoi spettacoli trovi tre generazioni, nipoti, nonni e genitori».

Quanto pesa l’Auditel nei programmi?

«E’ un macigno, è come un registratore di cassa per un negozio alla sera, se spingi e nel totale non viene fuori niente, vuol dire che il negozio non funziona».

È vero che stai organizzando un concerto tributo per Dalla?

«L’intenzione c’è, ma è prematuro, lo faremo in grande stile»

Cosa ti dà la forza di continuare a fare questo lavoro?

«L’entusiasmo, la voglia di fare, la salute e la fede»-

 

Tiziana Leone

 

(Nella foto Bibi Ballandi)